Sento...
E poi inizio a scrivere
senza fare piani o schemi prefissati.
Le parole mi arrivano prima nello stomaco, come la prima scossa di un terremoto e poi tutto trema. La penna o il dito cominciano a correre da soli sulla pagina bianca per liberare quel terremoto che ho dentro e trasformarlo in vita. Sono una scrittrice proprio per questo, perché sento ogni cosa troppo forte e la pagina è l'unico posto dove riesco a respirare.
Oggi purtroppo l’editoria corre veloce, cerca storie standardizzate che riportano successi passati, trame tutte scontate o di moda per l'intrattenimento rapido. In questo scenario, scrivere lasciandosi guidare dalle emozioni vive sembra quasi una cosa rara perché non puoi mentire. Se un dolore non ti scortica mentre lo digiti, se una gioia non ti fa ballare le dita sulla tastiera, non possiamo mai trasmettere emozioni vere. La tecnica si impara, ma riuscire ad emozionare è un dono innato. Il pubblico non cerca la perfezione formale, cerca specchi in cui riconoscere i propri incendi interiori.
È vero che oggi è impossibile non guardare alla tecnologia.
L'avvento dell'intelligenza artificiale è una rivoluzione: accumula dati, analizza miliardi di testi, impara la sintassi ed emula stili in pochi secondi.
Molti si chiedono se la AI sostituira' l'essere umano e principalmente un artista o uno scrittore.
La mia risposta è NO o almeno, nel mio campo, non chi scrive con il sangue.
L’intelligenza artificiale è straordinaria, una macchina che può fare di tutto, addirittura sfidare i blocchi creativi, può restituirmi le mie parole sotto un'altra luce, è uno strumento potente, e negarlo sarei una ipocrita.
Ma c'è un confine invalicabile che nessuna tecnologia potrà mai superare: l’esperienza vissuta. L'AI non sa cosa significhi avere un cuore stracolmo di emozioni o spezzato, non conosce la vertigine di un tramonto che evoca una nostalgia d'infanzia, né il sapore amaro di un rimpianto. L'algoritmo imita l'emozione, la calcola su base statistica, ma non la sente.
Ed è qui che risiede il potere insostituibile dello scrittore. L'AI può affinare la mia tecnica, velocizzare il mio lavoro ma non potrà mai sostituirsi a me. Non potrà mai sostituire quell'urgenza profondamente umana che mi spinge a sedermi al buio e a dare un corpo alle scosse elettriche del mio vissuto.
I lettori cercheranno sempre la verità dell'anima. E l'anima, per fortuna, non è replicabile.
Io continuerò a scrivere l'unica cosa che le macchine non avranno mai: i miei errori e i miei incendi.
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