Auto e moto storiche, un patrimonio da 3,6 miliardi di euro: 21 milioni di italiani appassionati. L’ASI celebra 60 anni al Senato e guarda al futuro

Relatore dell'Automotoclub Storico Italiano durante il convegno sul motorismo storico organizzato il 27 ottobre 2026 nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica a Roma.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa durante il convegno “Motorismo storico, patrimonio vivo d'Italia”, svoltosi il 27 ottobre 2026 a Palazzo Giustiniani, Roma.

Presentata a Roma la ricerca Euromedia Research sul valore culturale, turistico ed economico del motorismo storico. Il 79,1% degli intervistati riconosce nei veicoli d'epoca una componente fondamentale del patrimonio italiano. Al centro del confronto anche turismo lento, sostenibilità, archivi e conservazione delle tradizioni.

Un'automobile d'epoca non è soltanto un mezzo di trasporto che ha attraversato il tempo. È una testimonianza della creatività italiana, della storia industriale, dell'evoluzione tecnologica e dei cambiamenti della società. Un patrimonio che, secondo una nuova ricerca, coinvolge milioni di persone e genera un importante movimento economico.

di Pier Carlo Lava

Logo celebrativo dei 60 anni dell'Automotoclub Storico Italiano, dal 1966 al 2026, affiancato dal riferimento alla certificazione TÜV NORD ISO 20121:2024 per la gestione sostenibile degli eventi.
Il logo del sessantesimo anniversario ASI e il riferimento alla certificazione ISO 20121:2024. L'Automotoclub Storico Italiano ha celebrato al Senato il valore culturale, turistico ed economico dei veicoli storici.

Il motorismo storico italiano celebra sessant'anni di storia e si presenta alle istituzioni come un patrimonio culturale, sociale ed economico di rilevanza nazionale. Martedì 27 ottobre 2026, nella prestigiosa Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica a Roma, si è svolto il convegno “Motorismo storico, patrimonio vivo d'Italia”, organizzato in occasione del sessantesimo anniversario dell'Automotoclub Storico Italiano, fondato il 25 settembre 1966.

L'iniziativa, promossa dalla senatrice Elena Murelli, presidente dell'Intergruppo parlamentare “Motorismo Storico”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura, del turismo e della filiera automobilistica. Il confronto ha evidenziato come la conservazione delle automobili e delle motociclette d'epoca non riguardi soltanto il collezionismo, ma anche la tutela della memoria industriale, la valorizzazione dei territori e la trasmissione di competenze tecniche e artigianali.

Il convegno, condotto dal professor Francesco Giorgino, docente di Comunicazione e Marketing presso la LUISS, ha visto la partecipazione del presidente del Senato Ignazio La Russa, del vicepresidente Gian Marco Centinaio e del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Ad aprire i lavori sono stati Elena Murelli e Alberto Scuro, presidente dell'ASI e della FIVA, la Federazione Internazionale dei Veicoli Storici.

Uno dei momenti centrali dell'incontro è stata la presentazione della ricerca “Il Motorismo Storico nell'Italia che cambia: valori, percezione pubblica e impatto sui territori”, illustrata da Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research. L'indagine, di carattere qualitativo e quantitativo, restituisce un quadro significativo del rapporto tra gli italiani e i veicoli storici, mettendo in evidenza le dimensioni economiche e culturali di una passione radicata nel Paese.

Secondo i risultati comunicati, il motorismo storico genera un impatto economico complessivo annuo stimato in circa 3,6 miliardi di euro, comprendendo attività legate alla conservazione dei veicoli, ai servizi, alle manifestazioni, al turismo e alle diverse componenti della filiera. Un valore che evidenzia come dietro automobili e motociclette d'epoca esista un sistema articolato di imprese, professionisti, artigiani, restauratori, organizzatori di eventi e operatori turistici.

Oltre 21 milioni di italiani, pari al 41,9% della popolazione maggiorenne, dichiarano di essere interessati al motorismo storico, mentre quasi quattro milioni manifestano un interesse particolarmente elevato. Si tratta di un dato che allarga il fenomeno ben oltre la cerchia dei proprietari e dei collezionisti, comprendendo anche coloro che partecipano a raduni, visitano musei, seguono manifestazioni o semplicemente riconoscono nel patrimonio motoristico una parte importante della storia nazionale.

Ancora più significativo è il valore culturale attribuito ai veicoli storici: il 79,1% degli intervistati li considera una componente fondamentale del patrimonio culturale italiano, mentre il 60,7% ritiene opportuno che lo Stato e gli enti locali sostengano attivamente la loro conservazione attraverso provvedimenti mirati. Sono risultati che testimoniano, nell'ambito dell'indagine, una diffusa attenzione verso la tutela di automobili e motociclette che raccontano decenni di trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali.

Anche il turismo rappresenta un settore di notevole interesse. Secondo la ricerca, nell'ultimo anno circa 14,5 milioni di italiani avrebbero partecipato o assistito direttamente a manifestazioni dedicate ai veicoli storici, con una spesa complessiva stimata in circa 1,4 miliardi di euro. Il potenziale coinvolgimento futuro viene valutato in 25 milioni di persone, dato che indica le possibilità di crescita di iniziative capaci di unire cultura, viaggi, tradizioni e promozione territoriale.

Il convegno ha dedicato particolare attenzione al concetto di turismo lento, inteso come una modalità di viaggio nella quale non conta soltanto raggiungere una destinazione, ma anche conoscere i luoghi attraversati. Un'automobile storica che percorre le strade di campagna, attraversa piccoli borghi o raggiunge una dimora antica può diventare uno strumento per valorizzare territori meno coinvolti dai grandi flussi turistici.

Su questo tema sono intervenuti, tra gli altri, la vicepresidente ASI Agnese Di Matteo, il vicepresidente ANCI con delega al Turismo Stefano Locatelli e la presidente dell'Associazione Dimore Storiche Italiane Maria Pace Odescalchi. Il confronto ha sottolineato l'importanza di sviluppare collaborazioni tra istituzioni, associazioni e operatori economici per promuovere itinerari culturali, paesaggistici ed enogastronomici.

Questa prospettiva riguarda anche territori come il Piemonte e la provincia di Alessandria, caratterizzati da borghi, paesaggi collinari, castelli, dimore storiche e tradizioni enogastronomiche che potrebbero inserirsi in percorsi turistici dedicati ai veicoli d'epoca. Le strade del Monferrato, dell'Acquese, del Tortonese e delle altre aree della provincia offrono infatti un contesto particolarmente adatto a iniziative nelle quali il viaggio diventa parte integrante dell'esperienza culturale. Si tratta di una possibile opportunità di valorizzazione territoriale, non di un progetto specifico annunciato durante il convegno.

Un altro argomento di grande attualità riguarda il rapporto tra veicoli storici e sostenibilità ambientale. La ricerca presentata da Euromedia Research evidenzia che l'utilizzo di queste automobili e motociclette è generalmente occasionale, con una percorrenza media annua dichiarata di circa 1.200 chilometri. Quasi il 40% dei proprietari intervistati afferma inoltre di percorrere meno di 500 chilometri all'anno.

Sempre secondo l'indagine, il 71,5% degli intervistati considera minimo o irrilevante l'impatto ambientale della circolazione dei veicoli storici. È tuttavia importante distinguere la percezione dei cittadini dalla misurazione scientifica delle emissioni. Le percorrenze limitate possono ridurre l'impatto complessivo legato all'utilizzo, ma non eliminano le emissioni prodotte da motori progettati secondo tecnologie e normative differenti da quelle attuali. Per una valutazione completa occorre considerare anche consumi, manutenzione, caratteristiche dei motori e impiego effettivo dei mezzi.

La conservazione della memoria tecnica e industriale è stata al centro della seconda parte del convegno, introdotta dal vicepresidente ASI Ugo Gambardella. Il motorismo storico comprende infatti un patrimonio che va ben oltre i singoli veicoli: disegni progettuali, documenti d'archivio, fotografie, tecniche di costruzione, competenze artigianali e conoscenze specialistiche costituiscono testimonianze fondamentali dell'evoluzione industriale italiana.

Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela dell'autenticità e al recupero delle targhe originali, argomento approfondito da Luca Sciascia, in rappresentanza dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Preservare l'identità storica di un veicolo significa infatti conservarne, per quanto possibile, le caratteristiche originarie e la documentazione che ne ricostruisce la storia.

Il tema degli archivi è stato affrontato anche da Alberto Corteggiani, dell'Archivio Centrale dello Stato, con riferimento alla conservazione e alla digitalizzazione della documentazione storica. Tra gli esempi ricordati figura l'archivio della Carrozzeria Bertone, acquisito dall'Archivio Centrale dello Stato e collegato alla collezione di veicoli Bertone di proprietà dell'ASI. Una testimonianza concreta del valore della collaborazione tra istituzioni culturali e mondo del motorismo storico.

La celebrazione dei sessant'anni ha rappresentato anche un'occasione per ripercorrere il cammino dell'Automotoclub Storico Italiano, nato nel 1966 dall'unione di due organizzazioni già impegnate nella salvaguardia dei veicoli d'epoca. Da una passione inizialmente coltivata da gruppi di appassionati, l'ASI è diventato un punto di riferimento nazionale per la certificazione, la tutela e la promozione della cultura motoristica, attraverso una rete di club federati e iniziative dedicate alla conservazione del patrimonio. <Cite ref="turn498890search24"/>

Il presidente Alberto Scuro ha sottolineato come l'anniversario rappresenti non soltanto un traguardo celebrativo, ma soprattutto un'occasione per guardare al futuro del settore. La priorità indicata dall'ASI è proseguire nel dialogo con le istituzioni, valorizzare le competenze specialistiche, preservare l'autenticità dei veicoli e favorire il passaggio delle conoscenze alle nuove generazioni.

I risultati dell'indagine Euromedia Research, pur trattandosi di stime e rilevazioni presentate nell'ambito del convegno, indicano quanto il motorismo storico sia ormai un fenomeno di interesse collettivo. Non soltanto un universo di collezionisti, dunque, ma una realtà che coinvolge cultura, turismo, industria, artigianato e promozione dei territori.

Sessant'anni dopo la nascita dell'ASI, la sfida è conservare il valore storico di automobili e motociclette senza rinunciare a interrogarsi sulle esigenze del presente, dalla sostenibilità alla formazione, dalla digitalizzazione degli archivi alle opportunità economiche per le comunità locali.

Perché custodire un'automobile del passato non significa semplicemente mantenerla in funzione, ma anche preservare un frammento della storia italiana, delle persone che l'hanno progettata e costruita e della società che l'ha vista circolare sulle proprie strade.

Fonte: comunicato stampa dell'Automotoclub Storico Italiano del 27 ottobre 2026, Ufficio Stampa ASI, Luca Gastaldi. Dati della ricerca Euromedia Research presentata al Senato della Repubblica.

Geo: Roma, Palazzo Giustiniani, Senato della Repubblica. Italia, Piemonte e provincia di Alessandria. Motorismo storico, cultura industriale, turismo e patrimonio automobilistico.

L'ASI celebra 60 anni al Senato. Secondo Euromedia Research il motorismo storico vale 3,6 miliardi e interessa oltre 21 milioni di italiani.

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