XXVI rapporto di Ecosistema Scuola: i dati sullo stato di salute delle scuole italiane e focus sulle scuole piemontesi e valdostane

 



Torino, 14 settembre 2026 


I nuovi dati del report Ecosistema Scuola di Legambiente sullo stato di salute delle scuole

italiane e un primo bilancio sullo stato di avanzamento dei progetti PNRR

La scuola italiana in perenne ritardo: pochi e troppo lenti i miglioramenti sul fronte dell’edilizia


e dei servizi scolastici, resta il divario tra Nord, Centro, Sud e Isole.


Crescono nel 2025 le certificazioni di sicurezza e aumentano gli interventi di efficientamento energetico,

mentre quasi un edificio su tre (31,7%) necessita ancora di lavori urgenti e il 57,2% delle scuole

non è ancora sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. In affanno i servizi sulla mobilità sostenibile

E il PNRR – con 11,65 miliardi di euro destinati all’edilizia scolastica per oltre 9.500 interventi -

che in questi cinque anni doveva fare la differenza al momento ha prodotto solo lievi passi avanti:

stando agli ultimi dati disponibili relativi a giugno 2026, bene interventi su manutenzione

e riqualificazione, restano indietro i progetti per nuove scuole e asili nido

Su 206 progetti di nuove scuole, solo l'1,9% degli interventi risulta concluso (4 scuole su 206),

mentre sei progetti su dieci sono ancora in fase di esecuzione, per i nidi quasi un progetto su due

Legambiente: “Oltre agli investimenti straordinari, servono risorse ordinarie, stabili e programmabili

per evitare un rallentamento degli interventi e consolidare i progressi raggiunti. Al Governo indirizziamo


cinque proposte per una governance dell'edilizia scolastica e dei servizi.”


La scuola italiana continua ad essere in perenne ritardo. Nel 2025 edilizia scolastica e servizi crescono

troppo lentamente e a velocità diverse, mantenendo marcate differenze tra Nord, Centro e Sud della

Penisola anche in termini di finanziamenti. E anche il PNRR - con 11,65 miliardi di euro di fondi per l’edilizia

scolastica stanziati nel 2021 e destinati per oltre 9.500 interventi - che in questi cinque anni doveva fare la

differenza ha portato, al momento, solo lievi passi avanti: bene gli interventi di manutenzione e

riqualificazione, compresi quelli relative alle infrastrutture sportive, indietro i progetti su nuove scuole e

asili nidi. Due i dati emblematici: nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) in Italia necessita ancora di

lavori urgenti, che arrivano a uno su due nel Mezzogiorno. Sul fronte PNRR per l’edilizia scolastica, sei

progetti su dieci relativi a nuove scuole sono ancora in fase di esecuzione, per i nidi quasi un progetto su

due.

A scattare, in sintesi, questa fotografia, nel giorno in cui suona la campanella in gran parte delle regioni

della Penisola, è il nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente, che quest’anno propone una doppia

analisi mettendo in fila i dati 2025 sullo stato di salute di 7.188 edifici scolastici di competenza comunale,

tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti, e

fornendo anche per la prima volta un bilancio, seppur provvisorio partendo dell’analisi dei dati del

Catalogo Open Data di Italia Domani di giugno (al momento gli ultimi dati disponibili), sullo stato di

avanzamento dei progetti del PNRR per l’edilizia scolastica. I progetti in questione riguardano cinque aree

di intervento, ossia nuove scuole, messa in sicurezza e riqualificazione, mense scolastiche, palestre e sport,

asili nido e infanzia. A questa doppia analisi, Legambiente affianca anche un pacchetto di cinque proposte

che indirizza al Governo e che hanno al centro cinque interventi chiave per migliorare la governance della

scuola e dei servizi.

FOCUS DATI: Secondo il report Ecosistema Scuola, giunto alla 26esima edizione, nel 2025 crescono le

certificazioni di sicurezza, in particolare gli edifici con certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del


2024 al 53,5%. In aumento anche gli interventi di efficientamento energetico che hanno interessato il

19,4% degli edifici scolastici contro il 15,9% della precedente rilevazione, segno di un patrimonio che sta

migliorando ma troppo lentamente per affrontare il tema della crisi climatica. Restano, invece, disattesi

alcuni interventi strutturali importanti: anche se negli ultimi cinque anni oltre la metà degli edifici (51,7%)

ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria, nella Penisola nel 2025 quasi un edificio su tre

(31,7%) necessita ancora di lavori urgenti. Un dato che al Sud sale al 45,2% e nelle Isole raggiunge il

54,2%, mentre si ferma sotto il 27% nel Centro Nord. Altro dato preoccupante riguarda il 57,2% di scuole

non ancora sottoposte a verifica di vulnerabilità sismica, mentre le nuove scuole edificate negli ultimi

cinque anni rappresentano ancora appena l'1,3% del patrimonio monitorato.

Preoccupa l’affanno registrato nel settore dei servizi scolastici legati alla mobilità sostenibile. Le zone 30,

che dovrebbero interessare gran parte degli edifici, sono presenti solo in poco più del 35% degli edifici

monitorati, mentre le strade scolastiche (strade di fronte alle scuole in cui il traffico dei veicoli a

motore viene vietato o limitato durante gli orari di entrata e uscita degli alunni) interessano solo il

7,8% degli edifici. Nel 2025 lo scuolabus, servizio strategico per il diritto allo studio e sostenere le famiglie,

è presente in meno di una scuola su quattro e registra i livelli più bassi nel Nord e nelle Isole, dove interessa

meno del 18% degli edifici scolastici. I servizi di pedibus e bicibus restano confinati a meno del 7% degli

edifici scolastici e risultano prevalentemente concentrati nelle regioni del Nord.

A livello di stanziamenti, nel 2025 i divari territoriali risultano ancora più evidenti osservando gli

investimenti destinati alla manutenzione straordinaria e ordinaria. A fronte di una media nazionale di

48.054 euro stanziati per edificio, il Nord e il Centro superano rispettivamente i 64 mila e i 68 mila euro,

mentre il Sud si ferma a 5.557 euro e le Isole a 10.247. Per quanto riguarda quella ordinaria, a fronte di una

media nazionale di 10.592 euro stanziati per edificio, il Nord investe 14.426 euro, il Centro 7.274 euro, il

Sud 7.717 euro e le Isole 4.910 euro.

PNRR, avanzamento lavori e fondi: Accanto a questa fotografia, fatta di luce e ombre, Legambiente

aggiunge anche un’analisi sullo stato di avanzamento dei lavori legati ai fondi PNRR per l’edilizia. Se da un

lato arrivano buone notizie dagli interventi relativi alla messa in sicurezza e riqualificazione (3.078

interventi e 4,86 mld di euro stanziati) e da quelli destinati alle infrastrutture sportive scolastiche (408

interventi e 310 mln di euro destinati) con rispettivamente il 42,9% e il 36,3% dei progetti già conclusi;

dall’altra parte preoccupano i ritardi sul fronte progetti nuove scuole e asili nido. Su 206 progetti di nuove

scuole su cui sono stati destinati 1,15 mld di euro, solo l'1,9% degli interventi risulta concluso (4 scuole su

206), il 37,9% in fase di collaudo e ben il 58,7%, ossia ben sei progetti su dieci, ancora in esecuzione dei

lavori. Si tratta della quota di cantieri aperti più elevata, a conferma della maggiore complessità che

caratterizza gli interventi di nuova costruzione. Per gli asili nido, su 3841 progetti avviati su cui sono stati

destinati 4,37 mld di euro, quasi un progetto su due risulta ancora in fase realizzativa (45,5%).

Riguardo la distribuzione territoriale dei finanziamenti stanziati, questa mostra un orientamento coerente

con gli obiettivi di riequilibrio territoriale del Piano, che prevedeva il vincolo di destinare almeno il 40% dei

fondi al Mezzogiorno. Il Sud ha assorbito il 44,5% dei fondi destinati ai nidi, il 45,9% di quelli per le mense

e il 37,2% delle risorse per lo sport, quote che aumentano ulteriormente considerando anche le Isole.

Tuttavia, i progetti localizzati nel Nord presentano importi medi superiori rispetto a quelli del Sud e delle

Isole, segno di interventi generalmente più consistenti. Il divario è particolarmente evidente per le nuove

scuole, dove l'investimento medio supera gli 8,2 milioni di euro per progetto nel Nord contro i 6 milioni nel

Sud e meno di 4,8 milioni nelle Isole. Una tendenza che si ripete, seppure con intensità diverse, anche per

riqualificazione, mense, sport e nidi. Il riequilibrio territoriale perseguito dal PNRR, sottolinea

Legambiente, appare quindi più evidente nella distribuzione del numero di progetti che nella dimensione

economica degli investimenti attivati.

“Il PNRR – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta il più grande

investimento pubblico mai realizzato in Italia sull'edilizia scolastica, i risultati però ad oggi, a distanza di

cinque anni, sono ancora inadeguati. Oltre agli investimenti straordinari, ottenuti grazie all'Europa e al Next

Generation EU, servono risorse nazionali, ordinarie, stabili e programmabili: la manutenzione degli edifici

scolastici non può continuare a dipendere esclusivamente da emergenze, bandi o finanziamenti eccezionali,

ma richiede una pianificazione di lungo periodo sostenuta da flussi costanti di risorse nei bilanci statali e

degli enti locali”.


“Il quadro che emerge quest’anno dal nostro report Ecosistema Scuola – commenta Claudia Cappelletti,

responsabile nazionale scuola di Legambiente - è quello di un sistema che negli ultimi anni ha mostrato

segnali di avanzamento, ma che continua a essere caratterizzato da livelli di qualità e sicurezza molto

differenziati tra aree del Paese. Inoltre, la geografia dei servizi scolastici continua a coincidere in larga

misura con la geografia delle disuguaglianze. Proprio per questo assume particolare rilevanza la fase che si

aprirà con la conclusione del PNRR. Una volta esaurita la spinta fornita dalle risorse straordinarie del Piano,

sarà fondamentale garantire la continuità degli investimenti attraverso strumenti ordinari e nuove politiche

di sostegno, per evitare un rallentamento degli interventi e consolidare i progressi raggiunti. La sfida dei

prossimi anni sarà quella completare gli interventi già programmati e ridurre i divari territoriali che

continuano a caratterizzare il patrimonio dell'edilizia scolastica italiana”.

I primi segnali dopo 5 anni di PNRR: Tra alti e bassi, il PNRR sta lasciando dei segni. Cosa è cambiato nelle

scuole italiane tra il 2021 e il 2025? Legambiente ha confrontato esclusivamente i Comuni presenti in

entrambe le annualità, ciò che emerge va quindi interpretato come un'indicazione di tendenza, utile a

leggere l'evoluzione del sistema scolastico durante la fase di attuazione del PNRR.

I segnali più evidenti riguardano la sicurezza degli edifici. Il collaudo statico passa dal 46,3% al 55,5%,

l'agibilità dal 51,5% al 59,0% e la prevenzione incendi dal 45,7% al 53,9%. Cresce anche la diffusione delle

energie rinnovabili, che passa dal 21,7% al 25,0%, con incrementi particolarmente significativi nel Sud e

nelle Isole. Gli interventi di adeguamento sismico crescono solo marginalmente, dal 3,0% al 4,1%,

rimanendo molto distanti dai fabbisogni reali del Paese. Anche la manutenzione straordinaria non mostra

l'evoluzione attesa: la quota di edifici interessati da interventi negli ultimi cinque anni passa dal 60,7% al

54,7%, mentre la necessità di lavori urgenti cresce dal 29,2% al 32,1%.

Proposte e appello al Governo: Cinque le proposte che Legambiente rilancia oggi e che indirizza al Governo

per una governance dell’edilizia scolastica. In particolare, per l’associazione ambientalista occorre: 1)

Rendere l’Anagrafe dell’edilizia scolastica uno strumento pubblico di trasparenza e programmazione

integrando su un’unica piattaforma pubblica e aggiornata le informazioni sullo stato degli edifici, le

certificazioni, gli interventi realizzati, le risorse ricevute e i cantieri in corso. 2) Rafforzare l'Osservatorio per

l'edilizia scolastica come cabina di regia permanente tornando a essere luogo stabile di confronto e co-

programmazione tra istituzioni, enti locali e organizzazioni civiche. 3) Garantire scuole sicure e resilienti ai

cambiamenti climatici, accelerando la messa in sicurezza degli edifici, la riqualificazione energetica e

l’adattamento climatico. 4) Rafforzare la governance territoriale dei servizi scolastici attraverso i Patti

educativi di comunità, promuovendo la collaborazione tra scuole, enti locali, Terzo Settore e comunità

territoriali. 5) Promuovere scuole aperte, innovative e vissute oltre l’orario delle lezioni, valorizzando gli

edifici scolastici come presìdi educativi, sociali e culturali al servizio delle comunità.

FOCUS DATI PIEMONTESI E VALDOSTANI

“Il nuovo dossier Ecosistema Scuola ci restituisce la fotografia di un sistema scolastico regionale solido sui

servizi fondamentali e sulla sicurezza di base, ma ancora lento nell'affrontare la sfida della transizione

ecologica e climatica.” - dichiara Rubina Pinto Vicedirettrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta -”Se

da un lato il Piemonte e la Valle d'Aosta vantano eccellenze sui servizi mensa, sulle manutenzioni ordinarie e

straordinarie, dall'altro non possiamo ignorare i forti ritardi sull'efficientamento energetico,

sull'installazione di fonti rinnovabili e sulla mobilità sostenibile. Non possiamo più considerate le scuole solo

come semplici contenitori edilizi, ma devono diventare vere infrastrutture sociali e climatiche, capaci di

garantire benessere termico, sicurezza e percorsi di mobilità autonoma per le giovani generazioni. Le risorse

straordinarie di questi anni devono tradursi in interventi strutturali e continuativi: serve tagliare i consumi

energivori e trasformare i piazzali scolastici in spazi liberi dalle auto e dall'inquinamento. Garantire scuole

sostenibili, sicure e moderne significa difendere concretamente il diritto allo studio e la salute di chi vive

ogni giorno la scuola”

Sul territorio piemontese sono stati indagati 478 edifici scolastici, corrispondenti a una popolazione di

96.382 studenti. Nessun istituto è collocato in zona sismica 1 o 2, ma l'83,4% è ancora privo della verifica di

vulnerabilità sismica (contro il 57,2% nazionale), obbligatoria per tutti gli edifici indipendentemente dalla

zona sismica di appartenenza. Preoccupa in particolare il dato sulla manutenzione: il 38,9% degli edifici

piemontesi necessita di interventi urgenti, una quota superiore alla media nazionale (31,7%). A fronte di

questo, gli stanziamenti regionali e locali mostrano uno sforzo economico rilevante: negli ultimi cinque anni

sono stati destinati alla manutenzione straordinaria 108.676 euro annui per edificio (contro i 57.674 euro


nazionali), mentre i fondi regionali per l'edilizia scolastica hanno raggiunto una media di 424.949 euro per

edificio, beneficiando però solo 4 dei 478 edifici indagati.

La capacità di spesa per la manutenzione vede diverse città della regione ai vertici delle classifiche

nazionali. Nella top 5 della spesa media per la manutenzione straordinaria, il Piemonte conquista ben tre

posizioni con Vercelli (2° posto con 113.636 € ad edificio), Asti (3° posto con 104.875 €) e Torino (4° posto

con 103.548 €), subito dietro Bolzano. Alessandria si posiziona invece al 2° posto nazionale per la spesa in

manutenzione ordinaria con 30.264 € per edificio. Torino rientra tra i Comuni che hanno intercettato i

fondi nazionali medi più alti per singolo plesso (insieme a Benevento, Mantova, Pescara e Lecce), mentre

Vercelli figura tra le città con i fondi regionali medi più elevati per edificio (al pari di Trieste, Lecce, Varese e

Rimini). Sul fronte dell'esecuzione dei lavori, Verbania si distingue a livello nazionale per aver realizzato

interventi di manutenzione straordinaria sul 100% degli edifici scolastici negli ultimi 5 anni (assieme a

Oristano, Pavia, Rimini e Taranto), mentre Vercelli si colloca tra i pochissimi Comuni (con Benevento e

Pavia) ad aver effettuato le indagini diagnostiche dei solai su tutti i plessi del proprio territorio.

Dal punto di vista dell'impatto ambientale, solo lo 0,5% degli edifici scolastici piemontesi è costruito

secondo criteri di bioedilizia, in linea con il trend nazionale (1,1%). Il 13,9% utilizza fonti di energia

rinnovabile e appena il 16,1% è dotato di certificazione energetica (contro il 36,3% nazionale), con il 7,8% in

classe A: un segnale che l'efficientamento energetico, pur in crescita a livello nazionale, resta un fronte da

accelerare anche in Piemonte.

Sul fronte delle certificazioni edilizie e di sicurezza, gli istituti piemontesi mostrano complessivamente

risultati superiori alla media nazionale su tutti i principali indicatori: prevenzione incendi (63,2% contro

56,0%), barriere architettoniche (98,2% contro 84,0%), collaudo statico (71,0% contro 47,7%) e certificato

di agibilità (71,7% contro 53,5%).

Buoni i risultati complessivi per i servizi e la vivibilità degli spazi: impianti sportivi agibili (96,2%), edifici con

giardini o aree verdi fruibili (60,8%) e classi a tempo pieno (54,9%, ben sopra il 39,5% nazionale). Nello

specifico delle strutture sportive, Cuneo e Verbania figurano tra le città italiane con la maggior presenza di

impianti sportivi scolastici (con Avellino, Grosseto e Rieti).

Rimane invece urgente un cambio di passo sulla mobilità sostenibile casa-scuola: solo lo 0,4% degli edifici

piemontesi offre servizi di pedibus o percorsi sicuri, il 15,0% presenta piste ciclabili limitrofe, l'1,4% è in

isole pedonali, il 5,0% in ZTL e il 31,4% in zona 30. Si registrano tuttavia esperienze virtuose a livello locale:

Verbania spicca tra i Comuni con la maggior presenza di scuole inserite in "strade scolastiche" (insieme a

Forlì, Parma, Ragusa e Varese).

Particolarmente rilevanti sono gli investimenti dei Comuni capoluogo nei progetti formativi ed educativi

dedicati agli studenti: Torino conquista il 2° posto nella Top 5 nazionale per spesa in progetti educativi con

84,79 € per studente (dietro solo a Reggio Emilia), mentre Verbania ottiene il 1° posto assoluto nella Top 5

della spesa per progetti rivolti agli under 14, con ben 131,83 € investiti per ciascun alunno.

L'attenzione alla ristorazione scolastica si conferma un'eccellenza: quasi la totalità degli istituti piemontesi

possiede la mensa (99,6% contro il 72,1% nazionale). Il 96,7% delle mense serve piatti biologici, il 100%

privilegia prodotti a km 0 e prevede menù alternativi per motivazioni culturali e religiose, mentre il 96,7%

serve pasti con prodotti DOP e IGP. Il 50% dei Comuni prevede inoltre il recupero degli alimenti non

somministrati a favore di organizzazioni no profit. Ottimi i dati sulla raccolta differenziata negli istituti, che

vede il Piemonte sopra la media nazionale su tutte le frazioni e capoluoghi come Asti e Cuneo capaci di

raggiungere il 100% di copertura su tutti i materiali monitorati (insieme a Bergamo, Brescia, Cosenza,

Monza, Ragusa, Salerno e Vicenza).

All'indagine di Ecosistema Scuola hanno partecipato anche 17 istituti della Valle d'Aosta, per una

popolazione di 2.179 studenti. Nessun edificio è collocato in zona sismica 1 o 2, ma il 94,1% è ancora privo

della verifica di vulnerabilità sismica.

Il Capoluogo Aosta si conferma ai vertici nazionali per la sicurezza degli immobili, rientrando tra le poche

città italiane capaci di raggiungere il 100% su tutte le certificazioni monitorate (agibilità, collaudo statico,

prevenzione incendi e abbattimento delle barriere architettoniche), traguardo condiviso solo con Cesena,

Piacenza e Trento.

Resta invece indietro la manutenzione straordinaria a livello regionale: negli ultimi cinque anni ne ha

beneficiato solo il 35,3% degli edifici, contro il 51,7% nazionale. Sul fronte energetico la totalità degli edifici

possiede la certificazione energetica, ma la maggior parte è ancora collocata in classe D (35,3%); solo

l'11,8% degli edifici utilizza fonti di energia rinnovabile, un dato comunque in miglioramento rispetto

all'anno precedente, quando nessun edificio valdostano ne faceva uso.


Molto positivi i dati sulle aree verdi (disponibili nell'88,2% degli edifici), sulle mense (presenti nel 94,1%

delle strutture, con il 100% di prodotti biologici e a km 0) e sulla raccolta differenziata, che tocca il 100% su

tutte le frazioni in tutti gli istituti indagati, con Aosta tra i Comuni virtuosi a livello nazionale per la

copertura totale del servizio in tutte le filiere di rifiuto. Infine, sul piano della mobilità sostenibile, Aosta si

distingue nello scenario nazionale figurando tra le uniche città d'Italia ad aver attivato servizi di bicibus per

le scuole (insieme a Cremona, Mantova, Milano, Piacenza, Reggio Emilia e Vicenza).

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