Alessandria, l’ex Ospedale Psichiatrico San Giacomo cambia volto: 1,8 milioni di euro per accoglienza e inclusione sociale
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| Un momento del sopralluogo agli spazi interessati dai progetti |
Due interventi finanziati dal PNRR per offrire nuove opportunità alle persone in difficoltà: otto posti letto nell'Housing Temporaneo agli Orti Sociali e la riqualificazione del dormitorio di via Mazzini, che accoglierà anche le donne e offrirà servizi durante il giorno.
Alessandria investe nel recupero di luoghi segnati da una storia complessa, trasformandoli progressivamente in spazi destinati all'accoglienza, alla solidarietà e all'inclusione sociale.
È il caso dell'ex Ospedale Psichiatrico San Giacomo, dove due interventi finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per complessivi 1,8 milioni di euro, puntano a rafforzare la rete cittadina di sostegno alle persone che vivono situazioni di povertà, fragilità o esclusione sociale.
L'iniziativa assume un significato che va oltre la riqualificazione edilizia: da luoghi storicamente associati all'isolamento a strutture nelle quali l'obiettivo diventa accompagnare le persone verso una maggiore autonomia.
Un progetto importante per Alessandria, che solleva anche una questione fondamentale: la capacità di trasformare gli investimenti iniziali in servizi realmente accessibili, efficaci e sostenibili nel tempo.
Pier Carlo Lava
Housing Temporaneo agli Orti Sociali: otto posti letto e percorsi verso l'autonomia
Il primo intervento riguarda il nuovo Housing Temporaneo realizzato nell'area degli Orti Sociali, all'interno del più ampio percorso di trasformazione degli spazi dell'ex Ospedale Psichiatrico San Giacomo.
Il progetto dispone di un finanziamento di 710.000 euro provenienti dal PNRR, ottenuti dal Cissaca, il Consorzio Servizi Sociali Alessandria, ed è stato sviluppato attraverso un percorso di coprogettazione con la Cooperativa Sociale Company &.
La nuova struttura, costruita in legno e progettata secondo criteri di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, appartiene alla classe energetica A ed è dotata di un impianto fotovoltaico.
L'edificio dispone di otto posti letto suddivisi in quattro camere, oltre ad ambienti e servizi comuni destinati alla vita quotidiana degli ospiti.
Non si tratta semplicemente di aumentare il numero dei posti disponibili per chi non dispone di un'abitazione. L'idea alla base dell'intervento è offrire un contesto residenziale nel quale sviluppare percorsi personalizzati di accompagnamento sociale, recupero dell'autonomia e, dove possibile, reinserimento lavorativo.
Il progetto si richiama ai principi dell'Housing First, un approccio che considera la disponibilità di un'abitazione un punto di partenza fondamentale per affrontare situazioni di marginalità.
La differenza rispetto alle forme tradizionali di assistenza è significativa: anziché limitarsi a offrire una risposta temporanea all'emergenza, si cerca di creare le condizioni affinché una persona possa ricostruire gradualmente la propria stabilità.
La convivenza, la condivisione degli spazi e la partecipazione alle responsabilità quotidiane diventano così elementi del percorso di accompagnamento.
Naturalmente, la disponibilità di un alloggio rappresenta soltanto una parte della risposta. Per ottenere risultati concreti saranno determinanti la continuità del sostegno sociale, l'accesso ai servizi sanitari, le opportunità formative e lavorative e la possibilità di individuare successive soluzioni abitative.
Dormitorio di via Mazzini: oltre un milione di euro per un servizio aperto anche alle donne
Il secondo intervento interessa il dormitorio di via Mazzini, storico punto di accoglienza maschile attivo ad Alessandria dal 2006.
La struttura è al centro di un progetto di riqualificazione che prevede un investimento complessivo di 1.090.000 euro, così suddivisi: 910.000 euro destinati agli interventi strutturali e 180.000 euro alla gestione del servizio.
L'obiettivo è modificare profondamente la funzione del dormitorio, superando il modello tradizionale di semplice accoglienza notturna.
Secondo il programma illustrato dall'Amministrazione comunale, la struttura diventerà un servizio sociale a bassa soglia, pensato per facilitare l'accesso delle persone in condizioni di particolare vulnerabilità.
La novità principale riguarda l'apertura anche alle donne, insieme alla possibilità di usufruire di servizi durante il giorno.
Saranno disponibili bagni, docce, lavanderia e altre prestazioni essenziali per rispondere ai bisogni quotidiani delle persone accolte. È prevista inoltre un'organizzazione che consentirà l'apertura diurna per cinque giorni alla settimana.
La gestione sarà sviluppata attraverso la collaborazione tra Cissaca e Caritas cittadina, valorizzando l'esperienza maturata nel settore dell'accoglienza e rafforzando i collegamenti con i servizi sanitari territoriali.
In particolare, il progetto prevede un'integrazione con il Ser.D, servizio per le dipendenze, e con il Centro di Salute Mentale.
Questa collaborazione potrà risultare particolarmente importante perché le condizioni di marginalità abitativa si accompagnano talvolta a problematiche sanitarie, psicologiche, familiari e lavorative che richiedono interventi coordinati.
Il dormitorio rinnovato dovrebbe quindi diventare non soltanto un luogo dove trascorrere la notte, ma anche uno spazio di ascolto, orientamento e accompagnamento verso percorsi di assistenza più strutturati.
Le informazioni diffuse il 9 ottobre descrivono il progetto di trasformazione, ma non indicano una data certa per la piena operatività di tutti i nuovi servizi.
Abonante: una città che non si limiti a rispondere alle emergenze
Il sindaco di Alessandria Giorgio Abonante, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo insieme all'assessora alle Politiche Sociali Roberta Cazzulo, ha sottolineato le crescenti difficoltà incontrate dalle amministrazioni locali nell'affrontare la povertà e le situazioni di fragilità.
Secondo il primo cittadino, le risorse a disposizione dei Comuni risultano spesso insufficienti e sarebbe necessario un maggiore sostegno statale.
Abonante considera i due interventi parte di una strategia che punta a superare la sola gestione delle emergenze, favorendo invece percorsi di autonomia e inclusione.
Il sindaco ha richiamato anche il particolare significato storico dell'ex Ospedale Psichiatrico San Giacomo, osservando come uno spazio per lungo tempo associato alla reclusione manicomiale venga progressivamente restituito alla comunità attraverso nuove funzioni.
Gli orti sociali, le attività di accoglienza e i percorsi di reinserimento rappresentano, in questa prospettiva, strumenti per attribuire una nuova identità a luoghi segnati da un passato difficile.
Un ruolo centrale, ha evidenziato Abonante, viene attribuito alla collaborazione tra Comune, Cissaca, organizzazioni del Terzo Settore e altre realtà territoriali.
Roberta Cazzulo: trasformare luoghi di isolamento in spazi di dignità
L'assessora alle Politiche Sociali Roberta Cazzulo ha posto l'accento sul valore umano e simbolico dell'intervento, collegando il recupero degli spazi dell'ex ospedale psichiatrico alla costruzione di servizi capaci di mettere al centro la libertà, il benessere e la dignità delle persone.
Il progetto si inserisce in un sistema più ampio che comprende gli orti destinati anche alla popolazione anziana, le esperienze di reinserimento promosse dalla Ristorazione Sociale e le nuove opportunità abitative.
Cazzulo ha ringraziato il presidente del Cissaca, Bassini, la direttrice Guasasco, la struttura consortile e la Cooperativa Sociale Company & per il contributo alla realizzazione degli interventi.
Particolare attenzione è stata dedicata alla coprogettazione, intesa come collaborazione tra amministrazione pubblica e soggetti sociali nella definizione e nell'attuazione delle risposte ai bisogni della comunità.
Si tratta di un modello nel quale il Comune non individua soltanto un servizio da affidare successivamente a un operatore, ma costruisce un percorso condiviso con le organizzazioni che conoscono direttamente le situazioni di fragilità.
Una modalità che può favorire interventi maggiormente aderenti alle esigenze delle persone, a condizione che siano definiti con chiarezza responsabilità, obiettivi, modalità di gestione e strumenti di valutazione dei risultati.
Dal passato manicomiale a una nuova funzione sociale
La trasformazione dell'ex Ospedale Psichiatrico San Giacomo assume un significato particolare anche sotto il profilo della memoria storica.
Per molti decenni gli ospedali psichiatrici italiani hanno rappresentato luoghi nei quali l'assistenza sanitaria si intrecciava con forme di separazione e istituzionalizzazione delle persone affette da disturbi mentali.
La legge 180 del 1978, associata alla figura dello psichiatra Franco Basaglia, segnò una svolta fondamentale nella storia dell'assistenza psichiatrica italiana, avviando il superamento del sistema manicomiale e favorendo progressivamente lo sviluppo di servizi territoriali.
Oggi il recupero di strutture appartenute a quella stagione può rappresentare anche un'occasione per riflettere sul rapporto tra società e fragilità umana.
Restituire alla collettività spazi un tempo destinati alla separazione significa infatti confrontarsi con una diversa concezione della dignità e dei diritti delle persone.
La nuova destinazione dell'area del San Giacomo si inserisce in questo percorso di trasformazione, attraverso interventi che puntano a rispondere a forme di marginalità differenti da quelle che caratterizzavano l'originaria funzione ospedaliera.
La sfida decisiva: garantire continuità ai servizi e risultati concreti
I due progetti rappresentano un investimento significativo per Alessandria, ma sarà soprattutto la loro gestione nel tempo a determinarne l'effettiva utilità sociale.
I 1,8 milioni di euro stanziati attraverso il PNRR consentono di realizzare e riqualificare infrastrutture importanti. Rimangono tuttavia alcuni aspetti sui quali sarà utile seguire gli sviluppi: i tempi di piena attivazione, il numero effettivo di persone accolte, i criteri di accesso, la continuità delle risorse dopo la fase iniziale e i risultati dei percorsi di autonomia.
Un sistema di accoglienza efficace non può limitarsi alla disponibilità di nuovi posti letto, pur indispensabili, ma deve poter contare su personale qualificato, interventi individualizzati e una rete di collaborazione stabile.
È inoltre importante che i servizi di emergenza e quelli di accompagnamento verso l'autonomia mantengano funzioni distinte ma complementari, per rispondere tanto ai bisogni immediati quanto alle difficoltà di lungo periodo.
Il vero risultato sarà misurabile nella capacità di aiutare le persone a uscire progressivamente dalle condizioni di marginalità, evitando che l'accoglienza si trasformi in una situazione permanente priva di prospettive.
Per Alessandria, il recupero dell'ex San Giacomo rappresenta dunque una doppia opportunità: valorizzare una parte del patrimonio cittadino e rafforzare gli strumenti di solidarietà e inclusione.
Dare una nuova funzione a un edificio è un risultato importante. Restituire autonomia, dignità e prospettive a chi attraversa un momento difficile è l'obiettivo ancora più significativo.
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GEO: Alessandria, Piemonte, Italia.
Fonte: Comune di Alessandria, notizia ufficiale del 9 ottobre 2026. I finanziamenti, i posti letto e gli interventi previsti sono confermati dalla documentazione comunale.
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Crediti: Fotografia fornita a corredo della documentazione del Comune di Alessandria.
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