Il nuovo anno scolastico 2026/2027 prende il via da Bolzano: nelle aule italiane cresce lo spazio riservato all’informatica, agli strumenti digitali e all’intelligenza artificiale.
Domani, lunedì 7 settembre, si riapriranno le porte delle scuole dell’Alto Adige, inaugurando il rientro progressivo sui banchi degli studenti italiani. Nell’arco di dieci giorni la campanella suonerà in tutte le regioni, fino alla Puglia, ultima a ripartire il 17 settembre. Il nuovo anno scolastico sarà caratterizzato da una presenza crescente del digitale e dell’intelligenza artificiale, ma anche da regole molto precise sull’impiego degli smartphone.
Pier Carlo Lava
A Bolzano il vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione italiana Marco Galateo e il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta saluteranno studenti e famiglie alla scuola primaria Manzoni. Nelle scuole in lingua italiana dell’Alto Adige risultano iscritti 22.080 studenti, dalla scuola dell’infanzia alla formazione professionale. L’organico comprende 3.275,75 posti equivalenti a tempo pieno, 85,25 in più rispetto allo scorso anno, mentre sono 127 i docenti neoassunti in ruolo.
Il calendario delle riaperture
Considerando il calendario ordinario di scuole primarie e secondarie, Bolzano è il primo territorio italiano a iniziare le lezioni. Esistono alcune eccezioni riguardanti l’infanzia: in Trentino le scuole dell’infanzia a calendario ordinario hanno aperto il 3 settembre, mentre in Lombardia l’avvio è fissato al 7 settembre.
Il calendario principale delle lezioni è il seguente:
- 7 settembre: Provincia autonoma di Bolzano;
- 10 settembre: Provincia autonoma di Trento, Valle d’Aosta e Veneto;
- 14 settembre: Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria;
- 15 settembre: Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana;
- 16 settembre: Abruzzo, Basilicata e Sardegna;
- 17 settembre: Puglia.
Il Piemonte, quindi, tornerà sui banchi lunedì 14 settembre. Le lezioni proseguiranno fino a giovedì 10 giugno 2027, mentre le scuole dell’infanzia potranno continuare le attività fino al 30 giugno. Il calendario regionale prevede 206 giorni negli istituti aperti anche il sabato e 173 in quelli organizzati su cinque giorni settimanali.
Le date non sono uguali in tutta Italia perché alle Regioni spetta stabilire l’inizio e la conclusione delle lezioni e le sospensioni aggiuntive. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito definisce invece le festività nazionali e il calendario degli esami. Le singole scuole possono introdurre alcuni adattamenti, nel rispetto del numero minimo di giorni di attività didattica: per questo le famiglie devono verificare anche le comunicazioni del proprio istituto.
Più informatica fin dalla scuola primaria
Una delle novità più importanti riguarda il rafforzamento delle competenze digitali. Le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo introducono gradualmente, a partire dalle nuove classi, specifici obiettivi di apprendimento dell’informatica fin dalla scuola primaria.
Non si tratta soltanto di utilizzare tablet, computer o lavagne interattive. L’obiettivo è insegnare ai bambini a comprendere la rappresentazione dei dati, il funzionamento essenziale degli strumenti digitali, il pensiero logico e computazionale e i rischi legati alla rete. La scuola dovrà quindi aiutare gli studenti a diventare utenti consapevoli, capaci di distinguere un’informazione attendibile da un contenuto manipolato.
L’intelligenza artificiale entra nella didattica
Un’attenzione particolare sarà dedicata all’intelligenza artificiale. Le linee guida ministeriali offrono alle scuole un quadro per adottare questi sistemi in maniera responsabile, tutelando equità, trasparenza, sicurezza e dati personali. L’IA potrà aiutare nella preparazione delle lezioni, nella personalizzazione dei percorsi, nell’inclusione e nel recupero delle difficoltà, ma non dovrà sostituire il docente né il ragionamento autonomo dello studente.
Proprio a Bolzano, tra le 101 proposte di aggiornamento destinate al personale scolastico, trova spazio il Piano ATHENA, dedicato all’impiego consapevole dell’intelligenza artificiale. La formazione degli insegnanti rappresenterà il passaggio decisivo: distribuire strumenti tecnologici non basta se non si insegna a utilizzarli con metodo, spirito critico e attenzione alla privacy.
Digitale sì, smartphone no
L’apertura al digitale non significa libertà indiscriminata nell’uso dei telefoni. Resta infatti in vigore il divieto di utilizzare lo smartphone durante l’orario scolastico, esteso anche agli studenti delle superiori. Il divieto vale normalmente anche per le attività didattiche, salvo le eccezioni previste dai Piani educativi individualizzati o dai Piani didattici personalizzati e altre necessità adeguatamente motivate.
Continueranno invece a essere utilizzabili, secondo la programmazione delle scuole, computer, tablet e lavagne elettroniche. La distinzione è chiara: la tecnologia deve essere uno strumento educativo controllato, non una fonte permanente di distrazione.
Docenti, sostegno e continuità didattica
Il Ministero comunica di avere completato entro il 31 agosto 37.430 immissioni in ruolo, contro le 29.685 registrate nello stesso momento dell’anno precedente. Sono stati inoltre confermati circa 56 mila supplenti di sostegno per garantire una maggiore continuità agli studenti con disabilità.
Sono numeri rilevanti, ma il ricorso ancora consistente ai contratti a tempo determinato mostra quanto il problema del precariato e della continuità didattica non possa considerarsi definitivamente risolto.
Il nuovo anno parte dunque tra tradizione e innovazione: tornano lezioni, libri, quaderni e rapporti personali, mentre aumentano informatica, piattaforme digitali e intelligenza artificiale. La vera sfida sarà trovare un equilibrio, facendo della tecnologia un mezzo per imparare meglio senza permetterle di indebolire attenzione, relazioni e capacità critica.
Italia – Bolzano – Piemonte
Ricerche effettuate con il supporto dell’intelligenza artificiale e sottoposte a revisione e verifica editoriale.
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