Alessandria rende omaggio a BORT: Teo e i suoi celebri “Omini” diventano un’installazione permanente in Spalto Gamondio
Alessandria celebra uno dei protagonisti più rappresentativi della sua storia culturale e artistica. Le sagome di Teo e di altri due celebri “Omini” nati dalla matita di Mario Bortolato, in arte BORT, sono state installate permanentemente nella rotonda di Spalto Gamondio, trasformando uno spazio urbano in un piccolo luogo della memoria collettiva.
L'iniziativa, annunciata il 9 ottobre 2026 in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita dell'artista, rappresenta anche un modo per dare continuità alla mostra Il secolo di BORT, recentemente conclusa alle Sale d'Arte di Alessandria.
Un gesto simbolico che porta i personaggi del vignettista fuori dalle sale espositive e li restituisce alla quotidianità cittadina, proprio quella quotidianità che per decenni ha alimentato il suo straordinario talento nell'osservare e raccontare la società italiana.
Pier Carlo Lava
Le sagome di Teo e degli Omini di BORT nella rotonda di Spalto Gamondio
La nuova installazione permanente è stata collocata nella rotonda di Spalto Gamondio, punto di passaggio della viabilità cittadina. I protagonisti sono tre sagome ispirate ai personaggi creati da BORT, tra cui il celebre Teo, figure riconoscibili per il tratto essenziale e per quella capacità di suscitare un sorriso che ha caratterizzato gran parte della produzione del vignettista. La scelta dell'Amministrazione comunale nasce dalla volontà di mantenere vivo il legame tra Alessandria e un artista che, pur avendo raggiunto un pubblico nazionale, conservò un rapporto molto stretto con la città. L'installazione rappresenta il naturale proseguimento della mostra Il secolo di BORT, organizzata dalla Città di Alessandria e da ASM Costruire Insieme presso le Sale d'Arte di via Machiavelli 13. L'esposizione, curata da Cristoforo Moretti insieme a Paolo e Marina Bortolato, figli dell'artista, ha ripercorso il percorso creativo di uno dei più apprezzati vignettisti italiani del Novecento. Con la conclusione della mostra, una parte di quel patrimonio artistico entra ora stabilmente nel paesaggio cittadino, diventando visibile anche a chi non ha avuto occasione di visitare l'esposizione.
Mario Bortolato, il vignettista che raccontava l'Italia con un sorriso
La figura di Mario Bortolato, conosciuto come BORT, occupa un posto particolare nella storia dell'illustrazione umoristica italiana. Per 65 anni ha vissuto ad Alessandria, una città che ha rappresentato per lui molto più di un semplice luogo di residenza. Le strade, i comportamenti delle persone, le abitudini quotidiane e le piccole contraddizioni della società sono diventati una fonte continua di osservazione e ispirazione. Il suo linguaggio artistico si distingueva per la capacità di raccontare situazioni complesse attraverso pochi elementi grafici e battute essenziali, capaci di arrivare immediatamente al lettore. BORT apparteneva a quella generazione di vignettisti che hanno contribuito a rendere l'umorismo disegnato una componente importante della cultura popolare italiana.
Le sue vignette sono state pubblicate per decenni su testate di grande diffusione, tra cui La Settimana Enigmistica e Il Secolo XIX, raggiungendo lettori di generazioni differenti. La forza della sua produzione risiedeva soprattutto nell'osservazione dei comportamenti umani: le piccole vanità, le incomprensioni, i difetti, le aspirazioni e le contraddizioni delle persone comuni.
Il suo umorismo non aveva necessariamente bisogno di effetti clamorosi. Spesso bastavano uno sguardo, un gesto, una situazione paradossale o una battuta per rappresentare qualcosa che il lettore riconosceva immediatamente nella propria esperienza. Questa capacità di parlare attraverso il disegno spiega anche perché i suoi personaggi continuino a conservare un valore affettivo nella memoria di molti alessandrini.
Dal museo alla città: l'eredità della mostra “Il secolo di BORT”
La recente mostra dedicata al centenario ha rappresentato un'occasione per riportare l'attenzione sulla figura di Mario Bortolato e sulla sua eredità artistica. L'installazione di Spalto Gamondio aggiunge ora un nuovo capitolo a questo percorso. Una mostra è, per sua natura, un'esperienza limitata nel tempo. Le opere vengono esposte, osservate e successivamente riportate negli archivi o nelle collezioni. Un'installazione permanente, invece, introduce un elemento di continuità: i personaggi entrano nella vita quotidiana della città, diventano parte del paesaggio e possono incuriosire anche chi non conosce ancora la storia dell'artista.
In questo modo l'arredo urbano può svolgere anche una funzione culturale, contribuendo a ricordare personalità che hanno lasciato un segno nella comunità. La scelta di collocare le sagome in una rotonda è particolarmente significativa perché rende l'omaggio visibile nel normale attraversamento della città. Non è necessario entrare in un museo per incontrare BORT: sono i suoi Omini, simbolicamente, ad accogliere automobilisti, residenti e visitatori.
Il sindaco Giorgio Abonante: un patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni
Il sindaco di Alessandria Giorgio Abonante ha sottolineato il valore culturale dell'iniziativa, evidenziando come l'installazione rappresenti un modo per conservare e trasmettere la memoria di Mario Bortolato. Nelle parole del primo cittadino, gli Omini di BORT costituiscono un patrimonio di simpatia e intelligenza, capace di richiamare un'identità profondamente legata alla città.
Abonante ha inoltre ricordato un aspetto significativo della produzione dell'artista: molte delle situazioni rappresentate nelle sue vignette sembravano ambientate in una generica città industriale italiana del Novecento, ma avevano spesso come riferimento proprio Alessandria. Un'osservazione che permette di cogliere quanto il rapporto tra BORT e il territorio sia stato importante nella costruzione del suo universo creativo.
Alessandria e la memoria dei suoi protagonisti culturali
La collocazione permanente delle sagome offre anche l'occasione per riflettere su come una città possa valorizzare la propria storia attraverso interventi relativamente semplici, ma capaci di lasciare un segno riconoscibile. Alessandria ha dato i natali o ha accolto nel corso della sua storia numerose personalità della cultura, della letteratura, dello spettacolo e dell'arte. La memoria di queste figure può essere mantenuta viva non soltanto attraverso manifestazioni celebrative, ma anche con iniziative che rendano il patrimonio culturale accessibile nella vita quotidiana.
Nel caso di BORT, l'operazione assume un significato particolare perché i suoi personaggi sono nati proprio per osservare la società e dialogare con il pubblico. Portarli nello spazio urbano significa restituire loro una dimensione pubblica coerente con lo spirito delle vignette. Teo e gli altri due Omini non saranno soltanto elementi decorativi, ma piccoli simboli di un'epoca nella quale il disegno umoristico accompagnava la lettura dei giornali e delle riviste, offrendo una rappresentazione ironica della società italiana.
Il loro compito sarà anche quello di incuriosire le nuove generazioni, invitandole a scoprire chi fosse Mario Bortolato e perché il suo lavoro abbia conquistato tanti lettori. La rotonda di Spalto Gamondio acquista così una nuova identità culturale: un omaggio discreto, ma visibile, a un artista che ha saputo raccontare con leggerezza e intelligenza le persone e la città. Perché la memoria culturale di Alessandria non appartiene soltanto ai musei e agli archivi: può continuare a vivere anche nelle sue strade, tra i luoghi e le persone che BORT amava osservare.
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GEO: Spalto Gamondio, Alessandria, Piemonte, Italia.
Fonte: Comune di Alessandria – 9 ottobre 2026.
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