Alessandria, colpo ai patrimoni legati alla ’ndrangheta: DIA e Questura confiscano beni per 2 milioni di euro, sorveglianza speciale per quattro anni
Elaborazione grafica realizzata con intelligenza artificiale per Alessandria Post. Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo..
Un'importante operazione antimafia nel Basso Piemonte. Confiscati immobili, beni mobili, attività aziendali e disponibilità finanziarie riconducibili a un pregiudicato alessandrino. Sotto indagine altre persone per presunte intestazioni fittizie.
Non sempre la criminalità organizzata si manifesta attraverso episodi di violenza. Spesso il suo potere si nasconde nei patrimoni, nelle attività economiche e nei beni intestati a persone diverse da chi ne avrebbe l'effettiva disponibilità.
L'operazione condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Torino e dalla Divisione Anticrimine della Questura di Alessandria richiama l'attenzione su un problema che riguarda anche il nostro territorio: la presenza di interessi criminali e il rischio di infiltrazioni nell'economia locale. Colpire i patrimoni ingiustificati costituisce uno strumento fondamentale di prevenzione, perché permette di intervenire sulla disponibilità economica dei soggetti destinatari delle misure previste dalla legge. È importante, nello stesso tempo, distinguere i provvedimenti adottati dalle responsabilità penali individuali, nel rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento.
Pier Carlo Lava, Alessandria Post
LA D.I.A E LA DIVISIONE ANTICRIMINE DELLA QUESTURA DI ALESSANDRIA ESEGUONO CONFISCA MILIONARIA A CARICO DI UN NOTO PREGIUDICATO ALESSANDRINO SOTTOPOSTO ANCHE ALL'OBBLIGO DI SOGGIORNO
Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Torino, unitamente a quello della Divisione Anticrimine della Questura di Alessandria, ha dato esecuzione, nei giorni scorsi, ad un decreto di confisca di beni emesso ai sensi del Codice antimafia dal Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione su proposta congiunta del Direttore della DIA e del Questore di Alessandria a carico di un noto pregiudicato alessandrino, legato a 'ndranghetisti di spicco insediatisi nel basso Piemonte e coinvolto in vicende giudiziarie per gravi reati tra cui associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di disvelare una consistente sproporzione fra la capacità reddituale del proposto e le disponibilità patrimoniali e finanziarie a lui riconducibili, sia direttamente che indirettamente, attraverso l'interposizione del figlio e della moglie nonché di altri due pregiudicati, finiti perciò sotto indagine per intestazione fittizia di beni.
Nei confronti del proposto, socialmente pericoloso, è stata altresì disposta la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 4 anni.
La misura ablativa, tra le più significative mai effettuate nella provincia di Alessandria, ha colpito beni mobili e immobili, compendi aziendali e rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.
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Fonte: comunicato stampa congiunto della Direzione Investigativa Antimafia e della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Alessandria, 30 ottobre 2026.
Geo: Alessandria, provincia di Alessandria, Basso Piemonte, Piemonte, Italia. Torino, Direzione Investigativa Antimafia e Tribunale di Torino, Sezione Misure di Prevenzione.
Fonti e approfondimenti
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Descrizione immagine: Rappresentazione illustrativa di un'operazione della Direzione Investigativa Antimafia. In primo piano un decreto di confisca, denaro, oggetti di valore e immobili, con un agente e un'auto della Polizia sullo sfondo. La scena è ricostruita artificialmente e non documenta l'operazione reale.
Credito immagine: Elaborazione grafica realizzata con intelligenza artificiale per Alessandria Post. Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo..

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