Il titolo Oltre la siepe contiene già un invito: spingersi un poco più lontano rispetto a ciò che appare davanti ai nostri occhi. La poesia di Lucio Zaniboni sembra muoversi proprio in questo territorio, dove l’esperienza personale incontra domande e sentimenti nei quali ciascun lettore può ritrovare qualcosa di sé. La siepe diventa allora un’immagine simbolica: può essere il limite imposto dal tempo, una distanza, un ricordo, una perdita, ma anche quella soglia che separa ciò che conosciamo da quanto dobbiamo ancora scoprire. La parola poetica attraversa questa soglia e permette di osservare la realtà da prospettive differenti, facendo emergere pensieri ed emozioni che nella vita quotidiana rischiano spesso di rimanere inascoltati.
Forse è proprio questa una delle ragioni per cui continuiamo ad avere bisogno della poesia, anche in un’epoca dominata dalla velocità e dalla comunicazione immediata. Aprire un libro significa interrompere per qualche momento il flusso incessante delle notizie, delle immagini e degli impegni, recuperando uno spazio nel quale tornare ad ascoltare noi stessi. L’immagine scelta per accompagnare questa recensione, con un libro aperto davanti a un paesaggio che si estende verso il lago e le montagne, vuole esprimere esattamente questa sensazione: le pagine sono in primo piano, ma lo sguardo è naturalmente portato verso ciò che si trova più lontano. Ed è ciò che può accadere anche leggendo Oltre la siepe: partire dalle parole di un altro per arrivare, quasi senza accorgersene, ai propri ricordi, alle proprie domande e a quei luoghi interiori nei quali raramente troviamo il tempo di entrare. In fondo, ogni lettore possiede una propria siepe. Per qualcuno è ciò che appartiene al passato, per altri ciò che ancora non conoscono; può essere una paura da superare, un desiderio rimasto sospeso oppure semplicemente il bisogno di capire meglio il presente. La poesia non pretende necessariamente di fornire risposte e forse proprio qui risiede una parte della sua forza: ci accompagna fino al limite del nostro sguardo e ci lascia la libertà di immaginare ciò che potrebbe esserci oltre. È questo il viaggio che il titolo scelto da Zaniboni sembra suggerire, trasformando due semplici parole – oltre e siepe – in un invito a non considerare mai definitivo l’orizzonte che abbiamo davanti. Pier Carlo Lava |
Una siepe che diventa confine e possibilità
È difficile incontrare nella poesia italiana la parola “siepe” senza avvertire almeno l'eco lontana di Leopardi. Sarebbe tuttavia riduttivo trasformare questo richiamo in una semplice derivazione letteraria. Una siepe è prima di tutto un confine: nasconde qualcosa alla vista e proprio per questo costringe l'immaginazione ad andare oltre. Nel titolo scelto da Zaniboni quella preposizione, “oltre”, diventa allora particolarmente significativa. Suggerisce movimento, ricerca, desiderio di superare ciò che appare immediatamente davanti a noi.
Le informazioni diffuse dal Comune di Lecco descrivono Oltre la siepe come un'opera caratterizzata da un linguaggio colto e nello stesso tempo diretto, nel quale la tradizione poetica novecentesca dialoga con una particolare sensibilità verso la realtà contemporanea. È una chiave importante per avvicinarsi alla raccolta: la poesia non viene concepita come uno spazio separato dal presente, ma come uno strumento attraverso il quale interrogare l'esperienza. Comune di Lecco
Proprio questo incontro tra esperienza individuale e dimensione collettiva è stato sottolineato dall'assessore alla Cultura del Comune di Lecco, Cinzia Bettega, presentando il volume. Zaniboni ha costruito negli anni un rapporto riconoscibile con la realtà culturale lecchese e questa nuova raccolta propone una personale lettura del mondo nella quale ciò che appartiene al singolo può diventare materia condivisa dal lettore. Comune di Lecco
La poesia, quando riesce in questo passaggio, compie forse una delle sue funzioni più profonde. Parte da una voce, da un ricordo, da un'immagine o da un'emozione appartenente a chi scrive, ma lascia abbastanza spazio perché chi legge possa riconoscervi qualcosa di proprio. La siepe, allora, può assumere significati differenti per ciascuno: il tempo trascorso, una perdita, una speranza, un limite personale, la memoria oppure semplicemente ciò che ancora non conosciamo.
Una poesia tra memoria e presente
La raccolta è stata presentata il 17 settembre 2026 alla Biblioteca civica “Uberto Pozzoli” di Lecco, in un incontro dedicato proprio ai temi e alle suggestioni dell'universo poetico di Zaniboni. Il volume presenta inoltre una prefazione curata dal sindaco di Lecco Filippo Boscagli e dall'assessore alla Cultura Cinzia Bettega. Comune di Lecco
Anche la copertina scelta per Oltre la siepe sembra accompagnare visivamente questo percorso: sul fondo scuro emerge un'opera suddivisa in riquadri, quasi una finestra attraverso la quale colori e forme cercano uno spazio ulteriore. È un'immagine che si accorda bene con il titolo, perché suggerisce ancora una volta che guardare significa anche tentare di vedere ciò che non è immediatamente davanti agli occhi.
Ed è forse questa la chiave più interessante con cui avvicinarsi a Oltre la siepe: non cercare necessariamente risposte, ma accettare l'invito ad andare un poco più in là. Oltre ciò che conosciamo, oltre le abitudini dello sguardo, oltre quel confine che talvolta costruiamo noi stessi. Perché una buona poesia non ci dice soltanto che cosa ha visto il poeta: ci invita a scoprire che cosa riusciamo a vedere noi quando proviamo, insieme a lui, a guardare oltre la siepe.
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GEO: Lecco – Lombardia – Italia
Oltre la siepe di Lucio Zaniboni è una raccolta poetica che invita a superare i confini dello sguardo e dell'esperienza, intrecciando memoria, sensibilità personale e attenzione al presente. Una poesia che parte dall'individuo per aprirsi a interrogativi ed emozioni nei quali anche il lettore può riconoscersi.
Crediti immagine: Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale.
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