| La solitudine, il ricordo di un amore e il desiderio di non essere dimenticati nella poesia “NOME OLVIDES” di Mirella Ester Pennone Masi. |
Ci sono amori che non finiscono davvero: si allontanano, cambiano forma, scivolano nella zona più nascosta della memoria, ma continuano a riemergere nei momenti di solitudine. Nella poesia “NOME OLVIDES”, Mirella Ester Pennone Masi racconta questo legame sospeso attraverso immagini delicate e malinconiche, nelle quali il ricordo diventa insieme rifugio e ferita.
Pier Carlo Lava
NOME OLVIDES
Cuando me siento sola
mi corazón oscuro
revela momentos de inquietud,
la anémona de mar brilla
si solo pienso en ti
recuerdo el origen de mis sentimientos:
la luna se asomaba
sentí latir mi corazón,
en el tedio terminó muriendo
entre los nomeolvides
Mirella Ester Pennone Masi
Traduzione italiana
NON DIMENTICARMI
Quando mi sento sola
il mio cuore oscuro
rivela momenti d’inquietudine,
l’anemone di mare risplende
se soltanto penso a te.
Ricordo l’origine dei miei sentimenti:
la luna si affacciava,
sentii battere il mio cuore,
ma nel tedio finì per morire
tra i nontiscordardimé.
Recensione
La poesia si apre con una confessione immediata: “Cuando me siento sola”, quando mi sento sola. Non vi sono preamboli né spiegazioni. La poetessa conduce direttamente il lettore dentro uno stato d’animo dominato dal silenzio, dall’assenza e da una malinconia che sembra provenire da molto lontano.
Il “corazón oscuro”, il cuore oscuro, non è necessariamente un cuore privo di speranza. È piuttosto un luogo interiore nel quale i sentimenti rimasti inespressi continuano a muoversi. Nell’oscurità emergono momenti di inquietudine, ricordi che sembravano sopiti e domande alle quali forse non è più possibile rispondere.
Particolarmente suggestiva è l’immagine dell’anemone di mare che brilla al semplice pensiero della persona amata. La creatura marina, fragile e al tempo stesso capace di resistere al movimento continuo dell’acqua, può essere letta come una rappresentazione del sentimento: qualcosa di delicato, esposto alle correnti della vita, ma ancora capace di illuminarsi grazie alla memoria.
Il pensiero dell’amato riporta la voce poetica all’origine dei propri sentimenti. Il presente della solitudine si apre così su un passato dominato dalla luna e dal battito del cuore. La luna che “si affacciava” sembra assistere discretamente alla nascita dell’amore. Non invade la scena, ma la illumina con una luce intima, quasi segreta. Il battito del cuore segna invece l’istante preciso in cui il sentimento viene riconosciuto.
Dopo questa breve rinascita emotiva, la poesia cambia improvvisamente direzione. Quel sentimento, nato sotto la luna e conservato tanto a lungo nella memoria, “en el tedio terminó muriendo”: finì per morire nel tedio. Non viene distrutto da un tradimento, da un litigio o da un evento drammatico, ma dal lento consumarsi delle emozioni. È una morte silenziosa, provocata dall’abitudine, dalla distanza o dall’assenza di parole.
Proprio per questo l’ultimo verso acquista una forza particolare: “entre los nomeolvides”, tra i nontiscordardimé. Il fiore tradizionalmente associato alla memoria e alla fedeltà custodisce ciò che è morto, impedendogli però di scomparire completamente. L’amore termina, ma il ricordo continua a fiorire.
Anche il titolo “NOME OLVIDES” racchiude un’interessante ambivalenza. Richiama l’espressione spagnola “no me olvides”, “non dimenticarmi”, ma rimanda anche al nome del fiore, nomeolvides. Il titolo diventa così contemporaneamente una richiesta rivolta alla persona amata e il simbolo floreale di una memoria che si oppone all’oblio.
Lo stile di Mirella Ester Pennone Masi è essenziale, limpido e fortemente evocativo. I versi brevi seguono il movimento del ricordo: dalla solitudine all’inquietudine, dalla luce dell’amore alla sua lenta dissoluzione. Le immagini naturali non svolgono una funzione ornamentale, ma traducono visivamente le emozioni della protagonista.
“NOME OLVIDES” è dunque una poesia sulla persistenza dei sentimenti. Ci ricorda che anche ciò che sembra finito può continuare a vivere dentro di noi, trasformandosi in memoria. E talvolta basta una notte silenziosa, la luce della luna o il nome di un fiore perché un amore lontano torni, per un istante, a far battere il cuore.
Nota editoriale: La poesia è stata fornita dall’autrice. La recensione e la traduzione italiana sono state realizzate nel rispetto del significato, delle immagini poetiche e della sensibilità del testo originale.
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Nota sull’intelligenza artificiale: L’intelligenza artificiale è stata utilizzata come supporto. Il testo finale è stato verificato e curato dall’autore dell’articolo.
Immagine orizzontale fotorealistica nella quale una donna dal volto malinconico osserva il mare al crepuscolo. La luna illumina l’acqua, mentre i nontiscordardimé e un delicato anemone marino richiamano le immagini e i simboli presenti nella poesia. Immagine rappresentativa di “NOME OLVIDES”, poesia di Mirella Ester Pennone Masi dedicata alla solitudine, alla memoria e a un amore che continua a vivere nonostante il trascorrere del tempo.
Crediti: Immagine realizzata con intelligenza artificiale per Alessandria Post.
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