- Ottieni link
- X
- Altre app
| Il Veneto è la prima Regione amministrata dal centrodestra ad approvare una legge sulle procedure sanitarie per il suicidio medicalmente assistito. |
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge che disciplina tempi e procedure dell’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito. È una decisione dal forte valore politico e simbolico: il Veneto diventa la quarta Regione italiana, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, e la prima amministrata dal centrodestra a intervenire sulla materia.
Pier Carlo Lava
Il provvedimento di iniziativa popolare, sostenuto da circa 9.000 firme e promosso nell’ambito della campagna “Liberi Subito” dell’Associazione Luca Coscioni, è stato approvato al termine di due giornate di discussione con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni.
Si tratta di un risultato che soltanto due anni fa appariva molto lontano. Nel gennaio 2024, durante la precedente legislatura, una proposta analoga non aveva superato l’esame dei primi articoli ed era stata rinviata in Commissione. Il nuovo testo è stato modificato anche per tenere conto delle successive pronunce della Corte costituzionale e delle osservazioni avanzate dalla Giunta regionale.
Che cosa prevede realmente la legge
È importante chiarire un punto, perché su un argomento così delicato le parole possono generare facilmente equivoci. Il Veneto non ha introdotto l’eutanasia e non ha creato autonomamente un nuovo diritto alla morte.
La legge disciplina l’organizzazione del servizio sanitario regionale nei casi in cui una persona chieda di accedere al suicidio medicalmente assistito, all’interno del perimetro già definito dalla Corte costituzionale. Sono quindi stabiliti il percorso della domanda, le verifiche mediche, il coinvolgimento degli organismi etici e le modalità con cui il sistema sanitario deve fornire una risposta.
La sentenza numero 242 del 2019 della Consulta ha indicato quattro condizioni fondamentali: la persona deve essere affetta da una patologia irreversibile, deve provare sofferenze fisiche o psicologiche considerate intollerabili, deve essere mantenuta in vita mediante trattamenti di sostegno vitale e deve conservare la capacità di prendere decisioni libere e consapevoli.
La verifica di questi requisiti spetta a una struttura pubblica del Servizio sanitario, dopo il parere dell’organismo etico competente. Nel suicidio medicalmente assistito, inoltre, l’atto conclusivo viene compiuto personalmente dal paziente: è questa una delle differenze essenziali rispetto all’eutanasia.
La giurisprudenza costituzionale ha riconosciuto alle Regioni la possibilità di regolare gli aspetti sanitari e organizzativi, senza però modificare i requisiti sostanziali, che appartengono alla competenza nazionale.
Cure palliative e libertà del medico
Il testo approvato in Veneto contiene alcune garanzie aggiuntive introdotte attraverso gli emendamenti presentati dal presidente della Regione Alberto Stefani.
È previsto un ruolo rafforzato dello specialista in cure palliative all’interno della commissione chiamata a esaminare le richieste. La persona interessata dovrà essere informata in maniera completa sulla possibilità di accedere alle cure palliative, considerate prioritarie prima di qualsiasi decisione definitiva.
Viene inoltre prevista l’istituzione di un Comitato bioetico regionale, incaricato di fornire indicazioni ai comitati territoriali di pratica clinica, mentre resta volontaria la partecipazione del medico alla procedura.
Queste modifiche hanno permesso di costruire una maggioranza più ampia e di accogliere almeno una parte delle preoccupazioni espresse dal centrodestra.
Un voto che attraversa gli schieramenti
Il risultato non può essere letto come una conversione unanime della maggioranza veneta. Lega e Forza Italia hanno lasciato libertà di coscienza, mentre Fratelli d’Italia e Futuro nazionale si sono schierati contro. Gran parte della Lega, insieme a una componente di Forza Italia, ha votato con le opposizioni di centrosinistra.
A favore si sono espressi anche Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, da tempo sostenitore della necessità di fornire una risposta normativa alle persone costrette a convivere con condizioni irreversibili e sofferenze estreme.
Zaia ha definito l’approvazione una “legge di civiltà” e un atto di responsabilità nei confronti dei pazienti, delle famiglie, dei medici e degli operatori sanitari. Ha inoltre ricordato che, dal 2019, in Veneto sono state presentate 31 domande e soltanto tre hanno ottenuto l’autorizzazione del comitato etico: numeri che mostrano quanto siano rigorose e circoscritte le condizioni di accesso.
Di segno opposto le reazioni di Fratelli d’Italia, delle organizzazioni pro vita e del patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, secondo il quale il provvedimento potrebbe aprire la strada a una deriva difficilmente controllabile e indebolire la tutela della vita umana.
L’Associazione Luca Coscioni ha invece salutato il voto come una scelta rispettosa dei diritti e della libertà delle persone che soffrono, sottolineando la necessità di evitare attese burocratiche prolungate proprio nelle situazioni più drammatiche.
Una decisione che interroga la politica nazionale
Il voto del Veneto rompe uno schema politico consolidato. Dimostra che il fine vita non è più una materia facilmente riconducibile alla tradizionale divisione tra destra e sinistra. Quando la politica entra nella dimensione della sofferenza, della malattia irreversibile e della libertà personale, le appartenenze di partito lasciano inevitabilmente spazio alla coscienza individuale.
Resta però irrisolto il problema principale: l’assenza di una legge nazionale organica. Le Regioni possono definire l’organizzazione sanitaria, ma non dovrebbero essere lasciate sole ad affrontare una questione che coinvolge diritti fondamentali e che richiede condizioni uniformi in tutto il Paese.
Il rischio è quello di creare percorsi differenti a seconda del territorio di residenza. Su un tema tanto intimo e doloroso non dovrebbero esistere cittadini con procedure certe e altri costretti ad attendere mesi, rivolgersi ai tribunali o trasferirsi altrove.
Il Veneto ha compiuto una scelta coraggiosa, certamente destinata a dividere. Ma ha anche dimostrato che è possibile affrontare il fine vita senza slogan, contrapponendo alla paura regole rigorose, controlli, cure palliative e rispetto delle diverse sensibilità.
Essere favorevoli o contrari resta una questione profondamente personale. Il compito delle istituzioni, tuttavia, è anche quello di non abbandonare chi si trova davanti a una sofferenza estrema. Ed è proprio su questo terreno che ora il Parlamento nazionale sarà chiamato, prima o poi, ad assumersi la propria responsabilità.
Venezia, Veneto, Italia
Le informazioni contenute nell’articolo sono state verificate attraverso il confronto tra fonti giornalistiche nazionali, regionali e istituzionali, sulla base degli aggiornamenti disponibili al momento della pubblicazione. Il testo è stato interamente rielaborato con parole proprie.
L’immagine di copertina, se realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, ha esclusivamente funzione illustrativa e non rappresenta una fotografia documentaria dell’avvenimento.
© 2026 Pier Carlo Lava – Alessandria Post. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione integrale senza autorizzazione. È consentita la condivisione citando l’autore e inserendo il collegamento all’articolo originale.
Alessandria Post. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione integrale senza autorizzazione. Immagine illustrativa dedicata all’approvazione della legge veneta sul fine vita. In primo piano una persona anziana, una familiare e un medico rappresentano la sofferenza, l’assistenza e la responsabilità sanitaria; sullo sfondo, il voto del Consiglio regionale richiama il ruolo delle istituzioni. Immagine realizzata con intelligenza artificiale, senza riferimenti a persone realmente coinvolte.
Per leggere altre notizie, approfondimenti e articoli:
Alessandria Post:
https://piercarlolava.blogspot.com/
Italian News Post:
https://italianewspost.com/
Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post