| In cima alla salita, lo sguardo attraversa il paesaggio e ritrova le immagini del passato, tra memoria, consapevolezza e riconciliazione con sé stessi. |
Ci sono salite che non conducono semplicemente verso un luogo più alto, ma costringono a guardare dentro sé stessi. Nella poesia “In cima alla salita”, Silvia De Angelis racconta proprio questo momento: l’arrivo a un confine interiore dal quale il passato torna visibile, le ferite chiedono di essere ricomposte e il presente appare come uno spazio incerto, sospeso tra memoria e rinascita.
Pier Carlo Lava
IN CIMA ALLA SALITA
@Silvia De Angelis
La recensione
La poesia si apre su un’immagine di forte tensione: il “culmine d’un azzardo”. Non siamo davanti a una vetta conquistata serenamente, ma al punto estremo di una scelta, di un rischio o di un percorso personale che ha richiesto coraggio. Gli occhi si affacciano sul “largo vuoto del tempo”, uno spazio sconfinato nel quale presente e passato sembrano perdere i loro confini.
La metafora cinematografica della “scena in flash back” introduce immediatamente il tema centrale della composizione: il ritorno della memoria. Il tempo viene riavvolto come una vecchia pellicola, mentre i giorni si assottigliano e ciò che sembrava lontano torna improvvisamente vicino. Non si tratta, tuttavia, di una contemplazione nostalgica. Le immagini del passato portano con sé questioni rimaste aperte, le “trame insolute” che continuano a occupare l’aria e a produrre intonazioni instabili, sospese sul grigiore del presente.
È particolarmente intensa l’immagine delle “pellicole usurate” che si riaprono in maniera quasi fisica. Il ricordo, nella poesia di Silvia De Angelis, non appartiene soltanto alla mente: diventa materia, corpo, rumore. Le pellicole “cigolano”, come porte rimaste chiuse troppo a lungo, e si muovono sopra un “mare immobile”. L’apparente quiete nasconde però correnti e gorghi ancora vivi, capaci di raggiungere l’ala e il sangue, cioè il desiderio di libertà e la parte più profonda dell’esistenza.
Il mare immobile rappresenta ciò che esteriormente sembra ormai placato, mentre sotto la superficie continuano ad agitarsi emozioni, dolori e domande. È una delle contrapposizioni più significative della poesia: alla staticità visibile corrisponde un movimento interiore impetuoso. Il passato non è morto, ma continua a circolare nel sangue e a influenzare il presente.
Nella parte conclusiva il tono cambia. Dopo il grigio, il vuoto e le pellicole consumate compare la luna, sparsa dentro “laghi di luce”. È un’immagine delicata e riparatrice, che introduce la possibilità di una riconciliazione. La luce lunare non cancella le ferite, ma permette di vederle diversamente e di iniziare quel “rammendo di vecchi danni” che costituisce il passaggio decisivo del testo.
Il verbo “rammendare” suggerisce un gesto paziente e intimo. Non si possono eliminare gli strappi della vita, ma è possibile ricucirli, conservandone le tracce. In questa prospettiva assume un valore fondamentale l’espressione “combaciando con sé stessi”: il vero traguardo della salita non consiste nel dimenticare, ma nel far coincidere nuovamente le diverse parti della propria identità.
Stile e linguaggio
Lo stile di Silvia De Angelis è visionario, metaforico ed essenziale. Le immagini non descrivono una vicenda precisa, ma costruiscono un paesaggio interiore nel quale il lettore può riconoscere le proprie esperienze. Cinema, mare, luna e salita appartengono a campi differenti, eppure confluiscono in un’unica rappresentazione del tempo e della memoria.
La sintassi frammentata e le frequenti sospensioni restituiscono il movimento incerto del pensiero. Gli enjambement spezzano le frasi e fanno oscillare i versi, mentre i verbi all’infinito — “rivedere”, “spargere”, “oltrepassare” — trasformano la poesia in un percorso ancora in atto. Anche i puntini di sospensione finali impediscono una conclusione definitiva: la salita interiore non termina con una risposta, ma con un respiro.
I temi della poesia
I nuclei principali della composizione sono:
- il ritorno del passato e delle questioni irrisolte;
- il rapporto tra memoria, corpo e identità;
- la presenza delle ferite interiori;
- la necessità di ricomporre ciò che la vita ha spezzato;
- il limite invisibile tra consapevolezza e sofferenza;
- la riconciliazione con sé stessi.
Silvia De Angelis
Silvia De Angelis è una poetessa, scrittrice e blogger romana. La sua produzione si distingue per un linguaggio ricco di immagini, per l’intensità emotiva e per una costante attenzione ai movimenti più nascosti dell’animo. Il suo blog, “Inganni velati – Scorci emotivi dettati dal profondo”, raccoglie una produzione poetica ampia e continuativa. Nel tempo alcune sue composizioni hanno ottenuto premi e riconoscimenti, confermando la profondità di una ricerca poetica fondata sull’essenzialità della parola e sull’energia spirituale delle immagini.
Conclusione
“In cima alla salita” è una poesia sulla memoria, ma soprattutto sulla difficile arte di ricomporsi. La vetta evocata dal titolo non rappresenta un punto d’arrivo definitivo: è il luogo fragile nel quale ci si ferma, si guarda indietro e si tenta di riconoscere ciò che ancora vive dentro di noi.
Silvia De Angelis ci ricorda che guarire non significa cancellare il passato. Significa attraversarne nuovamente le immagini, ascoltare il cigolio delle vecchie ferite e provare a rammendarle, fino a tornare a “combaciare con sé stessi”. In cima alla salita rimane una linea invisibile, affannata e sottile: il confine umano tra ciò che siamo stati e ciò che, nonostante tutto, possiamo ancora diventare.
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📍 Geolocalizzazione: Roma, Lazio, Italia
Fonte della poesia: Inganni velati – Blog di Silvia De Angelis
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Descrizione dell’immagine: Immagine orizzontale e realistica di una donna dal volto ben visibile, seduta sulla sommità di un’altura. Sullo sfondo, un lago illuminato dal sole, le montagne e alcuni frammenti di pellicola evocano il ritorno dei ricordi raccontato nella poesia “In cima alla salita” di Silvia De Angelis.
Crediti: Immagine generata con intelligenza artificiale OpenAI su indicazione editoriale di Pier Carlo Lava per Alessandria Post.
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