Canelli, Ungaretti e il Giappone nella mostra “Poeta di Poeti”

Rappresentazione artistica della mostra “Poeta di Poeti” a Canelli, con un ritratto di Giuseppe Ungaretti, dipinti ispirati al Giappone e visitatori nelle sale espositive.
Ungaretti e il fascino del Giappone: un'immagine evocativa dell'incontro tra poesia italiana e arte orientale nella mostra “Poeta di Poeti” a Canelli.

Canelli ha ospitato dal 16 al 18 ottobre 2026 la mostra “Poeta di Poeti”, dedicata a una selezione di antichi dipinti giapponesi donati da Giuseppe Ungaretti a Bruna Bianco. Nella chiesa barocca di San Rocco, l’esposizione ha accostato arte orientale, poesia italiana e memoria di un legame personale.

Pier Carlo Lava – Alessandria Post

I dipinti donati a Bruna Bianco

Curata dall’esperto di arte giapponese Paolo Linetti, la mostra ha rappresentato la prima presentazione ufficiale di una selezione della raccolta. La sua storia attraversa ambienti e sensibilità differenti: prima di arrivare a Ungaretti, le opere erano appartenute al cardinale Paolo Marella, già delegato apostolico in Giappone. Attraverso un antiquario romano giunsero poi al poeta, che le destinò a Bruna Bianco. Una lettera del 29 agosto 1968, richiamata dal curatore, testimonia il significato affettivo e culturale attribuito a quel dono.

Perché il titolo “Poeta di Poeti”

Il nome dell’esposizione richiama la presenza, nella collezione, di ritratti di antichi poeti giapponesi. È un particolare che suggerisce una lettura dell’iniziativa: un poeta italiano riconosce valore nelle immagini di altri poeti, appartenenti a una tradizione lontana. Il suo interesse per il Giappone trovò espressione anche nel viaggio compiuto nel 1960. La raccolta permette così di avvicinare un aspetto della sua sensibilità attraverso oggetti che entrarono nella sua vita e furono successivamente affidati a una persona cara.

Una collaborazione fra associazioni e istituzioni

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Comune di Canelli, “Turma Ungà”, Memoria Viva Canelli e Mnemosyne di Brescia, con la partecipazione della Biblioteca G. Monticone e del Club per l’Unesco di Canelli. La sede di via Villanuova 20, aperta gratuitamente durante le tre giornate, ha offerto uno spazio nel quale presentare al pubblico questa parte della vicenda ungarettiana.

La memoria letteraria passa anche dagli oggetti

Sul piano culturale, il valore di un’esposizione simile sta anche nella possibilità di avvicinare la letteratura attraverso testimonianze concrete. Un dipinto ricevuto, scelto e donato apre domande diverse da quelle suscitate da una pagina: quali incontri accompagnano la formazione di uno scrittore? Quali immagini lo interessano? Che cosa desidera condividere? Sono interrogativi capaci di coinvolgere anche chi conosce Ungaretti soltanto attraverso i versi studiati a scuola, offrendo un’occasione per tornare alla sua opera con curiosità.

Fonte: Associazione Memoria Viva Canelli; date e sede verificate sul portale turistico Langhe Monferrato Roero.

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Ricostruzione editoriale di uno spazio espositivo dedicato a Giuseppe Ungaretti, con opere di ispirazione giapponese, fiori di ciliegio, manoscritti e visitatori. L'immagine è illustrativa e non documenta l'allestimento reale della mostra.

Immagine editoriale generata con IA per Alessandria Post – © AP. Rappresentazione illustrativa ispirata ai temi della mostra, non fotografia dell'esposizione reale.

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