Come stavamo bene quando pensavamo di stare peggio: il paradosso della memoria

Persona anziana osserva una vecchia fotografia di famiglia al tramonto, simbolo della memoria, della nostalgia e del valore dei momenti vissuti.
Una vecchia fotografia riporta alla memoria persone, momenti e affetti che un tempo consideravamo parte della normalità e che oggi scopriamo essere stati preziosi.

Ci sono momenti in cui basta una fotografia, una vecchia canzone ascoltata per caso, il profumo di una casa, il nome di una persona che non vediamo da anni per farci attraversare da un pensiero sorprendente: come stavamo bene allora, proprio quando eravamo convinti di stare male. È uno dei grandi paradossi della nostra esistenza. Viviamo il presente preoccupandoci per ciò che ci manca e, quando quel presente diventa passato, scopriamo quanto possedevamo senza rendercene conto.

Pier Carlo Lava

Naturalmente non significa che il passato fosse necessariamente migliore. Anche allora esistevano problemi, paure, difficoltà economiche, delusioni, malattie, incomprensioni familiari e incertezze sul futuro. Sarebbe troppo facile cancellare tutto questo e dipingere gli anni trascorsi con i colori rassicuranti della nostalgia. Eppure qualcosa accade davvero dentro di noi: con il trascorrere del tempo cambia la prospettiva dalla quale osserviamo ciò che abbiamo vissuto.

Quando il presente ci sembra sempre incompleto

L'essere umano possiede una straordinaria capacità di adattamento. Otteniamo qualcosa che desideravamo da tempo e, dopo un po', quella conquista diventa normale. Una casa, un lavoro, una relazione, una maggiore sicurezza economica, persino la semplice possibilità di trascorrere una serata insieme alle persone che amiamo: ciò che inizialmente ci rende felici finisce facilmente per trasformarsi nello sfondo della nostra quotidianità.

E così torniamo a guardare quello che manca.

Vorremmo guadagnare di più, avere meno problemi, lavorare meno, viaggiare maggiormente, essere più giovani, più liberi, più sereni. La nostra attenzione tende a spostarsi continuamente da ciò che possediamo a ciò che ancora desideriamo.

Poi passano gli anni.

Ed ecco che quella casa che ci sembrava troppo piccola diventa il luogo nel quale vorremmo entrare ancora una volta. Quel lavoro del quale ci lamentavamo ci ricorda colleghi con cui abbiamo condiviso una parte della vita. Quelle domeniche apparentemente tutte uguali diventano preziose perché intorno a quel tavolo sedevano persone che oggi forse non ci sono più.

Il valore delle cose, improvvisamente, cambia.

La fotografia che allora sembrava insignificante

Prendiamo una vecchia fotografia.

Quando fu scattata probabilmente nessuno pensò che sarebbe diventata importante. Era semplicemente una giornata come tante altre. Qualcuno sorrideva, qualcuno magari aveva litigato pochi minuti prima, qualcun altro pensava ai problemi del giorno successivo.

Trent'anni dopo guardiamo quella stessa fotografia e vediamo qualcosa di completamente diverso.

Vediamo persone più giovani, genitori ancora presenti, figli piccoli, amici che la vita ha portato lontano. Vediamo una casa che magari non esiste più, un'automobile che allora consideravamo vecchia, un vestito fuori moda, un cane che ci aspettava ogni sera.

E improvvisamente vorremmo entrare dentro quella fotografia.

Non per restarci per sempre. Forse soltanto per un'ora.

Per sederci nuovamente a quel tavolo, ascoltare quelle voci e avere la possibilità di dire a noi stessi: guardati intorno, perché un giorno tutto questo ti mancherà.

Forse non sapevamo di essere felici

Qui nasce la domanda più difficile: perché spesso riconosciamo la felicità soltanto dopo averla perduta?

Forse perché la felicità autentica raramente arriva annunciandosi.

Non sempre è una grande vittoria, un viaggio straordinario o un evento destinato a essere ricordato. Molto più spesso si nasconde nelle cose normali.

Una cena in famiglia.

Una telefonata.

Il cane che ci aspetta dietro la porta.

Un caffè con un amico.

Una passeggiata senza una ragione particolare.

La voce di nostra madre o di nostro padre al telefono.

I figli che fanno confusione per casa.

Una persona che ci domanda semplicemente: «Come stai?».

Quando queste cose fanno parte della quotidianità rischiamo di considerarle scontate. È la loro assenza, qualche volta, a rivelarci quanto fossero importanti.

Ma attenzione alla trappola della nostalgia

C'è però un'altra faccia della questione.

La memoria non è una registrazione perfetta della nostra vita. Seleziona, modifica, attenua. Con il tempo alcuni dolori perdono intensità mentre determinati ricordi piacevoli diventano più luminosi.

È uno dei motivi per cui possiamo arrivare a pensare: una volta sì che si stava bene.

Non sempre è vero.

Ogni epoca ha avuto le proprie difficoltà e alcune erano certamente più pesanti di quelle attuali. Anche nella nostra storia personale esistono periodi che ricordiamo con affetto ma che, se potessimo riviverli esattamente com'erano, probabilmente scopriremmo pieni delle stesse ansie delle quali allora ci lamentavamo.

La nostalgia, quindi, non deve trasformarsi nella convinzione che tutto ciò che appartiene al passato fosse migliore.

Può invece insegnarci qualcosa di molto più utile.

Il passato può insegnarci a vedere il presente

Se oggi guardiamo indietro e ci accorgiamo che eravamo felici senza saperlo, dovremmo porci una domanda ancora più importante:

e se stesse accadendo anche adesso?

Forse fra dieci o vent'anni ricorderemo proprio questa giornata.

Forse rimpiangeremo qualcosa che oggi consideriamo assolutamente normale.

Potrebbe essere una persona che possiamo ancora chiamare. Una casa nella quale possiamo ancora entrare. Un'abitudine della quale oggi quasi non ci accorgiamo. La possibilità di camminare, viaggiare, incontrare qualcuno, sedersi insieme davanti a un piatto.

Forse persino alcuni dei problemi che oggi ci sembrano enormi, guardati dalla distanza degli anni, appariranno molto più piccoli.

Ed è qui che il ricordo del passato smette di essere soltanto nostalgia e può diventare una lezione per il presente.

Non aspettare che qualcosa diventi un ricordo per capirne il valore

Naturalmente nessuno può vivere ogni giornata pensando continuamente che un giorno tutto finirà. Sarebbe impossibile e persino angosciante.

Possiamo però imparare, ogni tanto, a fermare lo sguardo.

Guardare davvero le persone che abbiamo accanto.

Ascoltare una conversazione senza pensare al telefono.

Goderci una cena senza avere fretta di alzarci.

Telefonare a qualcuno non perché dobbiamo dirgli qualcosa, ma semplicemente perché desideriamo sentirne la voce.

Fare una fotografia, certo, ma soprattutto esserci mentre quella fotografia viene scattata.

Perché forse la vera consapevolezza non consiste nel vivere pensando continuamente al passato o temendo il futuro. Consiste nel capire che anche questo momento apparentemente ordinario sta già diventando parte della nostra storia.

«Come stavamo bene...»

Quante volte lo abbiamo detto?

«Come stavamo bene in quegli anni».

«Come stavamo bene quando i ragazzi erano piccoli».

«Come stavamo bene quando c'erano ancora tutti».

«Come stavamo bene quando ci incontravamo ogni domenica».

Eppure è molto probabile che, proprio in quei giorni, avessimo mille ragioni per lamentarci.

Forse allora la domanda dovrebbe cambiare.

Invece di domandarci continuamente quanto stavamo bene, potremmo cominciare a chiederci quanto stiamo bene oggi senza esserne pienamente consapevoli.

Perché c'è una frase che riassume forse tutto questo:

la felicità ha uno strano difetto: molte volte riusciamo a riconoscerla soltanto quando è diventata un ricordo.

E sarebbe bello riuscire, almeno qualche volta, a riconoscerla un po' prima.

Mentre è ancora qui.

=========================

Una riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla nostalgia: perché spesso scopriamo quanto eravamo felici soltanto quando quei momenti sono diventati ricordi.

GEO: Italia

Alessandria Post:  https://piercarlolava.blogspot.com/

Italia News Post:  https://italianewspost.com/

Nota editoriale:  Alessandria Post e Italian News Post propongono quotidianamente notizie, cultura, attualità, approfondimenti, recensioni e riflessioni sui grandi e piccoli temi della nostra vita.

Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale a scopo illustrativo.

Commenti