Bolzano, “Il suono del calore”: il forno industriale diventa uno strumento musicale nella prima europea del 5 novembre
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| Un momento della rappresentazione de “Il suono del calore” a Expo Osaka 2025, l'opera che unisce musica contemporanea e tecnologia industriale. |
A Bolzano, giovedì 5 novembre 2026, musica, ingegneria e innovazione industriale si incontreranno in un evento decisamente originale: la prima europea della seconda versione di “Il suono del calore. Fuoco, acqua, terra, aria”, opera lirica da camera in cui persino un forno elettrico per la produzione dell’acciaio diventa parte integrante della composizione musicale. L'appuntamento è alle ore 20 nella Sala Carroponte del NOI Techpark, con ingresso gratuito previa registrazione. Un progetto che dimostra come creatività artistica e tecnologia possano incontrarsi dando vita a nuove forme espressive.
Pier Carlo Lava – Alessandria Post
Un forno elettrico entra nella partitura musicale
L'elemento più sorprendente dell'opera, composta da Arnaldo De Felice su libretto di Antonello Mordeglia, è la partecipazione del Q-One di Danieli Automation, un forno elettrico ad arco utilizzato nella produzione siderurgica. I suoni registrati durante il funzionamento dell'impianto industriale sono stati elaborati e intonati per diventare una vera parte musicale, prevista dalla partitura e destinata a dialogare con soprano, oboe, pianoforte e percussioni. Non si tratta quindi di semplici rumori utilizzati come effetti scenici, ma di un contributo sonoro integrato nella struttura dell'opera, capace di trasformare l'energia della produzione industriale in una nuova esperienza artistica.
Dall'Expo di Osaka alla prima europea di Bolzano
“Il suono del calore” ha debuttato il 1° agosto 2025 al Padiglione Italia di Expo Osaka, in Giappone. La rappresentazione del prossimo 5 novembre costituisce la prima europea della seconda versione, appositamente ripensata per gli spazi della Sala Carroponte del NOI Techpark. La composizione trae ispirazione dai quattro elementi fondamentali della natura, Fuoco, Acqua, Terra e Aria, che diventano protagonisti di altrettanti Canti. Immagini delle acciaierie, delle apparecchiature industriali e della sala di controllo accompagneranno l'esecuzione, insieme a variazioni cromatiche che contribuiranno a creare un dialogo tra musica, immagini e architettura.
L'incontro tra università, conservatorio e industria
La rappresentazione è promossa dalla Libera Università di Bolzano, attraverso la Facoltà di Ingegneria, in collaborazione con il Conservatorio di musica “Claudio Monteverdi”, il gruppo Danieli e con il sostegno di Windkraft Ensemble. Il presidente dell'ateneo, Federico Giudiceandrea, sottolinea come l'iniziativa rappresenti un esempio concreto dell'incontro tra discipline differenti, nel quale le competenze scientifiche e ingegneristiche contribuiscono alla creazione artistica. Anche il presidente del Conservatorio, Konrad Bergmeister, evidenzia il valore formativo del progetto, ricordando che i componenti dell'ensemble di percussioni impegnato nella rappresentazione sono tutti ex studenti dell'istituzione musicale bolzanina.
Un viaggio musicale tra i quattro elementi della natura
L'opera nasce da un incontro avvenuto a Bangkok, presso la residenza dell'Ambasciatore d'Italia, tra il compositore e oboista Arnaldo De Felice e Antonello Mordeglia, presidente e CEO di Danieli Automation e presidente di Danieli Engineering Japan. Una successiva visita del compositore alle acciaierie Shinkansai di Osaka ha contribuito allo sviluppo dell'idea artistica. La rappresentazione, della durata prevista di circa 35-40 minuti senza intervallo, vedrà impegnati Sabina von Walther come soprano, Arnaldo De Felice all'oboe, Giulio Garbin al pianoforte, Ichos Percussion alle percussioni e Gianmaria Romanenghi alla direzione musicale. La sezione delle percussioni comprende, fra gli altri strumenti, venti timpani, xilofoni, marimbe, vibrafoni e quattro gran casse.
La Sala Carroponte, simbolo della trasformazione industriale
Particolarmente significativa è anche la scelta della sede. La Sala Carroponte del NOI Techpark occupa infatti una navata dell'ex stabilimento Alumix, che conserva ancora il grande carroponte storico C-4 sospeso sopra lo spazio destinato alla rappresentazione. Un ambiente dove la memoria della produzione industriale incontra le attività contemporanee di ricerca, formazione e innovazione. In questo contesto, i suoni di un forno siderurgico diventano musica proprio all'interno di un edificio che testimonia il passato produttivo della città.
Quando la tecnologia diventa cultura
La giornata del 5 novembre comprenderà anche una lezione di Antonello Mordeglia agli studenti della Facoltà di Ingegneria, dedicata al rapporto tra industria, conoscenza e innovazione. L'iniziativa suggerisce una riflessione più ampia: le tecnologie industriali non producono soltanto beni materiali, ma possono generare anche nuove forme di espressione e di cultura. L'esperimento artistico di Bolzano dimostra come il confine tra scienza e arte possa diventare uno spazio di collaborazione, nel quale persino il rumore di una fornace assume una dimensione musicale ed emozionale.
Come partecipare
La prima europea di “Il suono del calore” si terrà giovedì 5 novembre 2026, alle ore 20, presso la Sala Carroponte del NOI Techpark di Bolzano. La partecipazione è gratuita, con registrazione obbligatoria attraverso la pagina dedicata all'evento, raggiungibile dal sito ufficiale della Libera Università di Bolzano.
Fonte: Libera Università di Bolzano – Ufficio Stampa e Organizzazione Eventi, 20 ottobre 2026.
Sito ufficiale: https://www.unibz.it
Alessandria Post: https://piercarlolava.blogspot.com/
ItalianNewsPost: https://www.italiannewspost.com/
Crediti: Fotografie fornite dall'Ufficio Stampa della Libera Università di Bolzano, a corredo della comunicazione sull'evento. Autore fotografico non specificato.




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