PAESAGGI DA “RIATTIVARE”: CINQUE SFIDE VERSO IL 2030


PAESAGGI DA “RIATTIVARE”: CINQUE SFIDE VERSO IL 2030

Energia, cambiamenti climatici, mobilità, cittadinanza e comunicazione.

Mauro Varotto: “Il paesaggio è concretezza, è percezione e presa di contatto con la realtà, non teorizzazione estetizzante. La finalità non è vedere, ma agire."

Cartella drive con VIDEO della giornata:



Per tutti il paesaggio è una parola che evoca tempo libero, bellezza, panorami immancabilmente definiti come “mozzafiato”; oppure vincoli, conservazione, soprintendenze e ostacoli burocratici alla vita quotidiana. Far uscire questo termine dalla gabbia dorata in cui è stato costretto a partire dal Romanticismo è la sfida principale del corso di laurea ad esso dedicato, quello di Scienze per il Paesaggio all’Università di Padova, un percorso di formazione unico in Italia che a Castelfranco Veneto ha incontrato le parti sociali e la Rete dei Paesaggi Attivi, una rete che riunisce le esperienze italiane premiate dal Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.

Il paesaggio è un concetto spesso ridotto a mera bellezza estetica o a un insieme di vincoli burocratici. Il corso di laurea in Scienze per il Paesaggio dell'Università di Padova si propone di superare questa visione limitata, promuovendo un approccio innovativo che valorizza il paesaggio come risorsa viva e attiva, in linea con le migliori esperienze italiane ed europee.

Francesca Giordano


Nella splendida (ma forse proprio per questo ingannevole?) cornice di Villa Revedin Bolasco,
studiosi, istituzioni, imprese, professionisti e associazioni si sono date appuntamento lunedì 21
settembre per costruire un progetto formativo utile ad affrontare le sfide del prossimo futuro, con
una convinzione forte: il paesaggio sfida le specializzazioni, trova la sua forza nel rimanere campo
aperto di saperi, competenze, pratiche di ascolto e dialogo con la realtà concreta dei territori: la
complessità del paesaggio è il vero “motore di ricerca” per la qualità della vita del nostro futuro.

Cinque in particolare le sfide chiamate a trasformare ma anche a dialogare con i nostri
paesaggi, per coniugare eredità e futuro, e guidare la formazione dei prossimi anni: l’energia, i
cambiamenti climatici, la mobilità, la cittadinanza (con particolare riferimento alle nuove generazioni), la comunicazione e sensibilizzazione.

«La capacità relazionale e di mediazione dei nostri laureati è molto apprezzata da istituzioni e
aziende, a dimostrazione che le opportunità professionali si legano non solo a competenze tecniche,
ma sempre più richiedono soft skills come elasticità mentale, disponibilità al lavoro di squadra,
capacità critica. Strategica in particolare è la capacità di mediazione, utile a disinnescare dinamiche
di conflitto sempre più frequenti quando si interviene nel territorio - dice Mauro Varotto, nuovo
presidente del corso di laurea che sostituirà Benedetta Castiglioni, prima animatrice del percorso
formativo nato a Padova nel 2019 -. Il paesaggio è concretezza, è percezione e presa di contatto con
la realtà, non teorizzazione estetizzante. La finalità non è vedere, ma agire, individuando soluzioni
complesse e capaci di mediazione. C’è bisogno di concretezza e insieme di capacità critica. È su
questo che addestriamo i nostri studenti».

La transizione energetica è la vera sfida dei prossimi decenni, e deve trovare nel paesaggio non
un ostacolo ma una chiave interpretativa, per conciliare efficienza e sostenibilità energetica con
qualità della vita e dell’ambiente: comunità energetiche, progetti agri voltaici, filiere del legno sono
azioni che disegnano nuovi paesaggi; i cambiamenti climatici ci impongono di ripensare le città e
l’agricoltura ma anche i nostri stili di vita, sempre più improntati alla resilienza e alla riduzione
degli impatti; la cittadinanza è un punto chiave che la Convenzione europea del Paesaggio (siglata a
Firenze nel 2000) invita a costruire proprio attorno al paesaggio e ai luoghi di vita quotidiana, con
particolare attenzione alle nuove generazioni e, soprattutto, alle generazioni future; la mobilità è un
tema chiave per la qualità dei paesaggi quotidiani, va resa sostenibile mantenendo il dialogo con i
contesti, da quello urbano a quello turistico; infine, la comunicazione e la sensibilizzazione al
paesaggio come educazione alla complessità. Le cinque sfide saranno al centro di un’Agenda 2030
per il Paesaggio che orienterà la formazione universitaria in termini di conoscenze, competenze e
alleanze.

Fonte di ispirazione in questo senso sono state all’interno della giornata le testimonianze dei
soggetti della Rete dei paesaggi attivi che hanno ricevuto negli ultimi anni il prestigioso
riconoscimento del Consiglio d’Europa: dalla Magnifica Comunità di Fiemme (con Mauro
Gilmozzi) al Comune di Valdobbiadene con il progetto della Strada dei Bambini (Andrea Rossetto e
Daniela Lucangeli), dalla Unione Montana dell’Appennino Reggiano con il progetto della
“Montagna del Latte” (Giampiero Lupatelli) alla Scuola per il governo del territorio e del paesaggio
della Trentino School Management (Gianluca Cepollaro).

«Il rischio è quello di separare il paesaggio dal progetto: il paesaggio è esso stesso progetto, e
va oltre la competenza dei progettisti perché coinvolge l’intera comunità - sottolinea Paolo
Castel Novi, presidente della Fondazione Landscape For e coordinatore della Rete dei Paesaggi
attivi -. Per questo c’è bisogno di sviluppare competenze che non sono solo tecniche, ma relazionali.
I punti di ricerca e gli avanzamenti più significativi nella tutela e nella valorizzazione del paesaggio 
non nascono solo in ambito accademico, ma dal lavoro concreto di chi vive e opera
quotidianamente sul territorio - continua Castel Novi -. In vent'anni e nove edizioni del Premio del
Paesaggio del Consiglio dall'Europa, quasi mille realtà hanno dimostrato come l' impegno di lungo
periodo sia la vera chiave per preservare le risorse. Questo patrimonio straordinario di esperienze,
energie e progettualità non deve andare disperso: l'obiettivo è trasformare queste stazioni in un manifesto pubblico di buone pratiche».

Link utili:

Corso di laurea in Scienze per il paesaggio:








A cura di Francesca Giordano

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