Garlasco, nuova svolta nell’inchiesta: chiuse le indagini su Sempio e riemerge il nodo della bicicletta di Stasi

Caso Garlasco, immagine illustrativa sulle indagini riguardanti Andrea Sempio e sui nuovi accertamenti relativi alla bicicletta di Alberto Stasi.
Immagine illustrativa dedicata ai nuovi sviluppi del caso Garlasco, con richiami alle indagini su Andrea Sempio, alla bicicletta di Alberto Stasi, all’impronta 33 e agli accertamenti genetici.

La Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le indagini su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Le nuove consulenze riguardano l’impronta 33, una traccia di scarpa e gli accertamenti genetici. Ma dagli stessi approfondimenti emerge anche una questione destinata a pesare sul dibattito giudiziario: due contro-analisi del 2007 sul campione prelevato dai pedali della bicicletta di Alberto Stasi risultarono negative e, secondo la Procura, di esse non è stata rinvenuta traccia negli atti del procedimento che portò alla condanna definitiva di Stasi. Due vicende giudiziarie che devono però essere mantenute rigorosamente distinte.

Pier Carlo Lava

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, l'inchiesta torna a un passaggio decisivo. Il 28 settembre la Procura della Repubblica di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini, dopo gli approfondimenti disposti nei mesi scorsi. Il capo d'incolpazione nei suoi confronti, ha precisato il procuratore Fabio Napoleone, rimane invariato. Sempio è indagato per l'omicidio di Chiara Poggi; ciò non equivale naturalmente a una dichiarazione di colpevolezza e resta pienamente operante la presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva. La chiusura delle indagini apre ora la fase nella quale la difesa può esaminare gli atti, depositare memorie e formulare le richieste previste dalla legge, prima che la Procura assuma le proprie determinazioni sull'esercizio dell'azione penale.

L'impronta 33 e la traccia della scarpa

Una parte importante dei nuovi accertamenti riguarda la cosiddetta impronta 33, rilevata sulla parete della scala della casa dei Poggi, e la traccia di una calzatura rinvenuta sulla scena del delitto. Secondo quanto reso noto dalla Procura, i consulenti incaricati dall'accusa hanno ritenuto che le osservazioni presentate dalla difesa non introducano elementi tali da modificare le loro precedenti valutazioni sull'impronta 33.

Per quanto riguarda invece la calzatura, gli approfondimenti tecnici non avrebbero consentito di sostenere l'esistenza di un'incompatibilità fisica fra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia esaminata. Inoltre, una scarpa modello Frau di taglia 42 è stata indicata dai consulenti come compatibile con le misure del piede dell'indagato.

È però essenziale comprendere il significato di questa terminologia: compatibilità non significa identificazione. Stabilire che determinate dimensioni non siano incompatibili con quelle di una persona non dimostra, da solo, che quella persona abbia lasciato la traccia. Saranno l'insieme degli elementi e l'eventuale contraddittorio processuale a determinarne il valore probatorio.

La sorpresa arriva dai pedali della bicicletta di Stasi

L'elemento forse più clamoroso contenuto nelle informazioni diffuse dalla Procura riguarda però Alberto Stasi, definitivamente condannato a 16 anni di reclusione per l'omicidio di Chiara Poggi.

La questione parte dai dati grezzi delle analisi genetiche effettuate nel 2007 sul campione prelevato dai pedali della bicicletta Umberto Dei di Stasi. Secondo quanto comunicato dal procuratore Napoleone, il profilo genetico ottenuto il 19 settembre 2007 era stato attribuito all'epoca alla vittima. Ma il giorno successivo, 20 settembre 2007, sullo stesso campione furono effettuate due ulteriori corse elettroforetiche che diedero risultato negativo.

Ed è qui che nasce il problema: secondo la Procura di Pavia, di queste due contro-analisi negative non è stata rinvenuta traccia negli atti del procedimento e del processo celebrato contro Stasi. I consulenti della Procura, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, avrebbero confermato l'esistenza delle due corse elettroforetiche negative e osservato che la discordanza fra i risultati avrebbe reso opportuno, all'epoca, un approfondimento che dalle attuali indagini non risulta essere stato effettuato.

È un fatto nuovo e rilevante, ma deve essere interpretato con grande cautela. Non significa che la condanna di Alberto Stasi sia stata annullata, né costituisce automaticamente la dimostrazione della sua innocenza. La sentenza nei suoi confronti rimane definitiva. Il possibile valore di questi elementi dovrà eventualmente essere valutato nelle sedi giudiziarie competenti.

La Procura: nessuna richiesta di revisione per Stasi

Su questo punto il procuratore Fabio Napoleone ha voluto fare una precisazione particolarmente importante: la Procura di Pavia non ha mai chiesto alla Procura generale di Milano di formulare una proposta di revisione della condanna di Alberto Stasi. La Procura generale, tuttavia, viene tenuta informata sugli aspetti che possono avere interesse rispetto alla posizione del condannato.

Si tratta di una distinzione fondamentale. L'indagine riguardante Andrea Sempio e un'eventuale futura procedura di revisione relativa ad Alberto Stasi seguono percorsi giuridici differenti. L'eventuale rinvio a giudizio di Sempio non cancellerebbe automaticamente la condanna di Stasi, così come l'emergere di nuovi elementi riguardanti Stasi non dimostrerebbe automaticamente la responsabilità di Sempio.

La difesa di Sempio: «Non ci sono elementi per mandarlo a processo»

Questa mattina, 30 settembre, fuori dal Tribunale di Pavia, i difensori di Andrea Sempio sono tornati a contestare l'impostazione accusatoria. L'avvocato Liborio Cataliotti ha dichiarato di non ritenere che, allo stato degli atti, esistano elementi sufficienti per il rinvio a giudizio del proprio assistito, pur affermando di non escludere che la richiesta possa comunque arrivare.

Particolarmente significativa è la posizione della difesa sull'impronta 33. Secondo Cataliotti, prima ancora di stabilire a chi appartenga una determinata traccia occorre dimostrare che quella traccia sia effettivamente riconducibile all'autore dell'omicidio. La difesa valuta anche la possibilità di chiedere un incidente probatorio sull'argomento nell'eventuale fase dell'udienza preliminare.

Il legale distingue quindi tre questioni: la natura della traccia, la sua eventuale attribuzione a Sempio e il possibile collegamento con il delitto. Sono aspetti differenti e, secondo la difesa, non possono essere sovrapposti.

Un altro elemento riguarda gli accertamenti affidati allo psichiatra Roberto Catanesi. Secondo quanto riferito oggi dalla difesa, il consulente non avrebbe ritenuto di disporre di elementi sufficienti per rispondere adeguatamente ai quesiti senza un esame clinico diretto di Sempio, che non ha acconsentito alla visita; gli accertamenti sono pertanto rimasti sospesi.

Due questioni giudiziarie che ora inevitabilmente si incrociano

Il caso Garlasco entra così in una fase estremamente delicata. Da una parte c'è un'indagine nella quale la Procura di Pavia continua a concentrare l'attenzione su Andrea Sempio, dopo aver raccolto ulteriori consulenze e accertamenti. Dall'altra, proprio l'attività investigativa più recente ha riportato alla luce dati del 2007 relativi alla bicicletta di Alberto Stasi che pongono interrogativi sulla gestione di una parte delle analisi scientifiche effettuate all'epoca.

Il rischio, in un caso mediaticamente così esposto, è trasformare ogni nuovo elemento in una sentenza anticipata. È invece necessario mantenere distinti fatti documentati, interpretazioni tecniche, ipotesi investigative e tesi delle difese.

La domanda più importante non è quindi, almeno per il momento, stabilire attraverso il dibattito televisivo o giornalistico chi abbia ragione. Saranno i magistrati e, qualora si arrivi a un processo, i giudici a valutare il materiale raccolto.

Resta però un dato difficilmente contestabile: diciannove anni dopo l'omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco è tutt'altro che una vicenda giudiziaria consegnata definitivamente al passato. Le nuove indagini stanno riportando all'esame reperti, analisi e documenti del 2007 e aprono interrogativi che richiederanno risposte rigorose. Il prossimo passaggio sarà comprendere quali determinazioni assumerà la Procura nei confronti di Andrea Sempio e, separatamente, quale valutazione verrà data agli elementi emersi sulle vecchie analisi riguardanti Alberto Stasi.

=======================

GEO: Garlasco – Pavia – Lombardia – Italia

Caso Garlasco, chiuse le indagini su Andrea Sempio: nuovi accertamenti sull’impronta 33 e sulla scarpa, mentre riemerge il nodo delle analisi del 2007 sulla bicicletta di Alberto Stasi.

Alessandria Post: https://piercarlolava.blogspot.com/

ItaliaNewsPost: https://italianewspost.com/

Crediti: Immagine generata con Intelligenza Artificiale – elaborazione grafica per Alessandria Post

Commenti