| Vicenzaoro September 2026 riunisce a Vicenza aziende, buyer e professionisti della gioielleria provenienti da tutto il mondo. Immagine illustrativa realizzata con intelligenza artificiale. |
Vicenza torna capitale mondiale della gioielleria. Ha aperto oggi, venerdì 4 settembre, Vicenzaoro September 2026, il grande appuntamento internazionale dedicato all’oreficeria, alla gioielleria e all’orologeria, in programma fino a martedì 8 settembre. Un’edizione destinata a entrare nella storia della manifestazione per l’inaugurazione del nuovo Padiglione 2, per la crescente presenza internazionale e per il debutto settembrino di T.Gold all’interno del quartiere fieristico.
Pier Carlo Lava
Il primo dato da chiarire riguarda proprio il numero degli espositori. A Vicenzaoro partecipano 1.300 brand provenienti da 40 Paesi, mentre altri 170 marchi sono presenti a T.Gold, la rassegna specializzata nei macchinari e nelle tecnologie per l’industria orafa. Considerando insieme i due saloni si arriva dunque a circa 1.470 presenze espositive, un numero che può essere correttamente arrotondato a quasi 1.500. Gli espositori stranieri rappresentano il 45 per cento dell’offerta complessiva.
Una fiera sempre più internazionale
La componente europea vede una presenza particolarmente consistente di aziende provenienti da Germania, Belgio, Spagna, Francia, Grecia e Regno Unito. Tra i Paesi extraeuropei emergono invece Turchia, Hong Kong, Thailandia, India e Stati Uniti, ai quali si aggiungono i nuovi ingressi di Corea del Sud, Ucraina e Uzbekistan.
Ancora più significativo è il dato relativo agli operatori commerciali invitati. Vicenzaoro 2026 accoglie la delegazione di buyer ospitati più numerosa nella storia della manifestazione: 910 compratori provenienti da 73 Paesi, con una crescita del 33 per cento rispetto ai 605 del settembre 2025. Circa 700 arrivano dall’estero, anche attraverso il programma realizzato con il Ministero degli Affari esteri e con ICE Agenzia, mentre 210 sono italiani.
Gli Stati Uniti guidano la graduatoria delle delegazioni, seguiti da Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, Cina e Spagna. Il dato conferma la capacità di Vicenzaoro di attrarre non soltanto espositori, ma soprattutto soggetti in grado di trasformare gli incontri fieristici in ordini, accordi distributivi e nuove opportunità sui mercati internazionali.
Il nuovo Padiglione 2, cuore della trasformazione
La vera novità dell’edizione è l’inaugurazione del nuovo Padiglione 2, costruito nel cuore del quartiere fieristico. L’edificio, progettato dallo studio GMP di Amburgo, si sviluppa su due livelli e mette a disposizione complessivamente 23 mila metri quadrati.
Il nuovo spazio è stato realizzato con un investimento di circa 60 milioni di euro, senza interrompere lo svolgimento delle quattro precedenti edizioni della manifestazione durante il periodo dei lavori. I due piani hanno un’altezza di nove metri e sono stati concepiti per migliorare la circolazione dei visitatori, i collegamenti fra le diverse aree e la capacità delle aziende di presentare le proprie collezioni.
L’intervento comprende anche il potenziamento dell’impianto fotovoltaico, che raggiunge una capacità di 2 megawatt e può garantire l’autosufficienza energetica del complesso nei periodi in cui non si svolgono manifestazioni.
Non si tratta, quindi, soltanto di un ampliamento quantitativo. Il nuovo padiglione modifica l’organizzazione stessa di Vicenzaoro, offrendo una struttura più leggibile e funzionale. Il cuore della manifattura orafa italiana e internazionale trova ora una collocazione più ampia, mentre T.Gold entra stabilmente nel perimetro della fiera.
Tutta la filiera del gioiello in un unico luogo
Vicenzaoro non è una semplice esposizione di gioielli finiti. La manifestazione riunisce l’intera filiera produttiva, dall’alta gioielleria alla produzione senza marchio, dai semilavorati alle pietre preziose, passando per orologi, packaging, visual merchandising, componenti, servizi e tecnologie industriali.
Il percorso espositivo è suddiviso in nove comunità tematiche: ICON per l’alta gioielleria; Creation per la produzione orafa; Creation Mountings & Semi Finished per montature e semilavorati; Look per la gioielleria contemporanea; Time per l’orologeria; Essence per gemme, diamanti, coralli e perle; Expression per packaging e visual merchandising; Evolution T.Gold per macchinari e tecnologie. A queste si aggiungono gli spazi dedicati ai designer e ai marchi emergenti.
Tra i nomi dell’alta gioielleria presenti in fiera figurano Damiani, Roberto Coin, FOPE, Recarlo, Annamaria Cammilli, Leo Pizzo, Palmiero, Picchiotti, Nanis e Serafino Consoli. Particolarmente significativo è il ritorno di Pasquale Bruni dopo dieci anni di assenza. La presenza internazionale comprende maison consolidate e nuovi espositori, mentre la Design Room è riservata alla ricerca, alla creatività e alle nuove forme del gioiello.
T.Gold porta l’innovazione tecnologica in fiera
I 170 espositori di T.Gold, per il 60 per cento italiani, presentano macchinari, strumenti digitali e soluzioni destinate a cambiare i processi produttivi. L’edizione di settembre rappresenta una novità importante perché, fino ad ora, la rassegna tecnologica era ospitata principalmente nell’appuntamento di gennaio e in una struttura esterna.
I macchinari vengono mostrati anche in funzione, permettendo agli operatori di valutare direttamente sistemi di lavorazione, automazione, stampa tridimensionale e produzione additiva. Il Jewellery Technology Forum, in programma lunedì 7 settembre, sarà dedicato proprio alle applicazioni della manifattura additiva nell’industria del gioiello.
Tecnologia e artigianato non vengono presentati come elementi contrapposti. L’obiettivo è utilizzare l’innovazione per rendere più precisi ed efficienti i processi, ridurre gli sprechi di materiale e liberare nuove possibilità creative, senza perdere quel patrimonio di manualità e competenze che costituisce uno dei principali valori del Made in Italy.
A Vicenza il congresso mondiale della gioielleria
Un altro elemento di rilievo è il Congresso del centenario di CIBJO, la Confederazione mondiale della gioielleria. Dal 4 al 7 settembre circa 500 delegati internazionali si confrontano a Vicenza sugli standard del settore, sulla classificazione dei materiali, sulla tutela dei consumatori e sull’approvvigionamento responsabile di diamanti, gemme, metalli preziosi, perle e coralli.
CIBJO celebra nel 2026 i cento anni dalla propria fondazione. La scelta di Vicenza per questo appuntamento assume pertanto un forte valore simbolico e industriale. Nel corso del congresso si discuterà anche di tracciabilità, sostenibilità, responsabilità sociale e fiducia dei consumatori, temi ormai decisivi per il futuro della gioielleria mondiale.
Il programma culturale e professionale comprende inoltre incontri sull’intelligenza artificiale, sul marketing digitale, sulle nuove strategie del retail e sull’evoluzione dei consumi. Trendvision Jewellery + Forecasting presenta il nuovo The Jewellery Trendbook 2028+, dedicato alle tendenze che potrebbero influenzare nei prossimi anni design, materiali, colori e comportamenti d’acquisto.
VO Vintage e il Fuori Fiera nel centro di Vicenza
Accanto alla manifestazione professionale, dal 4 al 7 settembre si svolge VO Vintage, la mostra mercato aperta al pubblico e dedicata a orologi e gioielli d’epoca e di seconda mano. Sono presenti 53 operatori italiani e stranieri, con un programma di incontri rivolto sia ai collezionisti esperti sia ai giovani che si stanno avvicinando al settore.
Dal 4 al 6 settembre il centro storico ospita invece la sedicesima edizione di VIOFF, il Fuori Fiera nato dalla collaborazione fra il Comune di Vicenza e Italian Exhibition Group. Il tema scelto per il 2026 è Golden Road: mostre, laboratori, spettacoli, degustazioni, attività sportive e installazioni trasformano vie e piazze in un percorso diffuso che collega l’identità orafa alla storia, all’architettura e alle attività commerciali della città.
Un settore prezioso, ma alle prese con il caro oro
La fiera si apre in una fase economica tutt’altro che semplice. Il comparto orafo vicentino conta 577 imprese e 4.682 addetti; 335 aziende sono artigiane e occupano 1.396 persone. Nel 2025 la provincia di Vicenza ha esportato prodotti orafi per oltre 2,6 miliardi di euro, mentre nei primi tre mesi del 2026 l’export è rimasto sostanzialmente stabile, con una crescita dello 0,1 per cento.
Dietro questa apparente stabilità si nascondono però andamenti molto differenti: le esportazioni verso l’Unione europea sono aumentate del 25,3 per cento, mentre quelle dirette nei mercati extraeuropei sono diminuite del 6,8 per cento. Particolarmente pesante è stata la flessione verso gli Emirati Arabi Uniti, compensata dalle crescite registrate in Canada, Svizzera, Malaysia e Stati Uniti.
Il prezzo dell’oro rappresenta la maggiore fonte di preoccupazione. Nei primi otto mesi del 2026 il valore medio del metallo è cresciuto del 39,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, arrivando in agosto a oltre 121 euro al grammo. L’aumento del costo della materia prima mette sotto pressione soprattutto le aziende più piccole, che devono immobilizzare maggiori risorse finanziarie per acquistare l’oro necessario alla produzione.
Il quadro riguarda direttamente anche il Piemonte. Arezzo, Vicenza e Alessandria hanno generato insieme il 72,7 per cento delle esportazioni orafe italiane del 2025. Nel primo trimestre del 2026, mentre Arezzo ha registrato una forte contrazione e Vicenza è rimasta stabile, la provincia di Alessandria — trainata dal distretto di Valenza — ha segnato una crescita dell’export del 55,7 per cento. Un risultato importante, che conferma quanto Vicenzaoro rappresenti una vetrina strategica anche per le aziende piemontesi.
La valutazione: una grande vetrina non basta, servono ordini e continuità
I numeri di Vicenzaoro 2026 sono indubbiamente positivi. Il record dei buyer ospitati, la presenza del 45 per cento di espositori stranieri e il nuovo padiglione mostrano una manifestazione capace di investire e di rafforzare il proprio ruolo internazionale. Tuttavia, il successo fieristico non deve nascondere le difficoltà della produzione reale.
L’aumento del prezzo dell’oro, l’instabilità geopolitica, la volatilità delle esportazioni e le tensioni sull’occupazione impongono prudenza. La vera misura del successo non sarà soltanto il numero di presenze nei padiglioni, ma la capacità degli incontri di questi giorni di trasformarsi in ordini, investimenti, nuovi mercati e lavoro stabile.
Vicenzaoro dimostra comunque che il settore italiano possiede ancora risorse difficilmente replicabili: creatività, capacità manifatturiera, distretti altamente specializzati e una reputazione internazionale costruita nel tempo. Il nuovo Padiglione 2 rappresenta una dichiarazione di fiducia nel futuro. Ora la sfida è fare in modo che questa fiducia raggiunga anche le piccole aziende, gli artigiani e i giovani chiamati a raccogliere e rinnovare una tradizione che continua a essere uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy.
Localizzazione: Vicenza, Veneto, Italia
Le informazioni contenute nell’articolo sono state verificate attraverso il confronto tra fonti giornalistiche nazionali e locali, documenti ufficiali e comunicazioni degli organizzatori, sulla base degli aggiornamenti disponibili al momento della pubblicazione.
Descrizione: Immagine orizzontale rappresentativa di Vicenzaoro 2026, con gioielli esposti nelle vetrine e operatori del settore all’interno di un moderno spazio fieristico. L’edizione di settembre ospita 1.300 brand, ai quali si aggiungono i 170 espositori di T.Gold. Immagine originale generata con intelligenza artificiale.
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