Polizia Locale, la Lega incalza l’Amministrazione: «La priorità sia il presidio del territorio»

Giornalisti al lavoro in una redazione durante la preparazione di un approfondimento politico sulla sicurezza e sul presidio del territorio ad Alessandria.
La Lega di Alessandria chiede dati sull’impiego della Polizia Locale e propone di rafforzare la presenza nelle strade, nelle piazze, nei quartieri e nei sobborghi.

La discussione aperta dalla Lega di Alessandria pone una questione politica concreta: come distribuire uomini, ore di servizio e risorse della Polizia Locale tra controlli amministrativi, viabilità, sicurezza urbana e presenza nei quartieri? Chiedere trasparenza sui numeri è legittimo; tuttavia, prima di concludere che le verifiche sui dehors sottraggano effettivamente agenti al presidio delle aree più problematiche, occorre conoscere i dati relativi all’organizzazione dei turni e alle attività svolte.

Pier Carlo Lava

Il Gruppo consiliare Lega Salvini Piemonte, composto da Mattia Roggero, Gianfranco Cuttica di Revigliasco e Cinzia Lumiera, ha annunciato la presentazione di un’interpellanza per chiedere chiarimenti sulle priorità stabilite dall’Amministrazione comunale nell’impiego della Polizia Locale, con particolare riferimento ai controlli sui dehors e sulle attività economiche.

La composizione del gruppo è confermata dalla documentazione ufficiale del Comune aggiornata al 5 marzo 2026: Roggero ne risulta presidente, insieme ai consiglieri Cuttica di Revigliasco e Lumiera.

La posizione della Lega

«Vogliamo essere molto chiari: nessuno mette in discussione la necessità di rispettare le regole e di effettuare i controlli previsti dalla legge. Il punto è un altro ed è prettamente politico: quali priorità diamo alla nostra Polizia Locale e al presidio della città?», affermano i consiglieri.

La Lega richiama il Documento unico di programmazione, nel quale sarebbe indicata la prosecuzione dell’attività della struttura della Polizia Municipale dedicata al controllo del decoro e della materia edilizia, attraverso verifiche ed eventuali sanzioni.

L’esistenza del DUP 2026-2028 e del suo primo aggiornamento, approvato dal Consiglio comunale il 23 luglio 2026, è riscontrabile negli atti ufficiali. Il sito del Comune conferma inoltre che nell’organizzazione della Polizia Locale esistono specifici nuclei dedicati alla polizia edilizia e ai dehors e alla polizia ambientale e al decoro urbano.

«Ed è qui che emerge una questione di scelte. Se dobbiamo stabilire dove concentrare uomini, ore e risorse, per noi le priorità devono essere altre. Basta attraversare quotidianamente i Giardini Pubblici e l’area della stazione, alcune vie e piazze del centro, ma anche quartieri e sobborghi, per vedere situazioni di degrado che richiedono attenzione, presenza e controllo del territorio».

Per i consiglieri del Carroccio, tra il controllo di un dehors e una maggiore presenza visibile della Polizia Locale nelle zone nelle quali i cittadini percepiscono degrado e insicurezza, dovrebbe prevalere la seconda scelta.

Controlli e sicurezza non sono necessariamente alternativi

Il tema sollevato è politicamente rilevante, ma richiede una precisazione. La Polizia Locale svolge per legge e per organizzazione interna una pluralità di funzioni: sicurezza stradale, controlli amministrativi, rispetto delle occupazioni del suolo pubblico, vigilanza edilizia, tutela ambientale, contrasto al degrado e presidio del territorio.

Il Comune dispone anche di un Nucleo operativo permessi, competente per le autorizzazioni relative all’occupazione temporanea del suolo pubblico, comprese quelle riguardanti dehors, ponteggi e aree di cantiere.

Non è quindi corretto considerare in sé i controlli sulle attività economiche come estranei ai compiti della Polizia Locale. Un dehors irregolare può creare problemi di accessibilità, sicurezza, concorrenza e utilizzo degli spazi pubblici. Allo stesso tempo, è ragionevole domandare se la distribuzione complessiva del personale risponda alle esigenze delle aree nelle quali degrado e insicurezza vengono maggiormente avvertiti.

Il punto decisivo è pertanto quantitativo: quanti agenti e quante ore vengono realmente impiegati nei diversi servizi? Senza questi dati non è ancora possibile dimostrare che i controlli sui dehors abbiano ridotto il pattugliamento nelle strade, nelle piazze o nei sobborghi.

Prima informazione, poi sanzione quando la legge lo permette

La Lega propone inoltre che, davanti a irregolarità puramente formali o sanabili, venga privilegiata — quando consentito dalla normativa — una prima fase informativa, offrendo agli esercenti la possibilità di regolarizzare la propria posizione. Le sanzioni dovrebbero invece essere riservate, secondo il gruppo, alle violazioni sostanziali, reiterate o non sanate.

«Questo non significa lasciare senza regole le attività commerciali. Al contrario: chiediamo che, quando si tratta di irregolarità meramente formali o sanabili e quando la legge lo consente, si privilegi prima l’informazione e la possibilità di regolarizzarsi, riservando le sanzioni alle violazioni sostanziali, reiterate o alle situazioni nelle quali siano effettivamente necessarie».

È una proposta che può apparire equilibrata, purché non si trasformi in una generalizzata rinuncia ai controlli e venga applicata in modo uniforme, senza disparità tra operatori economici. L’Amministrazione, dal canto suo, dovrà chiarire quali violazioni possano essere sanate e quali richiedano invece un intervento immediato.

La richiesta dei numeri

Con l’interpellanza, i tre consiglieri chiedono di conoscere:

  • il numero degli agenti destinati ai controlli amministrativi, edilizi e sui dehors;
  • le ore di servizio dedicate a queste attività;
  • il numero dei controlli e delle sanzioni effettuati;
  • le risorse riservate al pattugliamento a piedi;
  • l’attività di polizia di prossimità;
  • il presidio dei Giardini Pubblici, della stazione, del centro, dei quartieri e dei sobborghi.

«La politica serve anche a stabilire delle priorità. L’Amministrazione ha fatto le proprie scelte. Noi ne proponiamo altre: più presidio del territorio, più prossimità, più attenzione alle aree degradate e una Polizia Locale maggiormente visibile nelle strade, nelle piazze, nei quartieri e nei sobborghi di Alessandria».

La richiesta di dati appare utile perché consentirà di spostare il confronto dal terreno delle percezioni a quello dei numeri. Solo la risposta dell’Amministrazione permetterà di valutare se esista davvero uno squilibrio tra controlli amministrativi e presenza sul territorio oppure se le diverse attività vengano già affidate a nuclei distinti e organizzate senza sottrarre risorse ai servizi di prossimità.

La posizione della Lega è chiara: sicurezza, contrasto al degrado e presidio visibile devono venire prima. Ora spetta all’Amministrazione rispondere nel merito, indicando organici, turni, controlli e risultati. Saranno quei dati a stabilire se siamo davanti a una concreta diversa scelta di priorità oppure a una contrapposizione politica ancora tutta da dimostrare.

GEO: Alessandria, Piemonte, Italia.

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Immagine generata con I.A.

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