| “Tra i ricordi” di Miriam Maria Santucci: la memoria come luce capace di accompagnarci nei momenti più oscuri. |
Con “Tra i ricordi”, Miriam Maria Santucci racconta il legame profondo che unisce memoria, identità e sentimento. I ricordi non sono semplici immagini appartenenti al passato, ma presenze capaci di accompagnarci nei momenti difficili, proteggerci dalla solitudine e restituirci una parte di ciò che il tempo sembra averci sottratto. È una poesia breve, intensa e immediata, costruita con parole semplici che raggiungono direttamente il cuore del lettore.
Pier Carlo Lava
Tra i ricordi
Miriam Maria Santucci
La memoria come rifugio
La poesia nasce da una contrapposizione immediata tra oscurità e luce. Quando la vita attraversa una stagione difficile e tutto sembra diventare più incerto, i ricordi assumono la funzione di una piccola sorgente luminosa. Non cancellano il dolore e non cambiano ciò che è accaduto, ma permettono di riconoscere ancora una direzione. La memoria diventa così un rifugio interiore nel quale ritrovare persone, emozioni e momenti che continuano a vivere dentro di noi.
Il “sorriso lontano” e la “voce che ritorna” sono immagini quotidiane e universali. Possono appartenere a una persona amata che non è più accanto a noi, a un affetto perduto oppure a una stagione felice ormai trascorsa. L’autrice non definisce quelle presenze e lascia che ogni lettore possa riconoscervi i propri volti, le proprie voci e la propria storia. È proprio questa indeterminatezza a rendere il componimento intimo e, nello stesso tempo, condivisibile.
Le radici dell’identità
Particolarmente significativa è l’immagine delle radici, attraverso la quale Miriam Maria Santucci descrive i ricordi come parti vive della persona. Le radici rimangono nascoste, ma sostengono l’albero e gli permettono di resistere al vento. Allo stesso modo, la memoria non è sempre visibile nelle nostre azioni, eppure custodisce ciò che siamo diventati, le persone che abbiamo incontrato e le esperienze che ci hanno formati.
Quando “il tempo ci scuote”, sono proprio queste radici interiori a impedirci di essere trascinati via. Il passato non viene presentato come una prigione nella quale rifugiarsi per sottrarsi al presente, ma come un fondamento affettivo dal quale ricavare forza. Ricordare significa riconoscere la continuità della propria esistenza e comprendere che nulla di ciò che abbiamo autenticamente amato scompare del tutto.
Ritrovare un ricordo è rinascere
Negli ultimi versi la poesia raggiunge il suo punto emotivamente più intenso. “Ritrovarli è un poco rinascere” esprime quella sensazione improvvisa che si prova quando un’immagine, una voce, un profumo o una parola fanno riemergere qualcosa che credevamo perduto. Per un istante, il tempo sembra ricomporsi e ciò che era lontano torna a essere presente.
La conclusione, “Perderli è morire, restando inutilmente vivi…”, introduce invece una riflessione dolorosa sulla perdita della memoria. Non ricordare significa smarrire una parte della propria identità, dei propri legami e della propria appartenenza. È una forma di morte interiore che può avvenire mentre la vita biologica continua. I puntini di sospensione prolungano questo pensiero oltre la fine della poesia e lasciano nel lettore un silenzio carico di inquietudine e compassione.
Stile e linguaggio
Lo stile di Miriam Maria Santucci è semplice, limpido e raccolto. I versi brevi rallentano la lettura e attribuiscono particolare rilievo a ogni immagine. Il linguaggio rinuncia a costruzioni elaborate e sceglie parole comprensibili, ma dense di significato: oscurità, luce, sorriso, voce, radici, tempo, rinascita e morte.
La struttura segue un movimento preciso: dalla notte si passa alla luce, dalla lontananza alla presenza, dallo scuotimento alla stabilità, fino alla contrapposizione conclusiva tra rinascere e morire. In pochi versi viene così disegnato un percorso completo attraverso la forza consolatrice e identitaria della memoria.
I temi della poesia
I temi centrali del componimento sono la memoria, il trascorrere del tempo, la nostalgia, l’assenza, l’identità personale e il bisogno di conservare ciò che abbiamo amato. Accanto a essi emerge anche una riflessione sulla fragilità umana: possiamo perdere persone, luoghi e stagioni della vita, ma finché ne custodiamo il ricordo una parte di quel mondo continua ad accompagnarci.
L’autrice
Miriam Maria Santucci affida alla poesia una meditazione delicata su esperienze universali, lasciando che siano le emozioni e le immagini a parlare. In assenza di informazioni biografiche verificate, il componimento permette comunque di riconoscere una voce sensibile, incline all’introspezione e capace di trasformare un sentimento personale in una riflessione nella quale molti lettori possono ritrovarsi.
Conclusione
“Tra i ricordi” è una poesia essenziale, ma attraversata da un pensiero profondo: vivere significa anche ricordare. La memoria protegge gli affetti dall’oblio, ricuce il rapporto tra passato e presente e ci consente di riconoscere chi siamo. Miriam Maria Santucci ci ricorda che le persone amate possono diventare lontane, ma un sorriso e una voce continuano ad abitare dentro di noi, illuminando perfino i momenti nei quali l’oscurità sembra più profonda.
Alessandria, Piemonte – “Tra i ricordi” di Miriam Maria Santucci è una poesia sulla memoria, sugli affetti e sulle radici interiori che ci sostengono quando la vita attraversa i momenti più difficili.
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