Nei Colli Tortonesi la vendemmia 2026 è cominciata in anticipo, ma le condizioni sanitarie delle uve e i primi parametri analitici fanno prevedere vini di elevata qualità. Intanto continua la crescita del Timorasso, ormai arrivato a oltre 500 ettari: per tutelare il valore della denominazione, il Consorzio ha deciso di fermare temporaneamente le autorizzazioni destinate ai nuovi impianti.
Pier Carlo Lava
Il comunicato stampa
Consorzio Colli Tortonesi: vendemmia in anticipo e di qualità. Il Timorasso consolida la sua crescita
Per tutelare la qualità e sostenere lo sviluppo del vino simbolo della denominazione, il Consorzio vara il blocco delle autorizzazioni dei nuovi impianti.
Tortona, 3 settembre 2026 – La vendemmia nei Colli Tortonesi è iniziata la settimana successiva a Ferragosto con Moscato e Dolcetto, per poi proseguire negli stessi giorni con il Timorasso destinato alla produzione del vino di ingresso del mondo Derthona, che richiede generalmente una minore struttura e un grado alcolico più contenuto. In questi giorni, la raccolta sta procedendo con le partite destinate al Derthona e al Derthona Riserva.
«Si tratta di una vendemmia decisamente anticipata per questa varietà, anche rispetto alle annate precoci degli ultimi anni – commenta Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio – che si prevede di concludere entro la prima decade di settembre. Quest’anno le uve sono arrivate alla maturazione in condizioni sanitarie particolarmente buone, senza significativi problemi fitopatologici».
Per quanto riguarda le altre varietà, Barbera e Cortese, in questi giorni si sta completando la maturazione e la raccolta dovrebbe iniziare a breve. La vendemmia si concluderà poi con la Croatina che, nell’interpretazione da invecchiamento tipica dei Colli Tortonesi, necessita di raggiungere una maturazione più avanzata, soprattutto per ottenere tannini pienamente maturi e più morbidi.
Nonostante il forte anticipo della stagione, le prospettive qualitative sono molto positive. Dopo le ultime piogge, le uve sembrano avere ritrovato un ottimo equilibrio e, considerando i parametri analitici e lo stato sanitario pressoché perfetto dei grappoli, prevediamo vini di grande qualità.
Anche dal punto di vista quantitativo la situazione appare equilibrata, nonostante un’annata caratterizzata da temperature elevate già a partire dal mese di maggio, con numerose giornate oltre i 35 °C.
Il Timorasso, il mercato e la sua crescita
Il 2026 rappresenta un passaggio significativo per il Timorasso nei Colli Tortonesi. La superficie vitata ha ormai superato i 500 ettari, proseguendo una crescita costante che, dai circa 100 ettari del 2016, è arrivata alla situazione attuale. Nello stesso periodo le aziende associate al Consorzio sono passate da circa 40 a 120.
«È stata una crescita accompagnata sia dallo sviluppo delle aziende storicamente presenti sul territorio sia da importanti investimenti da parte di cantine di primo piano del panorama vitivinicolo piemontese. Questo equilibrio tra realtà locali e nuovi investimenti – prosegue Gian Paolo Repetto – ha consentito fino a oggi uno sviluppo significativo ma sostanzialmente ordinato della denominazione».
Proprio per consentire una fase di consolidamento, il Consorzio, in accordo con le associazioni di categoria, ha deciso per la prossima programmazione di azzerare le idoneità destinate ai nuovi impianti. Una scelta che punta a garantire l’equilibrio tra produzione e mercato, accompagnando la crescita della denominazione attraverso una programmazione responsabile e coerente con l’evoluzione della domanda. Gli incrementi produttivi attesi nei prossimi anni deriveranno infatti dagli ettari già autorizzati in precedenza, che progressivamente entreranno in produzione, non da ulteriori espansioni della superficie vitata.
«Siamo tra le poche denominazioni italiane che, negli ultimi anni, pur in un contesto difficile per il settore, hanno registrato una crescita costante. Un successo che dobbiamo in gran parte al Derthona Timorasso, un vino sempre più riconosciuto e apprezzato per identità e qualità, che oggi vale il 60% dei volumi e il 95% in peso reale».
Per il Timorasso non esiste attualmente un problema di giacenze. Nel 2024 sono state imbottigliate 800.000 bottiglie, salite a circa 1.750.000 bottiglie nel 2025. Il sistema è attualmente in equilibrio perché la domanda continua a crescere e assorbe l’offerta.
«Il Derthona, secondo il disciplinare – conclude Repetto – può essere commercializzato solo dopo almeno un anno di affinamento, generando fisiologicamente scorte elevate in cantina. Le giacenze aumentano anche perché la denominazione è in forte crescita produttiva. Occorre però distinguere le giacenze tecniche, dovute all’affinamento obbligatorio, dalle giacenze di mercato, che sarebbero invece indice di un rallentamento delle vendite che non tocca questa tipologia di vini».
Nota editoriale: nel comunicato ricevuto l’espressione «95% in peso reale» compare esattamente in questa forma. Non essendo stata trovata una spiegazione pubblica del dato, la formulazione è stata mantenuta senza attribuirle un significato diverso da quello indicato dalla fonte.
La vendemmia anticipata di circa dieci-quindici giorni, le buone condizioni sanitarie delle uve, il superamento dei 500 ettari coltivati a Timorasso e la crescita delle aziende associate trovano conferma anche nelle informazioni raccolte sul territorio. Il Consorzio, riconosciuto “Erga Omnes” nel 2014, rappresenta circa il 98% della produzione viticola del comprensorio e tutela una denominazione che comprende complessivamente 1.250 ettari distribuiti in 46 comuni.
La decisione di sospendere le nuove autorizzazioni costituisce un passaggio delicato ma comprensibile. Dopo una crescita così rapida, il rischio sarebbe quello di aumentare la produzione più velocemente della capacità del mercato di assorbirla. Il vero obiettivo non può essere soltanto produrre più bottiglie, ma continuare a difendere qualità, identità territoriale e valore economico del Derthona Timorasso.
Il vino simbolo dei Colli Tortonesi è passato in pochi anni da produzione di nicchia a protagonista del panorama enologico piemontese. Proprio per questo la fase che si apre richiederà equilibrio: consolidare i mercati, distinguere correttamente le giacenze tecniche da quelle commerciali e impedire che una crescita disordinata possa indebolire il lavoro svolto dai produttori e dal territorio.
GEO: Tortona e Colli Tortonesi, provincia di Alessandria, Piemonte, Italia.
Fonte: comunicato stampa del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi.
Approfondimenti: Pier Carlo Lava – Alessandria Post – Italia News Post
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