Sassonia-Anhalt al voto, AfD vicina alla maggioranza assoluta: la Germania davanti a un passaggio storico
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| Urne aperte in Sassonia-Anhalt per una consultazione che potrebbe modificare profondamente gli equilibri politici tedeschi. |
La Sassonia-Anhalt è chiamata oggi, 6 settembre 2026, a un voto destinato a incidere ben oltre i confini del Land orientale. L’Alternative für Deutschland potrebbe diventare non soltanto il primo partito, ma conquistare una maggioranza sufficiente per governare da sola. Sarebbe la prima volta, nella Germania del dopoguerra, che una formazione classificata dall’intelligence regionale come estremista di destra assume la guida di un governo federato.
Pier Carlo Lava
Una precisazione geografica è necessaria: la consultazione non riguarda la Sassonia, come sintetizzato in alcuni titoli italiani, ma la confinante Sassonia-Anhalt, Land di circa 2,1 milioni di abitanti con capitale Magdeburgo. Le urne resteranno aperte fino alle 18 e i risultati provvisori sono attesi nella notte o nelle prime ore di lunedì 7 settembre.
A contendersi la guida del governo regionale sono soprattutto Ulrich Siegmund, 35 anni, capolista dell’AfD, e il cristiano-democratico Sven Schulze, 47 anni, diventato ministro-presidente soltanto nel gennaio scorso dopo il ritiro di Reiner Haseloff.
I sondaggi: AfD al 42%, CDU quasi dimezzata
L’ultimo sondaggio preelettorale realizzato da Infratest dimap attribuisce all’AfD il 42% dei consensi, contro appena il 22% della CDU. Seguono Die Linke all’11%, la SPD all’8% e i Verdi al 6%. Il partito di Sahra Wagenknecht, BSW, sarebbe fermo al 4%, mentre la FDP non supererebbe il 3%.
Rispetto alle elezioni del 2021, il cambiamento sarebbe di dimensioni eccezionali. Cinque anni fa la CDU aveva conquistato il 37,1%, mentre l’AfD si era fermata poco sopra il 20%. Se i sondaggi venissero confermati, l’estrema destra raddoppierebbe i propri voti e i cristiano-democratici perderebbero circa quindici punti percentuali.
La coalizione uscente, composta da CDU, SPD e FDP, non avrebbe alcuna possibilità di conservare la maggioranza. La FDP rischia di rimanere fuori dal Parlamento regionale e CDU e SPD, sommate, raggiungerebbero appena il 30%.
Il risultato rappresenterebbe una pesante sconfitta per il cancelliere Friedrich Merz e per la strategia della CDU, fondata sulla promessa di riconquistare gli elettori passati all’AfD attraverso una linea più severa su immigrazione e sicurezza.
Perché all’AfD potrebbe bastare meno del 50%
Per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi non è indispensabile conquistare il 50% dei voti. In Sassonia-Anhalt è prevista una soglia di sbarramento del 5%: i voti assegnati ai partiti che non riescono a superarla non partecipano alla distribuzione proporzionale dei seggi.
Se BSW e FDP rimanessero fuori e anche i Verdi scendessero sotto il 5%, una percentuale attorno al 42-44% potrebbe trasformarsi in oltre la metà dei rappresentanti del nuovo Landtag. Per questo motivo l’ingresso o l’esclusione di una piccola formazione potrebbe decidere chi governerà.
Il Parlamento regionale è formato ordinariamente da 83 deputati, anche se il numero può aumentare per effetto dei mandati diretti e dei seggi compensativi. Gli elettori dispongono di due voti: il primo serve a scegliere il candidato del collegio, il secondo determina principalmente la rappresentanza proporzionale dei partiti.
I sondaggi, tuttavia, non indicano al momento una sicura maggioranza autonoma dell’AfD. Se SPD e Verdi riuscissero entrambi a entrare nel Landtag, per il partito di Siegmund sarebbe molto difficile ottenere più della metà dei seggi.
Siegmund vuole governare soltanto da solo
Ulrich Siegmund ha dichiarato di volersi candidare alla presidenza del Land esclusivamente qualora l’AfD raggiungesse la maggioranza assoluta. Non sarebbe interessato né a una coalizione né alla guida di un governo di minoranza, perché ritiene che soltanto un esecutivo monocolore possa realizzare integralmente il programma presentato agli elettori.
Le altre forze politiche hanno escluso alleanze con l’AfD. Rimane quindi in vigore il cosiddetto Brandmauer, il “muro tagliafuoco” costruito dai partiti tedeschi per impedire all’estrema destra di entrare nelle istituzioni di governo.
La forza di questa barriera, però, sarà sottoposta a una pressione senza precedenti. Un’AfD al 42%, nettamente superiore a tutti gli altri partiti, potrebbe rivendicare il diritto politico di tentare la formazione del governo. Impedirglielo sarebbe costituzionalmente possibile, ma richiederebbe accordi tra forze molto lontane fra loro e potrebbe alimentare ulteriormente la retorica dell’AfD contro quello che definisce il “cartello dei vecchi partiti”.
La CDU stretta fra AfD e sinistra
La posizione più difficile è quella della CDU. Il partito esclude qualsiasi coalizione o forma strutturata di collaborazione sia con l’AfD sia con Die Linke. I numeri, tuttavia, potrebbero non consentire la nascita di un governo maggioritario composto soltanto dalle forze centriste.
Se l’AfD non ottenesse la maggioranza assoluta, una delle poche soluzioni sarebbe un governo di minoranza guidato dalla CDU, probabilmente insieme alla SPD e forse ai Verdi, costretto però a cercare in Parlamento l’astensione o il sostegno esterno della Linke.
Sven Schulze ha ribadito di non considerare possibili coalizioni formali con AfD e Linke, ma non ha escluso con altrettanta nettezza di poter essere eletto grazie ai voti o all’astensione della sinistra. Un’ipotesi che provocherebbe forti tensioni interne alla CDU, il cui congresso ha approvato un’esplicita incompatibilità con entrambe le formazioni.
Un governo di minoranza non sarebbe comunque una novità assoluta per la regione. Tra il 1994 e il 2002 la Sassonia-Anhalt sperimentò il cosiddetto “modello di Magdeburgo”, con un esecutivo guidato dalla SPD e sostenuto esternamente dalla PDS, antenata dell’attuale Linke.
Il programma dell’AfD
La campagna elettorale dell’AfD è stata costruita soprattutto attorno all’immigrazione, all’identità nazionale, alla sicurezza, al costo dell’energia e alla critica verso il governo federale. In caso di maggioranza autonoma, il partito ha annunciato una vasta offensiva contro l’immigrazione irregolare e un programma di “remigrazione”.
Tra le altre proposte figurano la disdetta dell’accordo regionale sul servizio pubblico radiotelevisivo, il divieto delle bandiere arcobaleno nelle scuole pubbliche, la revisione dei finanziamenti destinati alle associazioni impegnate nella difesa della democrazia e un contributo per i nuovi nati riservato alle famiglie nelle quali almeno un genitore possieda la cittadinanza tedesca.
Controverso anche il progetto di rendere meno rigido l’obbligo scolastico, permettendo in alcuni casi ai genitori di istruire i figli a casa.
Il partito respinge l’etichetta di estremista e sostiene di essere vittima di una persecuzione politica. Il servizio di protezione della Costituzione della Sassonia-Anhalt considera però dal 2023 il gruppo regionale dell’AfD una formazione di estrema destra accertata, contestandogli posizioni incompatibili con la dignità umana e con alcuni principi fondamentali dell’ordinamento democratico. L’AfD ha impugnato questa classificazione e il procedimento giudiziario risulta ancora sospeso.
Un voto che può cambiare la politica tedesca
La crescita dell’AfD non può essere spiegata soltanto con l’immigrazione. Nei territori dell’ex Germania orientale pesano il declino demografico, l’invecchiamento della popolazione, la perdita di servizi, le difficoltà economiche e la sensazione, diffusa in una parte degli elettori, di non essere rappresentati adeguatamente da Berlino.
Il voto della Sassonia-Anhalt sarà osservato anche in vista delle elezioni regionali del 20 settembre in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino. Una vittoria molto ampia dell’AfD potrebbe rafforzarne la leadership nazionale e trasformare il Land in un laboratorio politico per la conquista del governo federale nel 2029.
Se l’AfD ottenesse la maggioranza dei seggi, il “muro” eretto dagli altri partiti diventerebbe inutile: Siegmund potrebbe essere eletto ministro-presidente senza alleati. Se invece si fermasse poco sotto, la Germania si troverebbe davanti a uno stallo e a trattative difficilissime.
In entrambi i casi il voto segna già una svolta. L’interrogativo non riguarda più soltanto quanto crescerà l’AfD, ma se il sistema politico tedesco riuscirà ancora a costruire maggioranze senza di essa. La risposta arriverà dalle urne della Sassonia-Anhalt, ma potrebbe cambiare gli equilibri dell’intera Germania.
Dove: Germania – Sassonia-Anhalt – Magdeburgo
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Nota: Ricerche effettuate con il supporto dell’intelligenza artificiale, sulla base del confronto tra fonti giornalistiche tedesche, italiane e internazionali, dati elettorali e informazioni istituzionali. Articolo elaborato, testo verificato e supervisionato dall’autore.
Descrizione: Immagine orizzontale fotorealistica di un seggio elettorale tedesco. In primo piano, una mano deposita una scheda in un’urna trasparente; sullo sfondo si vedono altri elettori, le cabine per il voto, la bandiera della Germania e un edificio istituzionale. Fonte: Immagine originale generata con intelligenza artificiale per Alessandria Post.
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