Alessandria, San Francesco al centro della polemica. Cuttica di Revigliasco (Lega): «Prima un progetto culturale, poi le concessioni degli spazi»

Gianfranco Cuttica di Revigliasco, consigliere comunale ed ex sindaco di Alessandria, raffigurato durante un intervento pubblico, con sullo sfondo l'interno monumentale dell'ex chiesa di San Francesco.
Gianfranco Cuttica di Revigliasco e il complesso monumentale di San Francesco ad Alessandria, al centro del dibattito sulla destinazione culturale e sull'utilizzo degli spazi storici.

 L'ex sindaco di Alessandria critica la scelta di concedere il complesso monumentale per ricevimenti privati e richiama il progetto di trasformarlo nel Museo della città. «San Francesco non è uno spazio qualsiasi da riempire, ma un patrimonio da tutelare e valorizzare».

La destinazione futura dell'ex complesso conventuale di San Francesco ad Alessandria torna al centro del confronto politico cittadino dopo la decisione dell'Amministrazione comunale di autorizzare un evento privato all'interno della struttura recentemente recuperata. A intervenire è Gianfranco Cuttica di Revigliasco, consigliere comunale della Lega ed ex sindaco di Alessandria dal 2017 al 2022, che esprime forti perplessità sull'utilizzo del monumento per ricevimenti e cerimonie, chiedendo che venga definito e presentato alla cittadinanza un progetto culturale complessivo prima di procedere con ulteriori concessioni. La questione riguarda non soltanto la possibilità di ospitare eventi privati in un edificio storico, ma soprattutto il rapporto tra tutela del patrimonio artistico, valorizzazione culturale, sostenibilità economica e fruibilità pubblica. Un dibattito che assume particolare rilievo considerando gli investimenti e gli interventi di recupero che hanno consentito di restituire alla città uno dei suoi luoghi storici più significativi.

Pier Carlo Lava

La concessione per un evento privato e le ragioni della polemica

L'origine della controversia è la concessione temporanea del complesso monumentale per una cena-spettacolo privata prevista domenica 11 ottobre 2026. Secondo le informazioni pubblicate dalla stampa locale, la Giunta comunale ha autorizzato l'utilizzo degli spazi in via eccezionale e transitoria, prevedendo un corrispettivo di 10.000 euro più IVA a carico dell'organizzatore. L'iniziativa viene presentata come un'opportunità per contribuire alle spese di gestione e valorizzazione della struttura, oltre che per promuovere Alessandria attraverso un evento con partecipanti provenienti anche da fuori città. La notizia ha tuttavia suscitato le reazioni di diversi esponenti dell'opposizione, che chiedono maggiore chiarezza sulle modalità delle concessioni e sulla destinazione culturale dell'edificio. Il Comune ha inoltre comunicato la chiusura temporanea al pubblico del complesso dal 9 all'11 ottobre. Una circostanza che ha ulteriormente alimentato il confronto sulla compatibilità tra iniziative riservate e accessibilità pubblica di un patrimonio monumentale. 

Cuttica di Revigliasco: «È iniziato l'assalto a San Francesco!»

Nella sua presa di posizione, Gianfranco Cuttica di Revigliasco ricorda di avere già espresso preoccupazione per il futuro della chiesa di San Francesco e per il rischio di un utilizzo intensivo poco coerente con la storia dell'edificio. «Solo pochi giorni fa esprimevo le mie preoccupazioni rispetto al futuro della chiesa di San Francesco e ai rischi di un utilizzo intensivo e poco coerente con la sua storia. Non immaginavo che sarebbe bastato così poco tempo per vedere concretizzarsi quei timori», afferma l'ex primo cittadino. Cuttica richiama quindi gli interventi di recupero realizzati dopo decenni di abbandono e ricorda il progetto immaginato durante il proprio mandato amministrativo: la realizzazione del Museo di Alessandria, attraverso un percorso espositivo capace di riunire il patrimonio storico-artistico cittadino attualmente distribuito tra Palazzo Cuttica, le Sale d'Arte e i depositi. Secondo l'esponente della Lega, il recupero architettonico avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per costruire un'identità museale riconoscibile e coerente con la storia cittadina, evitando di trasformare il monumento in un contenitore destinato prevalentemente a manifestazioni occasionali. Da qui l'espressione polemica: «È iniziato l'assalto a San Francesco!», con la quale Cuttica sintetizza le proprie preoccupazioni per l'orientamento delle scelte amministrative.

Un progetto culturale prima delle concessioni degli spazi

L'ex sindaco precisa che la sua posizione non nasce da una contrarietà di principio all'organizzazione di eventi all'interno del complesso. Al contrario, ritiene che San Francesco debba essere un luogo vivo, aperto alla cittadinanza e capace di accogliere attività culturali, musicali e artistiche. La questione, secondo Cuttica, riguarda però la necessità di stabilire prima una destinazione chiara, obiettivi condivisi e regole di utilizzo uguali per tutti. «Il rischio, diversamente, è quello di assistere a una proliferazione di eventi ed eventini che finirebbero per banalizzare l'immagine e il valore di un monumento così importante», sostiene il consigliere comunale, ribadendo un principio che considera fondamentale: «Prima si definisce il futuro di San Francesco, poi si concedono gli spazi. Non il contrario». Nel suo intervento richiama inoltre le celebrazioni francescane del 4 ottobre, durante le quali era stata proposta una riflessione pubblica sulla storia dell'edificio e sul movimento francescano ad Alessandria. A pochi giorni da quell'appuntamento, osserva, sarebbe opportuno interrogarsi anche sulla destinazione futura del complesso e sulle condizioni alle quali consentirne l'utilizzo da parte di soggetti privati. La sua richiesta è quindi rivolta all'Amministrazione comunale affinché illustri alla città una visione culturale organica, capace di conciliare l'apertura a eventi e iniziative con la protezione del valore storico e identitario del monumento.

La posizione dell'Amministrazione: Barosini difende l'iniziativa

Sul versante dell'Amministrazione comunale, il vicesindaco Giovanni Barosini ha difeso la concessione, sottolineando come l'organizzazione di eventi privati all'interno di musei e complessi monumentali rappresenti una pratica già diffusa in importanti istituzioni culturali italiane. Secondo Barosini, l'iniziativa costituisce un'opportunità economica e promozionale per Alessandria, anche in considerazione della presenza di ospiti provenienti dall'estero. Le due posizioni evidenziano differenti priorità nella gestione del patrimonio pubblico: da una parte la richiesta di definire preventivamente un progetto culturale e museale complessivo, dall'altra la possibilità di valorizzare economicamente il monumento attraverso concessioni temporanee. Non si tratta necessariamente di obiettivi incompatibili, ma il confronto pone una questione concreta: individuare criteri trasparenti per l'utilizzo degli spazi, verificare la compatibilità degli allestimenti con le esigenze di conservazione e garantire che le eventuali entrate economiche contribuiscano effettivamente alla tutela e alla fruizione del complesso. 

Il futuro di San Francesco e il valore del patrimonio cittadino

La vicenda dell'ex complesso conventuale di San Francesco, edificio di origine medievale situato in via XXIV Maggio, solleva una questione che supera il confronto tra maggioranza e opposizione. Il recupero di un monumento storico rappresenta infatti soltanto la prima fase di un percorso di valorizzazione che richiede una programmazione culturale, risorse per la manutenzione, un'organizzazione gestionale e una proposta capace di attrarre visitatori senza compromettere l'identità del luogo. La prospettiva di un Museo di Alessandria, richiamata da Cuttica, merita di essere considerata nel più ampio dibattito sulle strutture museali cittadine, sulla conservazione delle collezioni e sulle opportunità di valorizzazione turistica. Allo stesso tempo, la possibilità di destinare occasionalmente alcuni spazi a eventi privati pone la necessità di valutare attentamente modalità, frequenza e condizioni delle concessioni. L'elemento decisivo sarà comprendere quale progetto l'Amministrazione intenda sviluppare nel medio e lungo periodo, quali funzioni culturali siano previste e come queste possano convivere con eventuali attività a pagamento. Cuttica conclude il proprio intervento ricordando le aspettative maturate nel 2021, quando la sua Amministrazione lavorava al recupero dell'edificio: «San Francesco non è uno spazio qualsiasi da riempire, ma un patrimonio da tutelare e valorizzare, con una visione all'altezza della sua storia». E aggiunge, con evidente amarezza: «Ma si sa, i tempi cambiano. E non sempre in meglio». Una posizione politica netta, che apre a una domanda di interesse generale: quale futuro culturale e museale vuole costruire Alessandria per uno dei suoi monumenti più importanti?

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GEO: Alessandria, Piemonte, Italia – Ex complesso conventuale di San Francesco, via XXIV Maggio 5.

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Fonti: Dichiarazioni di Gianfranco Cuttica di Revigliasco, consigliere comunale della Lega

Crediti: Immagine editoriale generata con Intelligenza Artificiale per Alessandria Post.

Copyright: © Alessandria Post – elaborazione grafica AI.

Commenti

  1. Rischio di banalizzare del bene: trasformare un complesso monumentale di enorme valore storico in un generico "salone di ricevimenti" o altro rischia di impoverire la Dignità Culturale.

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