| Una rappresentazione simbolica dedicata a Luisetta Mercalli, la donna più longeva della Sardegna, insegnante per 46 anni e grande appassionata di musica, canto, teatro e opera lirica. |
Ha attraversato due guerre mondiali, l’epidemia di influenza spagnola, i bombardamenti del 1943 e la pandemia di Covid-19. Ha insegnato per quasi mezzo secolo, coltivando contemporaneamente l’amore per la musica, il canto, il teatro e l’opera lirica. Luisetta Mercalli, 111 anni, è la donna più longeva della Sardegna e rappresenta una delle ultime testimoni dirette di un’Italia ormai consegnata ai libri di storia.
Pier Carlo Lava
Il nome completo e l’età convalidata
Il suo nome anagrafico completo è Luigia Grazietta Giorgina Vittoria Mercalli, ma per i familiari e per tutti coloro che la conoscono è semplicemente Luisetta o Luisa.
È nata a Carloforte, sull’isola di San Pietro, nella Sardegna sud-occidentale. Il Gerontology Research Group, organismo internazionale specializzato nella verifica dell’età dei supercentenari, indica come data di nascita il 17 febbraio 1915. La sua età è stata convalidata ufficialmente il 15 novembre 2025 attraverso l’esame della documentazione disponibile.
Luisetta ha quindi compiuto 111 anni il 17 febbraio 2026 ed è tuttora indicata come la persona vivente più anziana della Sardegna.
Su questo punto esiste una piccola discrepanza fra le fonti: il Comune di Cagliari e la residenza sanitaria nella quale vive riportano il 15 febbraio come giorno della nascita, mentre il Gerontology Research Group e l’Ansa indicano il 17 febbraio. In questo articolo viene adottata la data convalidata dal gruppo internazionale specializzato.
Un’infanzia segnata dalla Prima guerra mondiale
Luisetta venne al mondo pochi mesi prima dell’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale. Il padre partì per il fronte quando lei era ancora una neonata e la sua prima infanzia coincise con uno dei periodi più difficili della storia europea.
Quando aveva circa tre anni attraversò anche l’epidemia di influenza spagnola, che tra il 1918 e il 1920 provocò milioni di vittime nel mondo. Più di un secolo dopo avrebbe affrontato e superato anche la pandemia di Covid-19, diventando una delle rarissime persone ad avere vissuto durante entrambe le grandi emergenze sanitarie.
La sua storia personale consente così di osservare il Novecento non come una successione astratta di date, ma attraverso la vita concreta di una donna che ne ha attraversato le trasformazioni, le tragedie e le conquiste.
L’insegnamento conquistato con determinazione
Uno degli aspetti più significativi della biografia di Luisetta Mercalli riguarda il suo rapporto con lo studio e l’insegnamento. In un’epoca nella quale l’istruzione femminile era ancora ostacolata da numerose difficoltà, riuscì a costruirsi una lunga carriera scolastica.
A soli 17 anni venne chiamata a insegnare. Per ottenere la preparazione necessaria dovette conciliare il lavoro con lo studio individuale, dedicando ai libri soprattutto le ore serali. Poiché in Sardegna non esistevano ancora istituti tecnici femminili adeguati al percorso che aveva scelto, conseguì privatamente il diploma a Padova e nel 1938 superò l’esame di Stato a Roma.
Avrebbe poi dedicato all’insegnamento 46 anni della propria vita, occupandosi in particolare di musica, canto corale, economia domestica ed educazione tecnica. Andò in pensione alla fine degli anni Settanta, dopo avere contribuito alla formazione di diverse generazioni di studenti.
La sua carriera appare ancora più importante se collocata nel contesto storico. Luisetta apparteneva a una generazione nella quale per molte donne l’accesso agli studi superiori e al lavoro qualificato non era affatto scontato. Il suo percorso racconta quindi anche una storia di emancipazione costruita attraverso la volontà, il sacrificio e la cultura.
I bombardamenti di Carloforte e l’aiuto ai feriti
Durante la Seconda guerra mondiale, Luisetta visse uno degli episodi più drammatici della storia recente di Carloforte. Il 4 aprile 1943 il porto venne bombardato e l’attacco causò dodici morti e numerosi feriti.
La popolazione era stata in parte sfollata nelle campagne per sottrarsi ai pericoli degli attacchi aerei. Appresa la notizia del bombardamento, Luisetta tornò però verso il paese per contribuire all’assistenza dei feriti.
È un passaggio che rivela un tratto fondamentale del suo carattere: la capacità di reagire alle difficoltà non soltanto pensando alla propria sicurezza, ma mettendosi al servizio degli altri. Quel gesto è rimasto nella memoria familiare e nella storia della comunità carlofortina.
La musica, il canto e il teatro
Accanto all’insegnamento, la grande passione di Luisetta è sempre stata la musica. Fin da giovane cantava accompagnata al pianoforte dalla madre e si esibiva sia nell’ambiente familiare sia nei teatri. La sua voce da soprano e la sensibilità artistica avrebbero accompagnato tutta la sua esistenza.
Nel 1951 si trasferì a Cagliari. Proprio durante una rappresentazione al Teatro Massimo conobbe Luigi Quaquero, ufficiale di artiglieria che sarebbe diventato suo marito. Dal loro matrimonio nacquero due figlie, Angela e Myriam.
Luisetta ha continuato a frequentare il teatro e a seguire le stagioni liriche cagliaritane fino all’età di cento anni. Fra i compositori più amati occupa un posto speciale Giacomo Puccini, con opere come La bohème e Madama Butterfly.
La lirica non è stata per lei soltanto un passatempo, ma un legame profondo con la bellezza, la memoria e la propria identità. Anche negli anni più recenti ha cercato, quando possibile, di assistere agli spettacoli organizzati attraverso la struttura nella quale risiede.
Autonoma fino a cento anni
Luisetta Mercalli ha mantenuto la propria autonomia fino al compimento dei cento anni. Dal 2015 vive in una residenza sanitaria assistita a Su Planu, nell’area di Selargius, alle porte di Cagliari, dove viene seguita dal personale e rimane circondata dall’affetto della famiglia.
Nonostante l’età straordinaria, ha imparato a utilizzare il telefono cellulare per restare in contatto con parenti e amici. La sua rubrica contiene numerosi contatti e il dispositivo rappresenta per lei uno strumento quotidiano di relazione con il mondo esterno.
Nella struttura partecipa ad attività fisiche compatibili con la sua età e a esercizi di stimolazione cognitiva. A questo si aggiungono la musica, le conversazioni, gli incontri familiari e l’interesse per ciò che accade intorno a lei.
La festa per i 111 anni
Il compleanno del 2026 è stato celebrato insieme alle figlie Angela e Myriam, ai generi, alle nipoti Alice, Francesca ed Elena, agli ospiti e al personale della residenza.
Alla festa hanno partecipato anche il presidente del Consiglio comunale di Cagliari, Marco Benucci, il sindaco di Carloforte, Stefano Rombi, e il parroco della chiesa di San Carlo Borromeo, don Andrea Zucca.
L’amministrazione comunale di Cagliari le ha consegnato una pergamena e un omaggio floreale, definendo il suo compleanno un traguardo appartenente idealmente a tutta la comunità. Il sindaco di Carloforte le ha invece reso omaggio facendole indossare simbolicamente la fascia tricolore.
Luisetta aveva scelto personalmente l’abbigliamento per la ricorrenza: camicia rosa, collana, orecchini, un filo di rossetto e il suo profumo preferito. Particolari che raccontano la volontà di partecipare pienamente alla festa e di non rinunciare alla cura della propria persona.
Quinta o sesta in Italia? Perché le classifiche cambiano
Al momento del compleanno alcune fonti definirono Luisetta la sesta persona più longeva d’Italia, mentre pochi giorni dopo l’Ansa la indicò al quinto posto.
Non si tratta necessariamente di un errore: le graduatorie dei supercentenari possono cambiare rapidamente in seguito alla morte di una delle persone che precedono nella classifica oppure alla convalida documentale di nuovi nominativi. Per questo il dato più stabile e importante rimane il suo primato regionale: Luisetta Mercalli è la persona più anziana attualmente conosciuta e verificata della Sardegna.
Il Gerontology Research Group la inserisce tra i supercentenari la cui età è stata controllata sulla base dei documenti anagrafici, evitando che semplici racconti familiari o errori nei registri vengano trasformati in primati non dimostrati.
La Sardegna e il valore della longevità
La Sardegna è conosciuta in tutto il mondo per la presenza di numerosi centenari. Alcune aree interne dell’isola sono state studiate per l’elevata concentrazione di persone capaci di raggiungere età molto avanzate.
Luisetta è nata a Carloforte, quindi al di fuori del nucleo territoriale solitamente associato alla cosiddetta Zona Blu sarda. La sua vicenda non deve perciò essere presentata come una prova diretta delle teorie sviluppate sulla longevità dell’Ogliastra e delle aree interne.
Rimane però parte di un fenomeno regionale di grande interesse. Nel 2025 i centenari residenti in Sardegna erano 671, in crescita rispetto ai 577 registrati nel 2024. Le donne rappresentavano la componente più numerosa.
Nessuna formula miracolosa
Nei racconti dedicati alle persone ultracentenarie si cerca spesso un alimento, un’abitudine o un comportamento da presentare come il “segreto” della lunga vita. Anche Luisetta segue un’alimentazione adeguata alla propria età, senza rinunciare occasionalmente ai canestrelli, le tradizionali ciambelle di Carloforte.
Sarebbe però scorretto trasformare questi particolari in una ricetta universale. La longevità estrema nasce probabilmente dalla combinazione di molti fattori: predisposizione genetica, ambiente, alimentazione, condizioni sociali, attività fisica, stimoli mentali, qualità delle relazioni, assistenza sanitaria e una componente inevitabile di casualità.
Nel caso di Luisetta emergono soprattutto la curiosità intellettuale, il contatto con la musica, una vita lavorativa intensa, i legami familiari e la capacità di adattarsi ai cambiamenti.
Una memoria preziosa della Sardegna
A 111 anni, Luisetta Mercalli non rappresenta soltanto un primato anagrafico. La sua storia unisce Carloforte, Cagliari e Selargius, attraversando la scuola, la guerra, il teatro, l’opera lirica e la trasformazione della società italiana.
Nella bambina che attese il ritorno del padre dalla Prima guerra mondiale, nella giovane insegnante che studiava di notte, nella donna accorsa ad aiutare i feriti durante i bombardamenti e nell’anziana che utilizza il cellulare per parlare con i propri cari convivono epoche profondamente diverse.
Il suo prossimo compleanno è atteso per il 17 febbraio 2027, quando potrebbe raggiungere i 112 anni. Fino ad allora Luisetta continua a essere la nonna della Sardegna: una donna discreta e determinata, capace di trasformare la propria lunghissima vita in un patrimonio di memoria per l’intera comunità.
Geolocalizzazione: Carloforte, Isola di San Pietro; Cagliari e Selargius, Sardegna, Italia
Fonti consultate: Gerontology Research Group, Comune di Cagliari, Ansa, L’Unione Sarda e Gruppo Sereni Orizzonti. Informazioni confrontate e aggiornate al 5 settembre 2026.
Precisazione anagrafica: il Gerontology Research Group e l’Ansa indicano come data di nascita il 17 febbraio 1915; il Comune di Cagliari e la residenza sanitaria riportano invece il 15 febbraio. Nell’articolo è stata adottata la data convalidata dal Gerontology Research Group.
Nota: l’articolo è stato elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale attraverso il confronto tra fonti nazionali, locali, istituzionali e specializzate nella verifica dell’età dei supercentenari. Il contenuto è stato successivamente sottoposto a revisione editoriale.
Descrizione: Un’anziana donna dal volto sereno è seduta al pianoforte, con uno spartito aperto davanti a sé. Dalla finestra si osservano il mare, il porto e le case di una località ispirata a Carloforte, paese natale di Luisetta Mercalli. L’immagine richiama la sua lunga carriera nell’insegnamento, l’amore per la musica e il profondo legame con la Sardegna.
Credito immagine: Immagine originale generata con intelligenza artificiale per Alessandria Post e Italian News Post.
Avvertenza: La persona raffigurata non è Luisetta Mercalli e l’immagine non deve essere interpretata come una sua fotografia autentica.
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