| Nel silenzio della notte, la penna accoglie le emozioni e le trasforma in parole capaci di raggiungere l’anima. |
Con “Nasce così”, Giuseppina De Biase conduce il lettore nel momento intimo e quasi inspiegabile in cui un’emozione si trasforma in parola. La poesia non nasce dal ragionamento, ma da un fremito improvviso, da un ascolto profondo capace di spegnere i rumori del mondo e di aprire le porte dell’infinito.
Pier Carlo Lava
NASCE COSÌ
Giuseppina De Biase
Recensione
Come nasce una poesia? Giuseppina De Biase risponde affidandosi non a una definizione, ma a una successione di immagini sensoriali e interiori. La poesia nasce come un “brivido leggero”, un “sospiro nel silenzio”, un battito tanto intenso da spezzare il respiro. È un’esperienza fisica prima ancora che intellettuale, qualcosa che attraversa il corpo e raggiunge l’anima.
Il verso “Non c’è bisogno di pensare, solo di sentire” rappresenta il centro ideale del componimento. La poetessa descrive la creazione come un abbandono consapevole: la razionalità si ritira e lascia spazio all’emozione, all’intuizione e alla parte più autentica dell’essere umano. Scrivere significa accogliere ciò che emerge senza costringerlo entro confini prestabiliti.
Nel momento dell’ispirazione anche lo spazio quotidiano si trasforma. Le pareti diventano fumo, il soffitto si scioglie e la stanza si apre all’infinito. La realtà concreta perde consistenza, mentre la mente oltrepassa le sue barriere. È un’immagine suggestiva, capace di rappresentare con immediatezza quella sospensione del tempo e dello spazio che spesso accompagna l’atto creativo.
Particolarmente delicata è la figura della “carta nuda”, sulla quale la penna disegna onde. Il foglio non è soltanto il supporto della scrittura, ma una superficie ancora indifesa, pronta ad accogliere pensieri ed emozioni. Le parole assumono così un movimento fluido, simile a quello dell’acqua, mentre le ore smarriscono i propri confini e i rumori esterni lentamente si dissolvono.
La stanza che “oscilla piano, come una culla nel buio” introduce un senso di protezione e raccoglimento. In questo spazio sospeso l’anima può finalmente spogliarsi di ogni difesa. La poesia diventa allora confessione, liberazione e verità: un luogo nel quale l’autrice può perdersi per ritrovare la propria essenza.
Il finale completa il percorso attraverso un passaggio decisivo dall’io al lettore. La poetessa non rimane chiusa nella propria interiorità, ma si trasforma nello stesso brivido che aveva dato origine ai versi. Quel sentimento privato raggiunge così “la vostra pelle” e diventa emozione condivisa. È proprio in questo incontro che la poesia realizza pienamente il suo significato.
Lo stile di Giuseppina De Biase è libero, musicale e immediato. I versi brevi, le pause e le immagini evocative accompagnano il lettore con naturalezza dentro il processo creativo. Il linguaggio è accessibile, ma non privo di profondità: attraverso elementi semplici come la penna, il foglio, la stanza e il silenzio, l’autrice racconta qualcosa di universale e misterioso.
“Nasce così” è una dichiarazione d’amore alla poesia, intesa come voce spontanea dell’anima e come possibilità di raggiungere gli altri. Un componimento delicato e sincero, nel quale scrivere significa abbandonare ogni difesa, respirare attraverso le parole e trasformare un’emozione personale in un brivido capace di vivere sulla pelle di chi legge.
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Localizzazione: Alessandria, Piemonte, Italia.
Un foglio, una penna e una stanza che si apre sull’infinito rappresentano il misterioso momento della nascita della poesia raccontato da Giuseppina De Biase.
Crediti immagine: Immagine generata con intelligenza artificiale per Alessandria Post.
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