Raffaele Costa, funerali di Stato a Mondovì: il Piemonte saluta uno dei protagonisti della politica liberale
| Raffaele Costa, ex ministro e storico esponente liberale piemontese, ricordato a Mondovì con le esequie di Stato. |
Mondovì saluta oggi Raffaele Costa con gli onori riservati alle grandi personalità della Repubblica. Le esequie di Stato dell’ex ministro si svolgeranno lunedì 14 settembre alle ore 15 nella Cattedrale di San Donato, nel rione Piazza. Un riconoscimento istituzionale che restituisce la dimensione nazionale di una figura profondamente legata al Piemonte e, in particolare, alla provincia di Cuneo.
Pier Carlo Lava
La decisione di celebrare i funerali di Stato conferisce alla cerimonia un significato che va oltre il cordoglio della comunità monregalese. Costa, morto l’11 settembre pochi giorni dopo aver compiuto novant’anni, ha attraversato per circa mezzo secolo la vita politica italiana, ricoprendo incarichi parlamentari, ministeriali, europei e amministrativi.
La salma giungerà nella Cattedrale di San Donato dalla casa di riposo “Sacra Famiglia”, dove l’ex ministro era ospite. Per l’intera giornata il Comune di Mondovì ha proclamato il lutto cittadino, ricordando ufficialmente il suo percorso: deputato dal 1976 al 2006, ministro tra il 1992 e il 1995, europarlamentare dal 1999 al 2004, presidente della Provincia di Cuneo dal 2004 al 2009 e, per un breve periodo, consigliere regionale del Piemonte.
Dalla sua Mondovì al Parlamento
Nato a Mondovì l’8 settembre 1936, laureato in Giurisprudenza e Scienze politiche, avvocato e giornalista, Raffaele Costa iniziò giovanissimo il proprio impegno pubblico. Nel 1960, a soli ventiquattro anni, entrò nel Consiglio comunale della sua città. Sedici anni dopo venne eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nelle file del Partito Liberale Italiano.
A Montecitorio rimase per otto legislature, dalla settima alla quattordicesima, concludendo il mandato parlamentare nell’aprile 2006. La documentazione della Camera conferma un’esperienza trentennale che lo portò a occuparsi, tra gli altri ambiti, di politica estera, affari comunitari e questioni sociali.
Costa fu uno degli ultimi rappresentanti di primo piano della tradizione liberale italiana e l’ultimo segretario nazionale del PLI prima dello scioglimento del partito nel 1994. Successivamente proseguì la propria attività nel centrodestra e in Forza Italia, senza abbandonare alcuni elementi distintivi della sua cultura politica: la centralità dell’individuo, il rigore nella gestione delle risorse pubbliche, la riduzione della burocrazia e la responsabilità delle istituzioni nei confronti dei cittadini.
Ministro e protagonista della lotta agli sprechi
Nel corso della sua lunga carriera Raffaele Costa ricoprì numerosi incarichi di sottosegretario e fu chiamato più volte al Governo. Si occupò di Politiche comunitarie, Affari regionali, Trasporti e Sanità, lavorando negli esecutivi guidati da Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi e Silvio Berlusconi.
Particolarmente ricordata rimane la sua esperienza come ministro della Sanità. Costa divenne noto per le visite improvvise negli ospedali, organizzate per verificare personalmente le condizioni dei reparti, le liste d’attesa, i disservizi e l’impiego delle risorse pubbliche. Quei controlli contribuirono a costruire l’immagine di un ministro poco incline a limitarsi alle relazioni degli uffici e interessato a osservare direttamente il funzionamento delle strutture.
La lotta agli sprechi e alle inefficienze accompagnò gran parte della sua attività politica e giornalistica. Nel 1971 aveva fondato il periodico “Il Duemila”, attraverso il quale promosse numerose campagne contro privilegi, eccessi burocratici e cattiva amministrazione. Temi che, a distanza di decenni, conservano una forte attualità.
Il ritorno alla Granda
Nonostante gli incarichi nazionali ed europei, Raffaele Costa mantenne un rapporto costante con Mondovì e la provincia di Cuneo. Dal 1999 al 2004 sedette al Parlamento europeo; nel 2004 venne eletto presidente della Provincia di Cuneo, incarico mantenuto fino al 2009.
Durante la presidenza provinciale dedicò particolare attenzione alla sicurezza stradale, alle infrastrutture, ai servizi sanitari e al rapporto diretto con le comunità locali. Il nuovo ospedale e la tangenziale di Mondovì sono ricordati sul territorio tra le opere alle quali legò maggiormente il proprio impegno.
Il suo modo di intendere la politica era fondato sulla presenza personale, sull’ascolto e sulla ricerca di risposte concrete. Anche gli avversari gli hanno spesso riconosciuto preparazione, sobrietà istituzionale e capacità di mantenere il confronto entro i confini del rispetto reciproco.
Un ultimo saluto che appartiene al Piemonte e all’Italia
Con le esequie nella Cattedrale di San Donato, Mondovì saluta non soltanto un proprio cittadino illustre, ma un uomo che ha rappresentato il Piemonte nelle principali istituzioni della Repubblica e in Europa.
I funerali di Stato riconoscono il valore di una lunga esperienza pubblica, mentre il lutto cittadino testimonia il legame mai interrotto con la comunità monregalese. Raffaele Costa lascia l’immagine di un liberale concreto, talvolta controcorrente, attento agli sprechi e convinto che la politica dovesse rispondere direttamente ai cittadini.
La sua scomparsa chiude una pagina importante della storia politica piemontese e italiana: quella di una generazione capace di partire dal proprio territorio, raggiungere le più alte responsabilità istituzionali e continuare, anche dopo molti anni trascorsi a Roma e a Bruxelles, a considerare la propria terra il principale punto di riferimento.
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Geolocalizzazione: Mondovì, provincia di Cuneo, Piemonte, Italia.
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Fonti: Comune di Mondovì, Camera dei deputati, Consiglio regionale del Piemonte, Parlamento europeo, Rai News e organi d’informazione locali.
Nota: Ricerche effettuate con il supporto dell’intelligenza artificiale, sulla base di fonti istituzionali e locali, e sottoposte a verifica e revisione editoriale.
Descrizione: Ricostruzione editoriale di Raffaele Costa realizzata sulla base di una fotografia di riferimento. Sullo sfondo un’ambientazione ispirata a Mondovì e i colori della bandiera italiana.
Immagine editoriale realizzata con intelligenza artificiale, sulla base di una fotografia di riferimento.
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