Strade Sicure, nuovo scontro nella maggioranza: la Lega chiede 10.000 militari, Crosetto punta sulle forze di polizia
| Matteo Salvini e Guido Crosetto rappresentano le diverse posizioni nella maggioranza sul futuro dell’operazione “Strade Sicure”. |
La sicurezza nelle città riapre un confronto mai davvero risolto all’interno della maggioranza. La Lega chiede di ampliare l’operazione “Strade Sicure”, portando dagli attuali 6.800 a 10.000 i militari impiegati sul territorio nazionale. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, invece, ritiene prioritario rafforzare Polizia e Carabinieri, restituendo progressivamente i militari alle funzioni per le quali sono stati addestrati.
Pier Carlo Lava
La nuova offensiva politica del Carroccio passa attraverso la risoluzione 7-00342, presentata in Commissione Difesa alla Camera e firmata per primo dal deputato Eugenio Zoffili. Il documento, discusso una prima volta a gennaio e poi ad aprile, dovrebbe tornare all’attenzione dell’Ufficio di presidenza della Commissione per essere nuovamente calendarizzato. La Lega auspica il sostegno di tutta la coalizione, ma il compromesso non appare scontato.
Secondo quanto sostenuto dal partito di Matteo Salvini, sarebbero ancora 61 i capoluoghi di provincia privi di un presidio militare. Si tratta, è opportuno precisarlo, di un dato diffuso dalla stessa Lega e non accompagnato, nella nota politica, dall’elenco completo delle città interessate. Il Carroccio stima in circa 109 milioni di euro all’anno il costo dell’ampliamento e propone di reperire le risorse attingendo ai profitti delle grandi banche. Il riferimento ai guadagni realizzati in pochi giorni da un grande istituto di credito ha un evidente valore politico, ma non costituisce ancora una copertura finanziaria definita nei suoi meccanismi tecnici.
Quanti sono realmente i militari impiegati
I numeri ufficiali aiutano a comprendere meglio la questione. L’attuale dispositivo comprende circa 6.000 militari di “Strade Sicure”, impiegati in decine di province e presso circa mille siti sensibili, ai quali si aggiungono 800 uomini e donne destinati a “Stazioni Sicure”. Il totale raggiunge quindi le 6.800 unità richiamate nel dibattito politico.
La normativa ha autorizzato la prosecuzione del contingente fino al 2027, con una spesa annuale vicina ai 198,4 milioni di euro per “Strade Sicure” e di circa 40,5 milioni per “Stazioni Sicure”. Portare il totale a 10.000 significherebbe aumentare il personale di circa 3.200 unità, con conseguenze non soltanto economiche, ma anche sull’organizzazione, sull’addestramento e sulla disponibilità operativa delle Forze Armate.
La posizione di Crosetto
La prudenza del ministro della Difesa non nasce da una contrarietà alla sicurezza urbana, ma da una diversa valutazione sull’impiego dell’Esercito. Nel novembre 2025 Crosetto aveva affermato che sarebbe stato necessario aumentare gli organici delle forze di polizia per permettere ai militari di tornare al loro compito originario, cioè la difesa nazionale, l’addestramento e la preparazione alle missioni.
È importante sottolineare che, nelle ultime ore, non risulta una nuova dichiarazione diretta del ministro: il contrasto attuale ripropone una posizione espressa nei mesi scorsi e mai completamente superata. La Lega, chiedendo ora la ripresa immediata dell’esame della risoluzione, riporta quella divergenza al centro dell’agenda della maggioranza.
Il Governo ha prospettato una possibile soluzione alternativa: rafforzare progressivamente l’Arma dei Carabinieri, anche attraverso l’incremento degli organici e la possibile reintroduzione dei Carabinieri ausiliari, per affidare il controllo ordinario del territorio a personale con funzioni professionali di polizia. Nella seduta del 29 aprile, il rappresentante del Governo ha comunque riconosciuto l’importanza di “Strade Sicure” e non ha escluso un rafforzamento del dispositivo, pur indicando come obiettivo di lungo periodo il rientro dei militari nelle attività più strettamente legate alla Difesa.
Fratelli d’Italia non ha una posizione completamente uniforme
Presentare il confronto come un semplice scontro tra Lega e Fratelli d’Italia sarebbe però riduttivo. All’interno dello stesso partito della premier convivono sensibilità differenti. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, che era ministro della Difesa quando “Strade Sicure” venne avviata nel 2008, si è dichiarato favorevole non soltanto alla prosecuzione, ma anche all’ampliamento dell’operazione.
La linea di Crosetto è invece maggiormente attenta alle esigenze operative delle Forze Armate, soprattutto in una fase internazionale caratterizzata da guerre, minacce ibride, necessità di difesa aerea e nuovi impegni militari. La divisione attraversa quindi la maggioranza e, almeno in parte, anche Fratelli d’Italia.
Militari o più agenti: il vero nodo politico
Dal 2008 “Strade Sicure” ha garantito una presenza visibile presso stazioni, piazze, aeroporti, consolati e altri obiettivi sensibili. I militari operano sotto il coordinamento dei prefetti, svolgendo compiti di vigilanza e, in alcuni casi, pattugliamenti congiunti con le forze dell’ordine. La loro presenza produce un effetto di deterrenza e permette di liberare agenti di Polizia e Carabinieri da alcuni servizi fissi.
Tuttavia, un soldato non può essere considerato automaticamente sostitutivo di un agente. Il presidio militare può proteggere un luogo sensibile e intervenire di fronte a una situazione evidente, ma le attività investigative, il contrasto quotidiano alla criminalità e numerosi compiti di polizia giudiziaria richiedono competenze e poteri differenti.
Il punto centrale non dovrebbe quindi essere soltanto quanti uomini in uniforme mostrare nelle strade, ma quale modello di sicurezza costruire. Diecimila militari potrebbero rendere più visibile la presenza dello Stato, ma senza l’aumento degli organici di Polizia e Carabinieri, il potenziamento delle pattuglie, il coordinamento con le Polizie locali e investimenti in tecnologie e prevenzione, l’intervento rischierebbe di rimanere soprattutto simbolico.
La sicurezza urbana richiede certamente presidi visibili, ma anche rapidità negli interventi, capacità investigativa e conoscenza del territorio. La decisione della maggioranza dovrà quindi trovare un equilibrio tra la richiesta della Lega di estendere immediatamente “Strade Sicure” e l’esigenza indicata da Crosetto di non trasformare una misura straordinaria, nata diciotto anni fa, in una sostituzione permanente delle forze di polizia.
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Nota sull’intelligenza artificiale: articolo elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale, sulla base del confronto tra fonti giornalistiche e documenti istituzionali, e successivamente verificato e revisionato dall’autore.
Descrizione: Immagine editoriale dedicata al confronto sull’ampliamento di “Strade Sicure”: la Lega propone 10.000 militari, mentre Crosetto privilegia il rafforzamento delle forze di polizia.
Crediti: Immagine realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale.
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