Programmi universitari erogati in inglese nei paesi non anglofoni registra una crescita del 48%, secondo una nuova guida
- Secondo Universitaly, in Italia sono attivi circa 1.294 corsi universitari erogati interamente in lingua inglese.
- Il British Council presenta ‘The future of English in universities worldwide’, un rapporto che illustra le tendenze globali e le raccomandazioni per il mercato dell’inglese come lingua di insegnamento (EMI). Il rapporto mostra che Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Canada stanno cedendo terreno ai paesi emergenti, poiché gli studenti danno sempre più priorità alla stabilità geopolitica e all’occupabilità attraverso programmi di formazione professionale e tecnica flessibili. La guida sottolinea inoltre la necessità di evolvere le modalità di valutazione della conoscenza dell’inglese degli studenti per l’accesso a questi programmi, tenendo conto della realtà multilingue delle aule odierne.
Roma, 3 settembre 2026. Dal 2019, il numero di corsi di studio in lingua inglese nelle destinazioni di studio emergenti (al di fuori di Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Canada) è cresciuto del 48%. Lo evidenzia una guida pubblicata dal British Council, l’organizzazione internazionale del Regno Unito per le relazioni culturali e le opportunità educative. Solo in Italia, secondo Universitaly, sono circa 1.294 i corsi universitari interamente erogati in inglese.
‘The future of English in universities worldwide’ riunisce ricerche e approfondimenti da tutto il mondo per offrire un quadro del panorama globale dell’istruzione superiore, che sta diventando sempre più competitivo, a causa delle dinamiche geopolitiche che stanno ridefinendo il modo in cui i giovani percepiscono la stabilità e l’attrattiva delle diverse destinazioni di studio.
Secondo una ricerca del British Council citata nella guida, le giovani generazioni attribuiscono sempre più valore alla stabilità e alle opportunità rispetto al prestigio tradizionalmente associato alle destinazioni di studio occidentali. Di conseguenza, gli studenti valutano le proprie opzioni di studio in modo più flessibile, scegliendo tra un numero crescente di centri globali al di là dei “quattro grandi” (Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Canada), che continuano a essere leader nell’offerta di corsi universitari in lingua inglese in termini di volume complessivo.
L’Italia è una di queste destinazioni di studio: «Negli ultimi anni accademici, le iscrizioni ai programmi di istruzione transnazionale britannica (UK Transnational Education) nel Paese sono aumentate del 22%. A ciò si aggiunge il nostro forte impegno nel rafforzare le collaborazioni accademiche esistenti tra Regno Unito e Italia e nel promuoverne di nuove», afferma Filomena Casamassa, Education Manager del British Council Italia.
Oltre a questa analisi del mercato dell’inglese come lingua di insegnamento (EMI), la guida del British Council individua anche le tendenze globali e offre raccomandazioni per aiutare gli operatori dell’istruzione superiore ad allineare l’offerta dei propri istituti alle esigenze in continua evoluzione degli studenti di oggi.
Le cinque tendenze globali per l’istruzione superiore
- Il costo non è più il principale fattore decisionale. I dati raccolti per la guida suggeriscono che gli studenti internazionali, nella scelta della destinazione in cui studuare, danno priorità a una combinazione di prestigio accademico, affinità culturale e prospettive di carriera. Sebbene il costo rimanga un fattore importante, i fornitori di corsi in inglese (EMI) devono competere anche in termini di allineamento delle competenze e accessibilità geografica. Questo sta creando nuove opportunità per i paesi di destinazione non tradizionali, soprattutto alla luce delle restrizioni all’immigrazione introdotte negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito.
- Forte crescita nelle discipline professionali, tecniche e applicate. Secondo il rapporto del British Council e di Studyportals incluso nella guida, le discipline umanistiche hanno registrato la maggiore crescita percentuale nei corsi di laurea triennale in inglese tra il 2019 e il 2024, pari all’80%. Tuttavia, il cambiamento più significativo si è verificato nell’ampiezza e nel volume delle discipline professionali, in particolare a livello post-laurea. Materie come informatica e tecnologie dell’informazione, studi ambientali, medicina e sanità hanno tutte registrato una forte crescita. A differenza delle discipline più teoriche, questi ambiti applicativi vengono sempre più spesso insegnati in inglese per allinearsi agli standard professionali internazionali e rispondere alle esigenze del mercato del lavoro globale.
- Una valutazione e una garanzia di qualità dell’inglese di alto livello sono essenziali. Gli istituti emergenti devono assicurarsi che la rapida espansione dei programmi in lingua inglese nelle discipline più richieste non comprometta gli standard accademici. Se gli istituti non investono nella preparazione del personale e non mantengono un’offerta formativa equilibrata, rischiano un calo della qualità accademica a lungo termine. Per mantenere elevati gli standard, le università necessitano anche di metodi più efficaci per valutare la competenza linguistica in inglese degli studenti, poiché i tradizionali test di ammissione devono evolversi per misurare le competenze linguistiche specialistiche richieste nelle moderne discipline tecniche e professionali.
- Abbracciare la realtà multilingue della classe. Gli educatori non considerano più l’inglese come lingua di insegnamento (EMI) come un approccio “solo inglese”, ma piuttosto come parte di un’esperienza di apprendimento plurilingue. Governi e università stanno adottando politiche linguistiche più flessibili e integrando l’inglese nelle strategie educative nazionali per aiutare gli studenti a interagire con il mondo esterno, continuando al contempo a valorizzare e utilizzare le proprie lingue locali. Questo cambiamento richiede una valutazione linguistica più sofisticata e una collaborazione più stretta tra i responsabili dell’istruzione e i fornitori di corsi di lingua.
- Decisioni basate su dati concreti. Con la continua crescita del numero di programmi in lingua inglese, i responsabili dell’istruzione devono prendere decisioni informate, basate su dati solidi e sulle esigenze degli studenti. Ciò include la comprensione di come gli sviluppi politici, come le modifiche alle politiche sui visti o sull’immigrazione in altri Paesi, possano influenzare la mobilità studentesca e di come i programmi possano essere adattati per soddisfare le competenze necessarie agli studenti per le future carriere. Per rimanere competitivi, i responsabili dell’istruzione devono allineare i loro programmi in lingua inglese alle priorità economiche nazionali.
Informazioni sul The Future of English- British Council
Come sta cambiando l’inglese e cosa significa questo per l’insegnamento e la valutazione? La nuova piattaforma del British Council, guidata da esperti del settore, riunisce ricerche, approfondimenti e spunti concreti per aiutare gli specialisti a comprendere il futuro dell’apprendimento della lingua inglese, della comunicazione e della connessione globale. È uno spazio per esplorare idee, rimanere informati e partecipare al dibattito.
Informazioni sul British Council
Il British Council è l’organizzazione internazionale del Regno Unito per le relazioni culturali e le opportunità educative. È stato fondato nel Regno Unito nel 1934 e in Italia nel 1945. Sosteniamo la pace e la prosperità costruendo connessioni, comprensione e fiducia tra le persone nel Regno Unito e nei paesi di tutto il mondo. Lo facciamo attraverso il nostro lavoro nel campo delle arti e della cultura, dell’istruzione e della lingua inglese. Collaboriamo con persone in oltre 150 paesi e raggiungiamo oltre 700 milioni di persone. Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.britishcouncil.org.
Sergio Batildi
“Immagine realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a esclusivo scopo illustrativo. Non rappresenta necessariamente persone, luoghi o fatti reali.”
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