IL FILM DOCUMENTARIO BLU NELLA SEZIONE “SPECIAL SCREENING” DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA. La regia è di Denis Brotto dell'Università di Padova

IL FILM DOCUMENTARIO BLU NELLA SEZIONE
“SPECIAL SCREENING” DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA
Un viaggio cinematografico attraverso i mari italiani, dove paesaggi marini, mito e scienza rivelano la fragile meraviglia di un mondo a rischio

Trailer del film: https://vimeo.com/avilab/blutrailer?share=copy&fl=sv&fe=ci

Il film documentario BLU, diretto da Denis Brotto dell’Università di Padova, è stato selezionato per la prossima Festa del Cinema di Roma nella sezione Special Screening che accoglie eventi speciali, anteprime e documentari di grande rilevanza culturale. BLU, regia di Denis Brotto, con Marco Baliani e la partecipazione di Susie Barrow, Tonino Bertoleoni, Silvia Cao, Guido Galletti, Andrea Mortolesa e Matteo Rigato, è una produzione National Biodiversity Future Centre in co-produzione con Università di Padova e produzione esecutiva AViLab. Nato da un’idea di Telmo Pievani, Mariella Rasotto e Denis Brotto e dal soggetto di Chiara Anzolini, Denis Brotto, Tommaso Brugin, Fabio De Pascale, Federico Massa, Telmo Pievani e Mariella Rasotto.

BLU è un viaggio cinematografico attraverso i mari italiani, un percorso da sud a nord che segue il respiro dell'acqua e le tracce che essa continua a lasciare nel paesaggio, nella memoria e nell'immaginario. Attraverso la voce e lo sguardo di Marco Baliani, il film esplora coste e isole, fondali e litorali. Da Aci Trezza e Siracusa a Ustica e Favignana, da Torre Guaceto all'Asinara e a Tavolara, fino alle Cinque Terre e a Trieste: luoghi in cui il mare custodisce ancora storie antiche e testimonia profonde trasformazioni.
Muovendosi tra scienza e mito, osservazione e narrazione, BLU dà vita a un'esplorazione sensoriale e visiva di un universo vitale e al contempo fragile: una geografia sommersa fatta di biodiversità, creature, correnti e presenze, intrecciata a leggende antiche e memorie stratificate nel tempo. Eppure, sotto la superficie, emergono i segni di un equilibrio sempre più minacciato: l'aumento delle temperature, l'inquinamento e le conseguenze dell'attività umana. Ritratto contemplativo e al contempo urgente, BLU interroga il nostro rapporto con il mare: una presenza viva e vulnerabile che oggi richiede una nuova prospettiva e una consapevolezza più profonda.

«Ho sempre pensato al mare come a un luogo capace di custodire una memoria che non ci appartiene del tutto. Un luogo che cambia continuamente e che, sotto la superficie, sembra conservare le tracce di tempi lontani, di miti e, forse, di ciò che un tempo siamo stati. Prima ancora di essere geografia, il mare è un luogo dell’immaginazione che porta con sé racconti, divinità, mostri, naufragi, metamorfosi - dice Denis Brotto regista di BLU e docente di Cinema e cultura visuale all’Università di Padova -. BLU nasce dal desiderio di attraversare questi luoghi, di ascoltare ciò che ancora oggi nascondono. Un viaggio da Sud a Nord, seguendo le coste italiane e lasciandosi guidare dal movimento delle onde. Per mesi abbiamo cercato di cogliere l’anima profonda di paesaggi, fondali, creature terrestri e marine. E poi i suoni, solo in apparenza simili a silenzi. Nell’osservare il mare e i suoi mutamenti, è emersa una dimensione sospesa, lontana. Fatta di tempi dilatati, di luci che mutano, di inattese scoperte. Da questa dimensione - conclude Brotto - affiorano oggi i segni di una trasformazione: acque sempre più calde, ecosistemi in difficoltà, presenze marine costrette a mutare i propri habitat. È questa distanza, tra ciò che il mare è stato e ciò che sta divenendo, ad attraversare l’intero film».

Denis Brotto è regista e docente di Cinema e cultura visuale all'Università di Padova. È autore di studi dedicati a Aleksandr Sokurov e Jean Vigo e di pubblicazioni nel campo della cultura visuale e del cinema contemporaneo, tra cui Trame digitali. Cinema e nuove tecnologie (2012), François Truffaut. La letteratura al cinema (2018, curatela), In una coltre di nubi. L'immagine contemporanea tra cinema e cultura visuale (2025).
Come regista ha realizzato: Esedra (2015), per il Museo della Padova Ebraica; il documentario In Bloom | Tito Livio (2020), con Marco Paolini e Gabriele Vacis, presentato su RAI5; Logos Zanzotto, dedicato al poeta Andrea Zanzotto, presentato come evento speciale alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia; La Forma della Memoria (2022) video-installazione per gli 800 anni dell’Ateneo e Goethe. La vita delle foglie (2023), per il Museo dell'Orto Botanico di Padova con Giulio Casale; Estra (2026), film-concerto dell'omonimo gruppo rock.

Pubblicato da Maria Pellino 

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