PROLOGO DI UN SILENZIO (145) PIPPO BUNORROTRI di Giuseppina De Biase

PROLOGO DI UN SILENZIO (145)
Pippo Bunorrotri

Per dare vita alla Poesia “Prologo di un silenzio (145)” di Pippo Bunorrotri, serve un cammino condiviso, un cerchio invisibile che si compie solo attraverso tre sguardi.
All’inizio di tutto c’è il Poeta. Bunorrotri dà una forma al vuoto per parlarci del peso di un addio. Ci dice che in quel momento il tempo si frantuma in “secondi spezzati” che durano un’eternità. Il suo desiderio è di trovare parole eterne per colmare il distacco ma sceglie di fermarsi. Il Poeta fa un passo indietro e affida tutto il dolore del mondo al “lungo silenzio di una lacrima”.
Poi, in punta di piedi, arrivo IO. Il mio compito è solo quello di accendere la luce. Come chi entra in una stanza buia prima dell’ospite, mi limito a premere l’interruttore. Non spiego e non aggiungo nulla alla bellezza della sua poesia, dirado solo la nebbia attorno ai suoi versi e poso una candela per dare calore a questo spazio.
Ma quella luce resterebbe solitaria se non ci fossi TU, il lettore. Entrando in questa stanza illuminata, tu ne diventi l’abitante.
Accogliendo i versi tra le tue mani, vi proietti i tuoi addii personali, le tue ferite e le tue speranze. È qui che accade la magia: la poesia si spoglia del nome di chi l’ha scritta per vestirsi della tua vita. Con la tua sensibilità, tu prendi quel frammento e lo rendi eterno e universale.
La luce ora è accesa
Entra e lasciati attraversare da questi versi.

Giuseppina De Biase

Para dar vida a la Poesía “Prólogo de un silencio (145)” de Pippo Bunorrotri, se necesita un camino compartido, un círculo invisible que solo se completa a través de tres miradas.
Al principio de todo está el Poeta. Bunorrotri da forma al vacío para hablarnos del peso de un adiós. Nos dice que, en ese momento, el tiempo se desmorona en segundos rotos que duran una eternidad. Su deseo es encontrar palabras eternas para colmar la distancia, pero elige detenerse. El Poeta da un paso atrás y confía todo el dolor del mundo al largo silencio de una lágrima.
Luego, de puntillas, llego YO. Mi tarea es solo encender la luz. Como quien entra en una habitación oscura antes que el huésped, me limito a pulsar el interruptor. No explico ni añado nada a la belleza de su poesía, solo disipo la niebla alrededor de sus versos y coloco una vela para dar calor a este espacio. Pero esa luz se quedaría solitaria si no estuvieras TÚ, el lector.
Al entrar en esta habitación iluminada, te conviertes en su habitante. Acogiendo los versos entre tus manos, proyectas en ellos tus adioses personales, tus heridas y tus esperanzas. Es aquí donde ocurre la magia: la poesía se despoja del nombre de quien la escribió para vestirse con tu vida. Con tu sensibilidad, tomas ese fragmento y lo vuelves eterno e universal.
La luz ya está encendida. Entra y déjate atravesar por estos versos.

Giuseppina De Biase

PROLOGO DE UN SILENCIO
(145)

En estos cortos minutos

de entrecortados segundos

concluyentes del adiós

que se prolonga

en la eternidad,

me hubiera gustado

escribir

esas palabras

que se quedan

en el largo silencio

de una lagrima.

POEMARIO PROLOGO DE UN SILENCIO

Pippo Bunorrotri.

PROLOGO DI UN SILENZIO (145)

In questi pochi minuti

di secondi spezzati

conclusivi dell’addio

che dura

nell’eternità,

Mi sarebbe piaciuto

scrivere

quelle parole

che restano

nel lungo silenzio

di una lacrima.

RACCOLTA DI POESIE: PROLOGO A UN SILENZIO

Pippo Bunorrotri

pippobunorrotri.com


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