| Un momento della presentazione a Roma del progetto promosso da Uber, UICI e FISPIC per favorire l’autonomia e la mobilità delle persone cieche e ipovedenti. |
Crediti per gli spostamenti, formazione dei driver e coinvolgimento diretto delle persone con disabilità visiva: il nuovo progetto punta a rendere più semplici lavoro, sport, cure e partecipazione alla vita sociale.
Rendere gli spostamenti quotidiani più semplici significa, per molte persone cieche e ipovedenti, aumentare concretamente autonomia, possibilità di lavoro e partecipazione sociale. Va in questa direzione la collaborazione presentata a Roma tra Uber, UICI – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – e FISPIC, Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi, un progetto che combina sostegno economico alla mobilità e formazione degli autisti per affrontare alcune delle difficoltà che ancora accompagnano gli spostamenti delle persone con disabilità visiva.
Pier Carlo Lava
Crediti Uber per lavoro, sport, visite e necessità quotidiane
Uno degli aspetti centrali dell'iniziativa riguarda la messa a disposizione di crediti Uber destinati alle comunità di UICI e FISPIC. Le due organizzazioni potranno gestirli attraverso account Uber for Business e assegnarli in base alle necessità delle persone coinvolte. Gli spostamenti potranno riguardare non soltanto allenamenti e manifestazioni sportive, ma anche il raggiungimento del posto di lavoro, colloqui professionali, appuntamenti medici, pratiche amministrative e altre attività essenziali della vita quotidiana. L'obiettivo è quindi più ampio del semplice trasporto: facilitare l'accesso ai luoghi e ai servizi significa ridurre una delle barriere che possono limitare l'indipendenza personale.
La mobilità rappresenta infatti un elemento decisivo nella costruzione dell'autonomia. Una persona può disporre delle competenze necessarie per lavorare, studiare o praticare sport, ma incontrare comunque difficoltà quando deve raggiungere in maniera semplice e prevedibile la propria destinazione. È proprio su questo passaggio che la collaborazione vuole intervenire, utilizzando la tecnologia della piattaforma insieme all'esperienza maturata dalle organizzazioni che lavorano quotidianamente a fianco delle persone cieche e ipovedenti.
Driver formati con il contributo diretto delle persone cieche e ipovedenti
Il progetto non si limita al sostegno economico agli spostamenti. È previsto anche un programma di formazione e sensibilizzazione rivolto ai driver Uber, sviluppato insieme a UICI e FISPIC. Attraverso materiali informativi e brevi video tutorial saranno fornite indicazioni pratiche su come accogliere una persona con disabilità visiva, come comunicare correttamente durante la corsa, come offrire assistenza quando necessaria e come gestire con maggiore consapevolezza i diversi momenti dello spostamento.
Particolarmente significativo è il coinvolgimento diretto delle persone cieche e ipovedenti nella costruzione dei contenuti. Non saranno semplicemente destinatarie dell'iniziativa, ma parteciperanno alla definizione delle modalità operative e della formazione, mettendo a disposizione esperienze e necessità reali. È un approccio importante perché l'accessibilità non dipende soltanto dagli strumenti tecnologici, ma anche dalla conoscenza dei problemi concreti e dalla capacità di evitare comportamenti che, pur mossi da buone intenzioni, possono risultare poco utili o inadeguati.
Durante la presentazione è intervenuta attraverso un videomessaggio anche la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha sottolineato il legame tra mobilità, sport, salute, relazioni e autonomia personale, evidenziando quanto l'accesso ai trasporti possa incidere sulla possibilità di partecipare agli allenamenti e alle attività sportive.
Una collaborazione nata dallo sport che si estende alla vita quotidiana
Il presidente della FISPIC, Silverio Alviti, ha ricordato come il rapporto con Uber sia iniziato già negli anni scorsi in occasione di eventi sportivi nazionali e internazionali e dei raduni delle rappresentative. La nuova fase amplia quel percorso, coinvolgendo anche UICI e portando l'esperienza maturata nello sport verso altri ambiti della vita quotidiana, a partire dal lavoro e dall'autonomia personale.
Il presidente nazionale dell'UICI, Mario Barbuto, ha evidenziato come la sperimentazione possa contribuire non soltanto a facilitare gli spostamenti, ma anche ad accrescere le competenze professionali dei driver, creando modalità di servizio più attente alle esigenze degli utenti con disabilità visiva. Da parte di Uber, il General Manager per il Sud Europa Davide Archetti ha posto invece l'accento sull'importanza di partire dall'ascolto diretto di chi incontra quotidianamente le barriere alla mobilità.
Alla presentazione hanno partecipato inoltre Andrea Cesolini, l'atleta paralimpico FISPIC Dongdong Paolo Camannie il presidente della Commissione Mobilità dell'Assemblea Capitolina Giovanni Zannola. La collaborazione potrà estendersi anche a iniziative legate alla partecipazione culturale, sociale e sportiva, comprese esperienze dedicate alle comunità UICI e FISPIC in occasione di alcuni eventi.
Il progetto mette quindi insieme tre elementi: tecnologia, sostegno agli spostamenti e formazione delle persone che materialmente forniscono il servizio. Una combinazione che prova ad affrontare l'accessibilità non come un principio astratto, ma attraverso interventi concreti nella quotidianità. Perché poter raggiungere autonomamente un luogo di lavoro, un ospedale, una palestra o un evento significa, prima ancora che spostarsi, poter scegliere più liberamente come organizzare la propria vita.
Fonte: Agenzia DIRE.
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Fonte: Agenzia DIRE
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