POESIE di Eduardo Terrana
(del 14/09/2026)
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E FU AMORE
Nell'ombra quieta del salice sfiorito,
dove il tempo ha smesso di contare,
ho trovato, nel vuoto che ho guarito,
la forza dolce di ricominciare.
I rami chinati a sfiorar la riva
custodiscono il nostro segreto:
è questa linfa che adesso ci arriva,
un miracolo nato dal desueto.
Non serve la foglia per fare la fronda,
né il fiore perfetto per dare colore;
ci basta restare nell'acqua profonda
e credere a questo miracolo d'Amore!
·***
LA LUCE DELLA FEDE
E mi portò via d'un tratto il vento
che credetti nel vuoto di volare
ma mi lasciò in un momento
in un punto che non sapevo dove andare.
Salii monti e discesi fiumi
e nel buio vagai senza lumi
quando di lontano una luce vidi
che mi indicava ad andare avanti.
Confidando nella ragione perché mi guidi
procedetti piuttosto titubante
quando sentii melodiosi canti
che mi fermai per alcuni istanti.
Quella luce si fece ancor più grande
che mi prese in modo affascinante:
era la FEDE e più non mi posi domande.
***
Il VENTO DELLA MENTE
Il vento della mente alza la polvere,
disegna nebbie, incertezze e fumo,
costruisce gabbie di parole vuote
dove ogni passo perde il suo sentiero.
Ma scendi con fede nella tua presenza,
oltre il rumore ed il dubbio che vacilla:
lì tace il mondo e splende la tua essenza,
luce radiosa che è guida nel futuro.
Se la ragione trema e si confonde,
ascolta il battito, che forte ti richiama:
apri il tuo cuore al giorno che si accende
e credi nella verità della tua anima.
***
IL GERMOGLIO DELLA VITA
Scende invisibile dal cielo il pianto
della nube che bacia la collina,
e penetra nel buio della zolla
dove riposa il seme addormentato.
Così la goccia, tesa nel silenzio,
sveglia la linfa e l’erba chiama al sole,
spezzando il guscio della terra dura.
Nel profondo dell’animo, allo stesso modo,
scivola un raggio che non fa rumore:
è la speranza, liquida e sommessa,
che bagna i solchi del dolor segreto.
Nutre l’attesa dentro la ferita,
scalda il pensiero che pareva spento
e spinge l'uomo a camminare ancora.
Natura e spirito aprono le braccia
al medesimo flusso della vita:
non v'è germoglio senza la sua pioggia,
non v'è domani senza quel respiro
che nel silenzio della mente umana
crea la forza e fa fiorire il mondo.
***
LA MUSICA DEL TEMPO
Dal pendio della vita scendon le ore
a volte leggere, a volte pesanti
non sono poche e non sono tante
ma lasciano tutte un’eco nel cuore.
Scorrono via come sabbia tra le dita,
lasciando impronte sulla terra nuda:
segni indelebili di un’intera vita,
prima che il tempo dietro sé le chiuda.
Un mosaico d’ombra e di luce impressa,
fatto di voglia che viene repressa,
ma anche di luci e di sfumature,
di gioie, di sogni e di tante paure.
Ma ogni passo, nel buio o nel sole,
è la musica vera che il cuore vuole,
dove ogni nota, pur la più non espressa,
è il battito segreto della vita stessa.
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L’ULTIMO LEMBO
Si disciolgono i ghiacciai
per non tornar più mai.
Su quel lembo che lo culla
l’orso naviga nel nulla.
Guarda il mare che s’avanza
con l’estrema sua speranza,
mentre il bianco suo mantello
sfuma come un triste avello.
Cerca un segno all’orizzonte
con la fiera ed alta fronte:
quella fragile speranza
nell’immensa sua distanza.
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