Predosa, sfondano una portafinestra e occupano la casa di due anziani: arrestati

Automobile di servizio e militare dei Carabinieri nei pressi del cartello stradale di Predosa
I Carabinieri sono intervenuti a Predosa dopo l’occupazione abusiva della casa di campagna appartenente a una coppia di anziani. Due trentenni sono stati arrestati e l’abitazione è stata restituita ai proprietari.

Due trentenni si sarebbero introdotti abusivamente nella casa di campagna appartenente a una coppia di anziani, approfittando della loro assenza durante il fine settimana. Dopo avere forzato una portafinestra, avrebbero persino sostituito la serratura dell’ingresso principale per impedire ai proprietari di rientrare nell’abitazione. L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Capriata d’Orba ha consentito di liberare l’immobile e restituirlo ai legittimi proprietari.

Pier Carlo Lava

La casa occupata durante l’assenza dei proprietari

L’episodio è avvenuto nelle campagne della Valle Orba, nel territorio di Predosa. Secondo la ricostruzione fornita dai Carabinieri, i due trentenni, di fatto senza fissa dimora e già conosciuti dalle forze dell’ordine per precedenti collegati agli stupefacenti, avrebbero individuato come obiettivo una casa di campagna abitualmente utilizzata da due persone anziane.

Approfittando dell’assenza dei proprietari nel corso del fine settimana, i due avrebbero sfondato una portafinestra e sarebbero entrati nell’abitazione, insediandosi al suo interno senza alcuna autorizzazione.

Non si sarebbero limitati a occupare l’immobile. Per impedire ai proprietari di accedere alla loro casa, avrebbero sostituito anche la serratura della porta principale. In questo modo potevano uscire e rientrare liberamente, mantenendo il controllo dell’edificio.

La scoperta e la denuncia ai Carabinieri

Quando i due anziani hanno scoperto quanto accaduto, si sono rivolti ai Carabinieri della Stazione di Capriata d’Orba, presentando una denuncia e chiedendo l’intervento dell’Arma.

I militari hanno quindi raggiunto la casa di campagna e hanno accertato la presenza dei due occupanti, che si trovavano barricati all’interno. La situazione appariva particolarmente delicata a causa dei danni provocati per entrare nell’abitazione, della sostituzione dei sistemi di chiusura e dell’impossibilità, per i legittimi proprietari, di recuperare il possesso del proprio immobile.

Durante le operazioni di sgombero, secondo quanto riferito, i due trentenni avrebbero opposto resistenza e rivolto minacce ai Carabinieri. I militari sono infine riusciti ad allontanarli dalla casa e a mettere in sicurezza l’immobile.

L’arresto in flagranza

Per entrambi è scattato l’arresto in flagranza per l’ipotesi di occupazione arbitraria di un immobile destinato a domicilio altrui.

La disciplina introdotta nel 2025 ha inserito nel Codice penale l’articolo 634-bis, relativo a chi, mediante violenza o minaccia, occupa o detiene senza titolo un immobile destinato al domicilio di un’altra persona oppure ne impedisce il rientro al proprietario o al legittimo detentore. La norma contempla anche una procedura finalizzata alla rapida restituzione dell’immobile.

Su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Alessandria, i due arrestati sono stati condotti nelle camere di sicurezza della Stazione dei Carabinieri, dove sono rimasti in attesa del giudizio con rito direttissimo.

Dopo la convalida dell’arresto, il giudice ha disposto nei loro confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, comunemente definita obbligo di firma, presso un presidio dell’Arma.

La casa restituita ai due anziani

Concluso l’intervento, l’abitazione è stata liberata e riconsegnata ai legittimi proprietari. La vicenda si è così conclusa con il recupero dell’immobile, dopo un’occupazione che aveva impedito ai due anziani persino di rientrare nella propria casa.

Resta ora all’autorità giudiziaria il compito di valutare le singole responsabilità e gli ulteriori profili collegati alla resistenza e alle minacce che sarebbero state rivolte ai militari durante lo sgombero.

Come previsto dall’ordinamento, le contestazioni dovranno essere accertate definitivamente nel corso del procedimento e le persone coinvolte devono essere considerate non colpevoli fino a un’eventuale sentenza irrevocabile.

Geolocalizzazione: Predosa, Valle Orba, provincia di Alessandria, Piemonte, Italia

Fonte delle informazioni e della fotografia: Carabinieri

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