Paolo Davide Manina torna in libreria con "Il portico degli impiccati": un giallo tra segreti, memoria e misteri irrisolti - Articolo di Giacobbi Roberta

 


Quando la cronaca lascia interrogativi senza risposta, può trasformarsi in letteratura. Da questa suggestione prende forma Il portico degli impiccati, il nuovo libro di Paolo Davide Manina che conduce il lettore tra i segreti e le ombre del Monferrato astigiano.

Dopo l'esordio con La scelta di Sonia, accolto nel 2023 grazie alla vittoria del Premio Letterario Internazionale Sforzesco 2022, Paolo Davide Manina torna in libreria con una storia che intreccia suspense, memoria e identità territoriale.

Pubblicato da Isolario Edizioni il 31 maggio 2026, Il portico degli impiccati ha raggiunto la finale del Premio Letterario Isolario 2026, confermando il valore del percorso letterario intrapreso dall'autore. Il volume ha debuttato ufficialmente davanti al pubblico il 28 giugno, nel corso della cerimonia di premiazione ospitata nella suggestiva cornice del Palazzo Comunale di Alzano Lombardo.

L'ambientazione è quella del Basso Monferrato astigiano. Il paese in cui si svolge la vicenda non viene mai nominato, quasi a voler rappresentare un luogo universale nel quale ogni comunità può riconoscersi. Tutto prende avvio dal cambio di proprietà di una casa situata in una borgata poco distante dal centro abitato. Un evento apparentemente ordinario che riaccende dubbi, ricordi e domande mai del tutto sopite.

La trama ruota attorno a due episodi drammatici avvenuti a quasi mezzo secolo di distanza l'uno dall'altro: la morte di una giovane ragazza siciliana, rimasta sospesa tra le ipotesi di suicidio e omicidio, e il suicidio di un anziano pittore tedesco. Due vicende che sembrano appartenere a tempi lontani ma che, attraverso una serie di inquietanti coincidenze, tornano a interferire con il presente e con la vita del protagonista, un neo pensionato diventato il nuovo proprietario dell'abitazione.

Con una scrittura attenta e coinvolgente, Manina accompagna il lettore lungo un percorso fatto di silenzi, verità nascoste e ricordi mai completamente svaniti. L'indagine si sviluppa non solo come ricerca della verità, ma anche come riflessione sul peso che certi eventi continuano ad avere nella coscienza collettiva di una comunità.


L'autore

Paolo Davide Manina, nato ad Asti nel 1963, vive tra le colline del Monferrato astigiano, paesaggio che fa da sfondo e ispirazione al suo immaginario narrativo. Quadro direttivo bancario di professione, coltiva da sempre una profonda passione per la scrittura, affiancata all’amore per il trekking nella natura e per la fotografia. 

I suoi primi passi letterari risalgono all’infanzia, quando si dedica alla poesia in rima, anticipando un percorso creativo che troverà piena espressione nella narrativa.

Con Il portico degli impiccati, Paolo Davide Manina conferma la propria capacità di coniugare tensione narrativa e approfondimento umano. Un'opera che affonda le radici nella provincia italiana, tra segreti custoditi troppo a lungo e ferite che il tempo non è riuscito a cancellare.

Per gli appassionati del giallo d'autore e delle storie che sanno raccontare un territorio attraverso le sue ombre e le sue contraddizioni, questa pubblicazione rappresenta una lettura di grande interesse e un nuovo significativo tassello nel percorso letterario dello scrittore.


Prossimo appuntamento con l'autore

Dopo la presentazione ufficiale ad Alzano Lombardo, Il portico degli impiccati si prepara a incontrare i lettori nel territorio che ne ha ispirato l'ambientazione. 

Domenica 6 settembre alle ore 18, Paolo Davide Manina sarà protagonista di una presentazione in prima assoluta nella suggestiva cornice dei Voltoni a Montemagno Monferrato, un contesto carico di fascino che farà da sfondo a un racconto fatto di misteri, segreti e memorie mai definitivamente sepolte.

Sarà l'occasione per dialogare con l'autore e scoprire i retroscena di questo avvincente cold case ambientato in un paese del Monferrato astigiano, sospeso tra le dolci colline del Casalese e la pianura alessandrina, dove il passato continua a intrecciarsi con il presente.

Roberta Giacobbi 

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