Comunità energetiche, in Val Pellice rinnovabili e sport fanno squadra

Pannelli fotovoltaici installati su una copertura, con edifici e montagne della Val Pellice sullo sfondo.
Impianti fotovoltaici in Val Pellice nella fotografia fornita a corredo della presentazione della comunità energetica.

Luserna San Giovanni, un’area industriale recuperata diventa un luogo dove energia rinnovabile, sport e inclusione sociale si incontrano. La Comunità Energetica Rinnovabile Val Pellice è al centro della tappa del 20 ottobre della campagna di Legambiente “I cantieri della transizione ecologica”: un progetto nato nel 2023 che oggi conta 154 associati.

Pier Carlo Lava – Alessandria Post

Dal recupero industriale alla comunità energetica

Sviluppata da Acea Pinerolese Energia insieme alla Diocesi di Pinerolo, alla Diaconia Valdese e a Tecnozenith, la CER Val Pellice ha preso forma attraverso il recupero di un’area ex industriale di circa 3.500 metri quadrati. Il complesso ospita sei campi da padel “EnerGPadel”, una palestra, spazi di accoglienza e riunione, colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e un campo da beach volley, la cui inaugurazione è annunciata per il 20 ottobre. Secondo Legambiente, è la prima comunità energetica inserita nel censimento nazionale della campagna ed è la prima in Italia a comprendere una struttura sportiva efficientata energeticamente. Il riuso di uno spazio già costruito lega così la produzione di energia alla disponibilità di servizi per il territorio.

Fotovoltaico e batterie al servizio delle strutture

Il polo sportivo dispone, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, di un impianto fotovoltaico da 309,6 kWp, installato sui tetti, con una produzione annua indicata in circa 371 MWh. Un sistema di accumulo da 240 kWhpermette di conservare parte dell’energia prodotta durante il giorno per utilizzarla nelle ore serali. Il modello mette in relazione i consumi delle strutture con la produzione rinnovabile e la condivisione dell’energia nella comunità. Il materiale distingue inoltre un dato consuntivo riferito a due impianti: nel 2024 hanno prodotto complessivamente 82.356 kWh, dei quali 31.930 autoconsumati fisicamente e 50.426 immessi in rete. Questi valori hanno un perimetro diverso dalla produzione annua indicata per il polo sportivo e non vanno sovrapposti. I dati del 2025 risultano ancora in fase di conguaglio da parte del GSE.

Da sei associati a una rete territoriale

Dai sei iscritti iniziali del 2023, la comunità è arrivata a 154 associati, con 148 adesioni in più. La composizione riportata comprende 147 consumatori, sei produttori e un produttore terzo, Acea Pinerolese Energia. Il progetto coinvolge undici Comuni, per un bacino territoriale di circa 37mila abitanti: un riferimento alla popolazione dell’area interessata, distinto dal numero degli aderenti. Tra le realtà partecipanti figurano la Casa Valdese delle Diaconesse, struttura di accoglienza per anziani, l’Ostello Villa Olanda e strutture della Diocesi di Pinerolo, comprese parrocchie e oratori. La dimensione energetica si intreccia così con una rete di servizi e attività sociali già presente sul territorio.

L’obiettivo futuro: due GWh di energia rinnovabile

La prospettiva di sviluppo prevede una potenza complessiva futura installabile stimata in circa 1,5 MW, alla quale potrebbe corrispondere una produzione di circa 2 GWh all’anno. Si tratta di un obiettivo di crescita, non di un risultato già raggiunto. L’ampliamento riguarda sia gli impianti sia la partecipazione di produttori e consumatori. Tra le finalità dichiarate vi è anche l’utilizzo delle risorse generate dalla condivisione energetica per sostenere progetti sociali ed educativi legati all’ambiente, con riferimento alle attività della Diocesi di Pinerolo e della Diaconia Valdese.

Legambiente chiede procedure più semplici

La visita rappresenta la 48ª tappa della campagna nazionale “I cantieri della transizione ecologica”. Per Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, l’esperienza della Val Pellice mostra come le comunità energetiche possano contribuire al contrasto della povertà energetica e della crisi climatica, affiancando alla produzione rinnovabile servizi e inclusione. L’associazione chiede al Governo semplificazioni, supporto tecnico e formazione, indicando nei ritardi burocratici e nelle difficoltà attuative alcuni degli ostacoli alla diffusione delle CER. Francesco Carcioffo, amministratore unico di Acea Pinerolese Energia, sottolinea il valore della collaborazione tra impresa, realtà religiose e popolazione locale nella costruzione del progetto.

La transizione passa anche dalla cura dei boschi

La tappa comprende anche il progetto di bioeconomia forestale che interessa i territori di Rorà, Angrogna e Bobbio Pellice. Secondo il materiale diffuso, il percorso riguarda quasi quattromila ettari di boschi con certificazione di gestione forestale sostenibile PEFC e ha consentito di certificare 1.250 crediti di sostenibilità, ciascuno associato, nella rendicontazione presentata, a una tonnellata di CO₂ assorbita. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio boschivo attraverso una gestione attiva e una filiera locale. Produzione energetica, recupero degli spazi e cura del territorio diventano così parti di un progetto che misura la transizione anche attraverso i servizi e le opportunità offerti alla comunità.

Fonte e precisazione editoriale: ufficio stampa Legambiente, materiale del 20 ottobre 2026 sulla 48ª tappa dei “Cantieri della transizione ecologica”. Dati, primati e obiettivi sono attribuiti ai promotori; le previsioni di sviluppo sono distinte dai risultati consuntivi.

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GEO: Luserna San Giovanni, Val Pellice, Città metropolitana di Torino, Piemonte.

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Crediti: Foto fornita con il materiale stampa di Legambiente. Autore non indicato.

Diritti: Immagine fornita a corredo della notizia; diritti dei rispettivi titolari.

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