La ripresa dell’attività politica riporta in primo piano la riforma elettorale, la manovra 2027, il contributo delle banche e le misure contro il caro carburanti.
La ripresa dei lavori parlamentari riporta in primo piano le questioni destinate a segnare gli ultimi mesi della legislatura: riforma elettorale, alleanze in vista del voto, manovra economica, tassazione delle banche, stipendi dei giovani e interventi contro il caro carburanti. Nel centrosinistra, intanto, Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni provano a costruire un programma comune, mentre rimane l’incertezza sul candidato alla presidenza del Consiglio.
Pier Carlo Lava
La legge elettorale arriva al Senato
La nuova legge elettorale approda nell’Aula del Senato senza che il centrodestra abbia ancora raggiunto un accordo definitivo su tutti i punti. L’ipotesi di introdurre un ballottaggio nazionale appare ormai quasi definitivamente accantonata, ma rimangono aperte diverse questioni politicamente rilevanti.
La prima riguarda la percentuale necessaria per ottenere il premio di maggioranza. La soglia inizialmente fissata al 42% potrebbe essere ridotta al 41% attraverso un emendamento di Fratelli d’Italia. Forza Italia, però, mantiene alcune perplessità, anche perché una soglia più bassa potrebbe favorire non soltanto il centrodestra, ma qualunque coalizione risultasse prima alle elezioni.
Il tema si è ulteriormente complicato dopo la crescita nei sondaggi di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Senza un accordo con l’ex generale, infatti, l’attuale maggioranza potrebbe non raggiungere la percentuale necessaria per ottenere il premio.
Restano da definire anche la cosiddetta norma anti-cespugli, destinata a stabilire quali partiti minori possano contribuire al risultato complessivo della coalizione, e la soglia minima, compresa tra l’1 e il 2%, sotto la quale i voti di una lista non verrebbero conteggiati.
Un altro punto delicato riguarda i sindaci che intendono candidarsi alle elezioni politiche. Si discute della possibilità di ridurre il periodo entro il quale devono dimettersi dal proprio incarico comunale. Forza Italia teme che, con il ritorno delle preferenze, i primi cittadini possano beneficiare di un vantaggio competitivo rispetto ai parlamentari uscenti.
Il testo arriva a Palazzo Madama senza mandato al relatore. Sarà quindi necessario ripetere in Aula le votazioni già effettuate in Commissione, compresa quella sull’introduzione delle preferenze con il meccanismo del capolista bloccato. Il voto finale è stato programmato per il 15 settembre, ma l’opposizione annuncia una battaglia parlamentare che potrebbe allungare i tempi.
Schlein invita le opposizioni a fermare la riforma
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein chiede alle forze di opposizione di non considerare scontata l’approvazione della legge elettorale e le invita a contrastarla in Parlamento.
Secondo il centrosinistra, la maggioranza starebbe costruendo un sistema destinato a favorire la coalizione di Governo e a ridurre il peso delle forze minori. Il centrodestra sostiene invece che la riforma serva ad assicurare stabilità e governabilità, evitando che il risultato elettorale produca un Parlamento senza una maggioranza autosufficiente.
Lo scontro riguarda quindi non soltanto le regole del voto, ma anche la possibilità che si torni alle urne nella primavera del 2027. La maggioranza accelera per approvare la riforma entro un mese, mentre le opposizioni cercano di rallentarne l’iter e di mettere in evidenza le divisioni interne al centrodestra.
Il campo largo prova a ripartire dal programma
Alla festa nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono ritrovati sullo stesso palco per rilanciare il progetto del campo largo.
La scelta del candidato alla presidenza del Consiglio è stata rinviata. Tra le possibilità rimangono le primarie di coalizione oppure un accordo che assegni la guida al partito capace di ottenere il maggior numero di voti. Schlein ha ribadito che la priorità deve essere la definizione di un programma condiviso.
Il lavoro dovrebbe iniziare dopo il 20 settembre, una volta concluso il percorso interno del Movimento 5 Stelle, e proseguire a ottobre attraverso una consultazione più ampia.
Tra i punti sui quali esiste già una convergenza figurano il salario minimo, la difesa della sanità pubblica, la riduzione del costo dell’energia per famiglie e imprese, il congedo parentale paritario, una tassa sugli extraprofitti e il riconoscimento dello Stato palestinese.
Restano però almeno due ostacoli importanti. Il primo riguarda la guerra in Ucraina: il PD sostiene la prosecuzione dell’aiuto militare a Kiev, mentre Movimento 5 Stelle e AVS sono contrari all’invio di nuove armi. Tutti dichiarano di voler favorire una soluzione negoziale, ma non concordano sugli strumenti da utilizzare nel frattempo.
Il secondo problema è il perimetro della coalizione. Giuseppe Conte continua a manifestare dubbi sull’affidabilità politica di Matteo Renzi, mentre Schlein preferisce rinviare il confronto sui singoli partiti e concentrarsi sulla coerenza del programma. La foto comune rappresenta quindi un segnale di unità, ma non cancella le differenze ancora presenti.
Manovra 2027, Giorgetti apre alla flat tax sugli aumenti salariali
Nel centrodestra è già iniziato il confronto sulla legge di Bilancio per il 2027, l’ultima manovra prima delle prossime elezioni politiche. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato alcune delle misure allo studio, precisando però che ogni intervento dovrà rispettare la sostenibilità dei conti pubblici.
Una delle proposte più innovative riguarda una tassazione agevolata sugli aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani lavoratori. L’obiettivo sarebbe incentivare le imprese ad aumentare le retribuzioni, contrastando contemporaneamente la perdita di potere d’acquisto e la fuga all’estero dei lavoratori qualificati.
Non è ancora stato definito il limite di età, l’aliquota applicabile né la durata dell’agevolazione. Per il momento si tratta quindi di un’ipotesi politica che dovrà essere quantificata e finanziata.
Giorgetti ha inoltre riaperto il confronto sulla flat tax per le partite IVA. La Lega vorrebbe innalzare da 85.000 a 100.000 euro il tetto dei ricavi entro il quale si applica l’aliquota agevolata del 15%. Le opposizioni contestano però la disparità di trattamento rispetto ai lavoratori dipendenti, sottoposti alle aliquote progressive dell’Irpef.
Sul fronte previdenziale, il ministro ha definito ragionevole la possibilità di consentire l’uscita a 64 anni, correggendo le differenze tra chi ha iniziato a lavorare prima e dopo il 1996. Ha però avvertito che qualsiasi modifica dovrà garantire l’equilibrio del sistema pensionistico nel lungo periodo.
La Lega chiede fino a tre miliardi alle banche
La questione più controversa della manovra riguarda il contributo richiesto al settore bancario. La Lega propone un prelievo del 5% sugli utili delle banche, dal quale potrebbero arrivare tra i due e i tre miliardi di euro.
Le risorse verrebbero utilizzate per sostenere famiglie e imprese, finanziare interventi contro il caro energia e rafforzare le misure per la sicurezza. Il partito di Salvini sostiene che gli istituti abbiano beneficiato dell’aumento dei tassi d’interesse e delle garanzie pubbliche concesse negli anni successivi alla pandemia.
Giorgetti ha evitato di appoggiare esplicitamente una nuova imposta, ma ha sollevato il problema della scarsa concorrenza nel sistema bancario, sostenendo che una maggiore possibilità di scelta per correntisti e imprese contribuirebbe a ridurre rendite di posizione ed extraprofitti.
La proposta incontra la netta opposizione di Forza Italia. Antonio Tajani esclude nuove tasse e ritiene che un eventuale contributo debba essere concordato con gli istituti, eventualmente attraverso anticipazioni fiscali e non mediante un prelievo straordinario.
Il confronto si annuncia complesso. Da una parte vi è la necessità di reperire risorse per finanziare le promesse della maggioranza; dall’altra permane l’esigenza di non compromettere la stabilità del sistema creditizio e l’erogazione dei finanziamenti a famiglie e imprese.
Caro carburanti, attese misure mirate
L’intervento più urgente riguarda il prezzo dei carburanti. Il taglio temporaneo delle accise sul gasolio, pari a 17 centesimi al litro, scade il 10 settembre. Il Governo sta valutando come sostituirlo senza estendere a tutti un provvedimento particolarmente costoso per le finanze pubbliche.
Nel prossimo Consiglio dei ministri potrebbero essere approvate misure selettive rivolte alle fasce economicamente più deboli e alle categorie professionali maggiormente dipendenti dai trasporti, come autotrasportatori, agricoltori e pescatori.
La scelta di abbandonare gli sconti generalizzati solleva tuttavia alcuni interrogativi: occorrerà stabilire chi avrà diritto agli aiuti, con quali strumenti verranno erogati e in quanto tempo potranno produrre effetti concreti.
La Lega chiede che anche le grandi società energetiche contribuiscano al finanziamento degli interventi. Il problema non riguarda soltanto il prezzo alla pompa: l’aumento dei carburanti si trasferisce sui costi di trasporto e, di conseguenza, sui prezzi dei prodotti alimentari e dei beni di largo consumo.
Emma Bonino, condizioni delicate ma stazionarie
La giornata politica è accompagnata anche dalla preoccupazione per le condizioni di Emma Bonino, ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Santo Spirito di Roma dopo una crisi respiratoria.
Secondo l’ultimo bollettino medico disponibile, la storica leader radicale è cosciente e i parametri cardiocircolatori e respiratori vengono considerati accettabili. Il ricovero in terapia intensiva è stato disposto a scopo precauzionale, ma le condizioni rimangono delicate e stazionarie.
Da numerosi esponenti politici, appartenenti sia alla maggioranza sia alle opposizioni, sono arrivati messaggi di vicinanza e auguri di pronta guarigione.
Una ripresa parlamentare già elettorale
La ripartenza dell’attività politica mostra un Paese già proiettato verso le prossime elezioni. Il centrodestra deve trovare un equilibrio tra Meloni, Salvini, Tajani e il nuovo concorrente Vannacci; il centrosinistra cerca una sintesi tra partiti con programmi e storie differenti.
Nel mezzo rimangono i problemi concreti degli italiani: salari insufficienti, inflazione, carburanti costosi, pensioni, sanità e difficoltà delle imprese. La legge elettorale stabilirà le regole della competizione, ma saranno soprattutto le risposte offerte su questi temi a decidere chi riuscirà a conquistare la fiducia degli elettori.
Approfondimento sulla politica italiana a cura di Pier Carlo Lava
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