Sondaggio YouTrend: il 53% vede l’Italia nella direzione sbagliata

Giorgia Meloni al centro con Antonio Tajani a sinistra e Matteo Salvini a destra in un’ambientazione istituzionale
Giorgia Meloni con Antonio Tajani e Matteo Salvini. Immagine illustrativa realizzata con intelligenza artificiale.

Il record di durata del governo Meloni non si traduce automaticamente in una promozione da parte degli italiani. Il nuovo sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24 rileva che il 53% degli intervistati pensa che il Paese stia andando nella direzione sbagliata, mentre il 31% indica quella giusta e il 16% non prende posizione. È importante precisare che la domanda riguarda il cammino complessivo dell’Italia e non coincide direttamente con un’intenzione di voto; dopo quasi quattro anni di governo, tuttavia, rappresenta inevitabilmente anche un giudizio politico sull’azione dell’esecutivo.

Pier Carlo Lava

Il confronto con le aspettative del 2022

Il sondaggio misura anche la distanza tra le promesse e le aspettative maturate all’inizio della legislatura. Il 39% degli italiani ritiene che il governo abbia lavorato peggio di quanto si aspettasse; il 26% considera i risultati in linea con le attese e soltanto l’11% li giudica migliori. Un altro 17% dichiara di non avere avuto particolari aspettative, mentre il 7% non risponde.

Il 39% non costituisce da solo la maggioranza assoluta, ma è nettamente il gruppo più numeroso. Ancora più severo è il giudizio generale sull’operato dell’esecutivo: i pareri negativi raggiungono il 59%, quelli positivi si fermano al 36% e il 5% non si esprime. Rispetto alla precedente rilevazione aumentano di un punto sia i giudizi positivi sia quelli negativi, mentre diminuiscono di due punti gli indecisi. Il quadro appare quindi sostanzialmente stabile, ma anche maggiormente polarizzato.

Le differenze generazionali sono significative. Tra i 18 e i 34 anni, il 60% ritiene che l’Italia stia procedendo nella direzione sbagliata; la quota scende al 44% fra i cittadini dai 50 ai 64 anni. Come prevedibile, pesa molto anche l’appartenenza politica: il 97% degli elettori di Fratelli d’Italia vede una direzione giusta, mentre l’88% di quelli del Partito Democratico indica quella sbagliata. Più diviso l’elettorato di Futuro Nazionale: il 57% approva la direzione intrapresa e il 41% la contesta.

Nessuno dei nove settori raggiunge la maggioranza dei consensi

La parte più significativa della rilevazione riguarda la valutazione del governo nei singoli ambiti. In nessuno dei nove settori esaminati i giudizi positivi raggiungono il 50%.

Il risultato relativamente migliore viene ottenuto sulla politica estera e sul ruolo internazionale dell’Italia, ma anche qui i giudizi positivi sono soltanto il 33%, contro il 52% di negativi e il 15% di incerti. Seguono l’immigrazione, con il 27% di valutazioni favorevoli e il 63% di contrarie, e l’economia e la crescita, dove il rapporto è del 26% contro il 63%.

Su lavoro e salari il governo raccoglie il 24% di giudizi positivi e il 65% di negativi. Sulla sicurezza, tema tradizionalmente centrale nella proposta politica del centrodestra, i favorevoli sono ancora il 24%, mentre i contrari arrivano al 68%. Anche sulla giustizia il risultato è fortemente negativo: 22% di soddisfatti e 67% di insoddisfatti.

Le bocciature più pesanti si concentrano sui problemi che incidono direttamente sulla vita quotidiana. Per la sanità i giudizi positivi si fermano al 20%, contro il 72% di negativi. Sulle tasse soltanto il 18% si dichiara soddisfatto e il 72% esprime una valutazione negativa. Il dato peggiore riguarda però energia e bollette: appena il 16% promuove l’azione dell’esecutivo, il 76% la boccia e, all’interno di quest’ultima percentuale, il 49% formula un giudizio “molto negativo”.

Guardando ai prossimi mesi, il 68% afferma di avere poca o nessuna fiducia nella capacità del governo di affrontare i prezzi dell’energia e dei carburanti; il 20% si mostra molto o abbastanza fiducioso e il 12% non risponde. Sull’immigrazione la fiducia sale leggermente, ma rimane minoritaria: il 28% pensa che il governo saprà gestire la questione, il 64% esprime poca o nessuna fiducia e l’8% è incerto.

Le difficoltà raggiungono anche gli elettori del centrodestra

Il consenso nei confronti dell’esecutivo resta molto elevato tra gli elettori di Fratelli d’Italia su immigrazione, politica estera ed economia. Le difficoltà emergono però quando si parla di portafoglio: sulle tasse i giudizi positivi fra gli elettori di FdI scendono al 57%, mentre sull’energia i negativi, al 49%, superano i positivi, fermi al 41%.

Tra gli elettori di Forza Italia, Lega e Noi Moderati prevalgono le valutazioni favorevoli su politica estera, economia, lavoro, immigrazione e sanità, ma anche in questa parte del centrodestra i pareri negativi diventano maggioritari sulle tasse, con il 57%, e sull’energia, con il 62%.

Ancora più critico è l’elettorato di Futuro Nazionale, che boccia il governo in tutti i settori tranne la politica estera, dove le due valutazioni sono quasi in equilibrio. Tra questi elettori i giudizi negativi raggiungono l’80% sulla sanità e il 65% sull’energia. YouTrend invita comunque alla prudenza nell’interpretazione di queste percentuali, perché alcune suddivisioni per partito si basano su gruppi numericamente ridotti.

Stabilità importante, ma prima vengono i risultati

La rilevazione è stata presentata nel momento in cui il governo Meloni ha superato per durata il secondo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. Per il 59% degli intervistati, tuttavia, la longevità di un governo non rappresenta di per sé un valore: ciò che conta sono i risultati ottenuti. Il 30% considera invece positivo avere un esecutivo duraturo dopo molti anni di instabilità, mentre l’11% non si pronuncia.

La stabilità viene apprezzata dal 90% degli elettori di Fratelli d’Italia. Tra quelli degli altri partiti della maggioranza le opinioni sono più distribuite: il 50% privilegia la durata e il 39% i risultati. Fra gli elettori di Futuro Nazionale prevale invece la richiesta di risultati concreti. Nel centrosinistra questa posizione raggiunge l’86% tra gli elettori del PD e il 91% tra quelli del Movimento 5 Stelle.

Bollette, sanità e redditi: le richieste per la manovra

Alla domanda su come utilizzare le risorse dell’ultima legge di Bilancio della legislatura, il 25% indica come priorità gli aiuti a famiglie e imprese per affrontare il costo delle bollette. Subito dopo viene l’aumento della spesa sanitaria, scelto dal 24%, mentre il 21% chiede una riduzione delle tasse sui redditi medi.

Più distanti risultano l’aumento delle pensioni più basse, indicato dal 9%, la riduzione del debito pubblico, all’8%, e le maggiori spese per difesa e sicurezza, ferme al 4%. Il restante 9% non esprime una preferenza. Complessivamente, il 70% concentra la propria attenzione su bollette, sanità e pressione fiscale sui redditi medi: un’indicazione molto chiara sulle preoccupazioni concrete che attraversano il Paese.

Fratelli d’Italia primo, cresce il Movimento 5 Stelle

Il malcontento rilevato nei giudizi sul governo non produce, almeno per ora, un crollo elettorale di Fratelli d’Italia. Nelle intenzioni di voto FdI rimane il primo partito con il 26,5%, in crescita di un decimo di punto rispetto alla precedente rilevazione. Il Partito Democratico sale al 22,2%, con un aumento dello 0,3, portando il distacco dal partito di Giorgia Meloni a 4,3 punti.

Il Movimento 5 Stelle raggiunge il 12,6% e guadagna 1,1 punti, registrando l’incremento più consistente del sondaggio. La principale novità riguarda però Futuro Nazionale: la formazione guidata da Roberto Vannacci sale al 7,9% e, nella fotografia offerta dalla rilevazione, supera Forza Italia, che scende al 7,1%.

Alleanza Verdi e Sinistra arretra al 5,8%, perdendo un punto, mentre la Lega scende al 4,4%, con una flessione dello 0,5. Azione sale al 3,9%, Italia Viva al 2,4%, +Europa scende all’1,6%, il Partito Liberaldemocratico si colloca all’1,3%, Ora! all’1,1% e Noi Moderati allo 0,9%. Indecisi e orientati all’astensione rappresentano il 33,6%, in diminuzione di 4,4 punti.

Il confronto tra le coalizioni

Sommando Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, gli attuali partiti di governo raggiungono il 38,9%, perdendo complessivamente 1,1 punti. Il cosiddetto Campo Largo, formato in questo calcolo da PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, arriva al 40,6% e supera quindi di 1,7 punti la maggioranza attualmente al governo.

Se al centrodestra si aggiungesse Futuro Nazionale, l’intera area raggiungerebbe però il 46,8%. Si tratta di una somma puramente politica e matematica, perché non certifica né una futura alleanza né la distribuzione dei seggi determinata dalla legge elettorale. Allo stesso modo, il dato del Campo Largo non risolve le differenze programmatiche esistenti fra i partiti che ne fanno parte.

La forza elettorale e la debolezza sui problemi quotidiani

Il sondaggio mette in evidenza un apparente paradosso. Il governo riceve valutazioni prevalentemente negative su tutti i principali settori, ma Fratelli d’Italia conserva saldamente il primo posto. Ciò significa che il giudizio sull’azione dell’esecutivo e la scelta elettorale non procedono necessariamente insieme. Un cittadino può essere insoddisfatto di alcuni risultati e, nello stesso tempo, continuare a non vedere un’alternativa politica più convincente.

La stabilità del consenso di FdI può essere spiegata anche dalla frammentazione delle opposizioni e dalla capacità di Giorgia Meloni di mantenere un rapporto diretto con il proprio elettorato. Il punto debole dell’esecutivo appare invece nella distanza tra la comunicazione politica e le condizioni materiali percepite dalle famiglie: bollette, sanità, tasse, salari e sicurezza sono proprio gli ambiti nei quali prevalgono le valutazioni più severe.

Anche il risultato di Futuro Nazionale deve essere osservato con attenzione. Il suo avanzamento, accompagnato dal calo di Forza Italia e della Lega, aumenta la pressione sull’attuale coalizione di governo. Un singolo sondaggio, però, non consente di dimostrare che vi sia stato un trasferimento diretto di voti fra queste forze. Inoltre, la distanza di appena otto decimi fra Futuro Nazionale e Forza Italia è inferiore al margine massimo d’errore della rilevazione: il sorpasso rappresenta quindi una fotografia politicamente significativa, ma dovrà essere confermato dai prossimi sondaggi.

La nota metodologica

L’indagine è stata svolta con metodo CAWI, quindi attraverso interviste online, tra il 31 agosto e il 3 settembre 2026. Il campione è composto da 800 cittadini maggiorenni residenti in Italia, selezionati per rappresentare la popolazione attraverso quote di genere ed età, stratificate per titolo di studio e ripartizione territoriale ISTAT.

YouTrend indica un margine d’errore massimo di più o meno 3,5 punti percentuali, con un intervallo di confidenza del 95%. Per questa ragione le variazioni di pochi decimi registrate dai singoli partiti devono essere considerate indicazioni di tendenza e non cambiamenti elettorali definitivamente consolidati. Un sondaggio non è un’elezione e non può prevederne con certezza il risultato, ma in questo caso restituisce un messaggio difficilmente equivocabile: la durata del governo viene riconosciuta, mentre sui risultati concreti una larga parte del Paese continua a chiedere risposte più incisive.

Roma, Italia

Le informazioni contenute nell’articolo sono state verificate attraverso il confronto tra fonti giornalistiche nazionali e locali, sulla base degli aggiornamenti disponibili al momento della pubblicazione.

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Nota: l’articolo è stato realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale nella ricerca, nell’organizzazione e nella rielaborazione delle informazioni, con supervisione e revisione finale dell’autore.

Descrizione: Immagine orizzontale di carattere illustrativo dedicata al sondaggio YouTrend per Sky TG24 sul giudizio degli italiani nei confronti del governo Meloni, con la presidente del Consiglio al centro e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini ai lati. Immagine realizzata con I.A.

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