Sanità, nel 2050 gli over 65 saranno il 34,6%

Partecipanti all’incontro sul futuro della sanità riuniti intorno al
A Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia a Roma, la presentazione del rapporto della Fondazione PwC Italia su sanità territoriale, innovazione digitale e collaborazione tra pubblico e privato.

Agenzia DIRE

In Italia la popolazione continua a invecchiare e aumentano le persone affette da patologie croniche. Il rapporto presentato a Palazzo Farnese indica tre priorità per il futuro del Servizio sanitario nazionale: rafforzare l’assistenza territoriale, accelerare la trasformazione digitale e consolidare la collaborazione tra pubblico e privato.

Pier Carlo Lava

ROMA – Ripensare il sistema sanitario per affrontare le trasformazioni demografiche, epidemiologiche e tecnologiche in corso. È questo l’obiettivo indicato da Club Santé Italie durante l’incontro “Ripensare il futuro della salute. Collaborazione internazionale e innovazione nell’era digitale”, ospitato a Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia a Roma.

Nel corso dell’evento è stato presentato il rapporto della Fondazione PwC Italia ETS “Una nuova agenda per la salute: territori, innovazione e collaborazione”. Lo studio individua tre direttrici principali: il potenziamento della sanità territoriale, l’accelerazione della trasformazione digitale e il consolidamento della collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

Club Santé Italie è una piattaforma di confronto che riunisce l’Ambasciata di Francia in Italia, Business France e alcune delle principali aziende francesi attive nel settore sanitario italiano, dal farmaceutico ai dispositivi medici, dalla diagnostica ai servizi assistenziali e assicurativi.

Un Paese sempre più anziano

I dati demografici mostrano la portata della sfida. All’inizio del 2026 le persone di almeno 65 anni rappresentano il 25,1% della popolazione italiana; secondo lo scenario mediano elaborato dall’Istat, entro il 2050 la percentuale potrebbe raggiungere il 34,6%.

Parallelamente cresce il peso delle malattie croniche. Nel 2024 il 41,5% dei residenti in Italia ha dichiarato di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche rilevate, con un aumento di un punto percentuale rispetto al 2023.

Il rapporto segnala inoltre che, nel 2023, meno del 40% degli anziani non autosufficienti risultava raggiunto da servizi residenziali, semiresidenziali o domiciliari. Numeri che evidenziano la necessità di rafforzare l’assistenza di prossimità e costruire percorsi capaci di accompagnare le persone nel tempo.

«Francia e Italia condividono la stessa ambizione: costruire sistemi sanitari innovativi, sostenibili e capaci di rispondere alle sfide del futuro», ha dichiarato Anne-Marie Descôtes, Ambasciatrice di Francia in Italia.

Secondo l’ambasciatrice, il confronto continuo tra istituzioni e imprese rappresenta una condizione indispensabile per trasformare l’innovazione scientifica in benefici concreti per i pazienti. Il dialogo promosso dal Club Santé Italie sarebbe diventato negli anni uno spazio privilegiato di cooperazione tra i due Paesi.

«Nell’ambito del Trattato del Quirinale e nel solco del recente Vertice intergovernativo di Antibes, Francia e Italia intendono rafforzare la loro collaborazione nei settori della salute, della sovranità industriale e dell’innovazione terapeutica, al servizio non soltanto dei nostri cittadini, ma di tutti i cittadini europei», ha aggiunto Descôtes.

Dalla cura dell’emergenza all’assistenza continuativa

Lo studio sottolinea la necessità di superare un modello prevalentemente concentrato sulla gestione dell’episodio acuto. L’obiettivo è sviluppare percorsi assistenziali continuativi e integrati, dalla prevenzione alla gestione delle cronicità, fino al monitoraggio e al successivo controllo delle condizioni di salute.

Ospedali, assistenza primaria, cure domiciliari, servizi sociosanitari e strutture intermedie dovrebbero quindi essere collegati all’interno di un’unica rete, capace di garantire continuità assistenziale e una maggiore vicinanza ai bisogni delle persone.

La seconda direttrice riguarda l’innovazione e la trasformazione digitale. Intelligenza artificiale, telemedicina, interoperabilità dei sistemi e valorizzazione dei dati sanitari possono contribuire a migliorare la prevenzione, l’efficienza e la personalizzazione delle cure. L’introduzione di nuove tecnologie, tuttavia, deve essere accompagnata da un cambiamento dei modelli organizzativi, delle competenze professionali e dei processi decisionali.

«Le aziende francesi della salute sono una ricchezza per la Nazione in termini di impatto economico e capacità di innovazione», ha affermato Marcello Cattani, presidente di Club Santé Italie e presidente di Sanofi Italia.

«Le sfide demografiche e sanitarie che ci attendono richiedono un ammodernamento del nostro Servizio sanitario nazionale, che renda l’Italia più attrattiva e capace di competere su scala globale, anche grazie a una collaborazione strutturata e concreta tra aziende e istituzioni, basata sulle evidenze», ha proseguito Cattani.

Il rapporto, ha spiegato, è stato messo a disposizione delle istituzioni e dei decisori pubblici per favorire un dialogo informato e una collaborazione costruttiva. «Il nostro obiettivo comune è garantire a tutti i cittadini un accesso equo e veloce alle prestazioni sanitarie e alle soluzioni terapeutiche più innovative, facendo della collaborazione tra pubblico e privato uno dei pilastri del sistema salute del futuro».

Collaborazione, ricerca e innovazione

Il terzo asse individuato dal rapporto riguarda la collaborazione tra gli attori dell’ecosistema sanitario. Secondo i dati raccolti tra le aziende aderenti a Club Santé Italie, quasi l’80% ha collaborato nell’ultimo anno con università o centri di ricerca, mentre circa due terzi hanno aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo.

«Le evidenze raccolte mostrano come le principali sfide che attendono il sistema sanitario italiano abbiano una natura strutturale e richiedano una visione di lungo periodo», ha commentato Andrea Fortuna, Partner PwC Italia e Healthcare, Pharma & Life Sciences Leader.

«L’invecchiamento della popolazione, la crescita delle cronicità e l’evoluzione tecnologica rendono necessario ripensare modelli organizzativi, percorsi assistenziali e modalità di collaborazione tra tutti gli attori dell’ecosistema salute. In questo scenario, territorialità, innovazione e collaborazione rappresentano tre dimensioni strettamente connesse sulle quali costruire la sostenibilità futura del sistema sanitario».

La ricerca, presentata dagli organizzatori come indipendente, è stata realizzata con il sostegno di Air Liquide Healthcare, Danone Nutricia Italia, Groupama, Groupe Colisée, Groupe Lepine, Guerbet, Ipsen, Korian Clariane, Laboratoires Boiron, Opella Italie, Pierre Fabre Italia, Relyens, Sanofi, Servier Italia e Thea Farma.

L’invecchiamento della popolazione e la diffusione delle patologie croniche impongono dunque un cambiamento strutturale: il futuro della sanità dipenderà dalla capacità di integrare ospedale e territorio, utilizzare responsabilmente le tecnologie digitali e assicurare a ogni cittadino un accesso tempestivo ed equo alle cure.

Luogo: Roma, Palazzo Farnese – Lazio, Italia

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