| Il sindaco Giorgio Abonante e il consigliere Davide Buzzi Langhi durante una ricostruzione illustrativa del confronto sui lavori per la messa in sicurezza del Rio Lovassina. |
Il Consiglio comunale di Alessandria del 1º settembre avrebbe dovuto rappresentare un passaggio importante verso la realizzazione del secondo lotto degli interventi contro gli allagamenti provocati dal Rio Lovassina. La seduta si è invece trasformata in un duro scontro tra il sindaco Giorgio Abonante e il consigliere di Forza Italia Davide Buzzi Langhi, facendo passare in secondo piano un’opera attesa da anni dagli abitanti e dalle attività economiche di Spinetta Marengo. Il fatto più paradossale è che, dopo le accuse reciproche e i toni sopra le righe, la variante urbanistica necessaria per procedere con i lavori sia stata approvata all’unanimità.
Pier Carlo Lava
Il secondo lotto e la vasca di laminazione
Al centro della discussione c’era la variante semplificata collegata al secondo lotto del progetto di regimazione idraulica del Rio Lovassina. L’intervento prevede la realizzazione di una vasca di laminazione a monte di Litta Parodi, nel territorio di Frugarolo, concepita per trattenere temporaneamente una parte dell’acqua durante le precipitazioni più intense e ridurre il rischio di tracimazione in via Genova, a Spinetta Marengo.
Il problema è concreto e conosciuto da tempo. Le esondazioni del rio hanno ripetutamente interessato abitazioni, attività produttive e commerciali, causando danni e preoccupazione fra i residenti. Non si tratta quindi di una disputa astratta fra partiti, ma di una questione che riguarda direttamente la sicurezza delle persone e del territorio.
La storia amministrativa dell’opera è complessa. Il progetto complessivo, inizialmente stimato in circa 15,3 milioni di euro, comprende casse di laminazione, uno scolmatore e interventi diretti sul corso d’acqua. La Regione Piemonte lo indicò come prioritario e nel 2021 furono rese disponibili le risorse per la sua realizzazione, subordinatamente al completamento delle fasi progettuali e autorizzative. Il primo lotto, relativo al tratto intubato nell’abitato di Spinetta, è stato realizzato; gli interventi successivi hanno richiesto una revisione del progetto e la sua articolazione in diversi lotti.
Le accuse di Buzzi Langhi
Davide Buzzi Langhi ha sostenuto che, dopo l’arrivo dei finanziamenti nel 2021 e il completamento del primo lotto, le procedure successive sarebbero avanzate con una lentezza eccessiva. Secondo il consigliere di Forza Italia, dei circa 14 milioni rimasti per gli altri interventi non sarebbe stato ancora speso nulla e sarebbero trascorsi quattro anni e mezzo senza risultati concreti.
L’esponente dell’opposizione ha inoltre invitato il sindaco a sviluppare un rapporto più diretto con la Regione Piemonte per superare eventuali difficoltà procedurali. Durante il confronto ha anche richiamato la vicenda del contributo regionale per la tappa del Giro d’Italia, che il Comune non avrebbe richiesto entro i termini previsti. Quest’ultimo riferimento, estraneo al merito della variante sul Lovassina, ha contribuito ad alzare ulteriormente la temperatura politica della seduta.
La contestazione sui tempi non nasce comunque soltanto nel Consiglio comunale di settembre. Già nel 2024 Buzzi Langhi aveva presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per conoscere lo stato dell’intervento. Nella risposta, la Regione aveva ricordato che il Comune aveva rivisto il progetto e proposto una suddivisione in lotti, operazione che richiedeva anche una modifica del precedente decreto ministeriale di finanziamento e ulteriori passaggi documentali e autorizzativi.
La replica di Abonante
Il sindaco Giorgio Abonante ha riconosciuto l’esistenza di un “ritardo evidentissimo”, facendo riferimento ai tempi trascorsi dalla prima riunione della Conferenza dei servizi del 24 gennaio 2025. Ha però precisato che la Regione aveva richiesto alcuni approfondimenti tecnici e che tali verifiche non potevano essere considerate inutili o come una semplice perdita di tempo.
Abonante ha respinto con decisione l’accusa secondo la quale sarebbero stati persi quattro anni e mezzo, definendola falsa. Ha inoltre rivendicato la continuità del lavoro svolto dalla sua amministrazione rispetto alle precedenti Giunte guidate da Rita Rossa e Gianfranco Cuttica di Revigliasco, ricordando il collaudo del primo lotto, la progettazione del secondo, il percorso autorizzativo e la preparazione dei successivi interventi.
In un video pubblicato dopo il Consiglio, il primo cittadino ha sostenuto che il Comune non avrebbe perso tempo e ha indicato come obiettivo l’avvio dei lavori della vasca di laminazione entro la fine del 2026, con la conclusione prevista fra la primavera e l’estate del 2027. Ha anche ricordato che la completa messa in sicurezza di Spinetta potrà essere raggiunta solamente dopo la realizzazione degli ulteriori lotti previsti.
Le parole che non dovevano essere pronunciate
Il confronto è degenerato quando Abonante, rivolgendosi direttamente a Buzzi Langhi, gli ha domandato: «Sono io che mi esprimo male o sei tu che sei totalmente analfabeta?» Il sindaco ha inoltre contestato al consigliere di non essere presente a Spinetta durante le esondazioni, rivendicando invece la propria presenza sul posto per incontrare i cittadini. Il presidente del Consiglio comunale Diego Malagrino è dovuto intervenire più volte per tentare di riportare la discussione entro limiti accettabili.
Su questo punto il giudizio può essere netto senza diventare fazioso: un sindaco non dovrebbe rivolgersi a un consigliere comunale con un insulto personale, indipendentemente dalla durezza delle critiche ricevute. Il primo cittadino rappresenta l’intera comunità e, proprio per il ruolo che ricopre, ha una responsabilità istituzionale superiore nella gestione del confronto.
Definire falsa un’affermazione dell’opposizione è legittimo. Contestare dati, ricostruzioni e responsabilità fa parte del dibattito democratico. Definire “analfabeta” l’interlocutore, invece, non rafforza gli argomenti e non chiarisce ai cittadini quale sia la reale situazione dei lavori. Al contrario, sposta l’attenzione dal merito alla polemica personale.
Questo non significa che l’opposizione sia esente da responsabilità. Dire che il Comune avrebbe perso quattro anni e mezzo richiede una ricostruzione documentale precisa, perché nel frattempo si sono svolti passaggi progettuali, ambientali, urbanistici e autorizzativi. Allo stesso modo, accusare l’amministrazione di rischiare di danneggiare il Comune e introdurre nel dibattito la vicenda del Giro d’Italia ha avuto un evidente effetto provocatorio.
La provocazione politica, tuttavia, non giustifica l’insulto. Il compito di chi governa è rispondere con documenti, cronologie e risultati, non con giudizi personali.
Quattro anni persi oppure procedure inevitabili?
La contrapposizione fra le due versioni non può essere risolta con uno slogan. La documentazione disponibile dimostra che le procedure sono effettivamente proseguite, ma anche che i tempi sono stati lunghi. La revisione del progetto, la suddivisione degli interventi, le valutazioni ambientali, le richieste della Regione e la variante urbanistica rappresentano attività reali; non consentono quindi di affermare che non sia stato fatto assolutamente nulla.
Nello stesso tempo, per gli abitanti che continuano a vedere via Genova allagarsi, la distinzione fra responsabilità comunali, regionali e ministeriali conta relativamente. Dopo anni dall’assegnazione delle risorse, la principale opera successiva al primo lotto non è ancora stata costruita. Dal punto di vista dei cittadini, il ritardo esiste, anche se attribuirlo interamente a un solo ente sarebbe probabilmente una semplificazione.
La maggioranza dovrebbe pubblicare una cronologia completa, indicando per ogni passaggio la data di trasmissione dei documenti, le richieste ricevute, i tempi impiegati dal Comune per rispondere e quelli utilizzati dagli altri enti. L’opposizione, a sua volta, dovrebbe dimostrare quali procedure avrebbero potuto essere concluse più rapidamente e con quali atti concreti.
Solo in questo modo sarebbe possibile passare dalle accuse alla verifica dei fatti.
Il voto unanime dimostra che l’obiettivo è condiviso
Nonostante lo scontro, la variante è stata infine approvata all’unanimità. Questo elemento è politicamente importante: maggioranza e opposizione, al momento della decisione, hanno riconosciuto la necessità di procedere con il secondo lotto.
Proprio per questo la degenerazione verbale appare ancora più inutile. Non esisteva una contrapposizione sull’opportunità di realizzare la vasca di laminazione, ma sulle responsabilità dei ritardi e sulla rappresentazione del lavoro svolto. Un confronto anche molto severo avrebbe potuto produrre una richiesta condivisa di accelerazione, un calendario pubblico degli interventi e un sistema periodico di aggiornamento rivolto ai residenti.
È invece prevalsa, almeno per una parte della seduta, la logica dello scontro personale.
La mia considerazione
A mio parere, Buzzi Langhi ha posto una questione politica legittima: dopo anni di finanziamenti, passaggi amministrativi e nuovi allagamenti, è doveroso chiedere quando le opere saranno realmente completate. Tuttavia, la sua ricostruzione appare troppo categorica quando presenta l’intero periodo trascorso come tempo completamente perduto, senza distinguere fra eventuali inefficienze e procedure tecniche necessarie.
Abonante ha fornito elementi utili per comprendere la complessità dell’iter e ha indicato una scadenza verificabile per il secondo lotto. Ma ha sbagliato gravemente il linguaggio. Un sindaco può e deve difendere il lavoro della propria amministrazione, anche con fermezza; non dovrebbe però trasformare una contestazione politica in un attacco alla persona.
Ora la questione essenziale non è stabilire chi abbia vinto il duello verbale. Bisogna verificare se il cantiere partirà davvero entro la fine del 2026 e se la vasca sarà completata entro la primavera o l’estate del 2027. Queste date costituiscono un impegno politico pubblico e dovranno essere controllate.
Spinetta Marengo non ha bisogno di una gara fra accuse, ma di opere concluse, informazioni trasparenti e collaborazione istituzionale. Se Comune, Regione, maggioranza e opposizione continueranno a utilizzare il Rio Lovassina come terreno di scontro, a perdere saranno ancora una volta i cittadini esposti agli allagamenti.
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Alessandria – Spinetta Marengo, Piemonte, Italia
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Nota: Articolo e considerazioni di Pier Carlo Lava, ricerche con il supporto dell’intelligenza artificiale attraverso il confronto tra fonti locali e documenti istituzionali e la successiva revisione dei contenuti a cura dell'autore.
Descrizione: Immagine fotorealistica ambientata nell’aula del Consiglio comunale di Alessandria, dedicata allo scontro politico tra Giorgio Abonante e Davide Buzzi Langhi sui tempi degli interventi contro gli allagamenti a Spinetta Marengo. Crediti immagine: Elaborazione grafica realizzata con intelligenza artificiale per Alessandria Post. L’immagine costituisce una ricostruzione illustrativa e non documenta direttamente la seduta consiliare del 1º settembre 2026.
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