“Coccodrilli albini e conigli zombie”: Paolo Toselli alla Gambarina

Locandina della presentazione del libro “Coccodrilli albini e conigli zombie” di Paolo Toselli, in programma il 12 settembre al Museo della Gambarina di Alessandria.
Sabato 12 settembre, alle ore 17.30, Paolo Toselli dialogherà con Serena Pescuma del CICAP al Museo Etnografico “C’era una volta” di Alessandria. Ingresso libero.

Alessandria: Sabato 12 settembre, alle ore 17.30, il Museo Etnografico “C’era una volta” di Alessandria ospiterà la presentazione del libro “Coccodrilli albini e conigli zombie. Biografia delle leggende metropolitane” di Paolo Toselli. Un incontro particolarmente attuale, dedicato alle storie verosimili che attraversano le generazioni, si trasformano insieme alla società e oggi trovano nei social network un potente strumento di diffusione.

Pier Carlo Lava

L’appuntamento si svolgerà nelle sale del museo di Piazza della Gambarina 1, con ingresso libero. Paolo Toselli dialogherà con Serena Pescuma, responsabile dei social del CICAP, accompagnando il pubblico in un viaggio tra racconti sorprendenti, documenti d’epoca, cronache giornalistiche, testimonianze orali e indagini storiche e culturali.

La biografia delle leggende metropolitane

Il titolo del libro richiama due tra le immagini più note e curiose del folklore contemporaneo: i presunti coccodrilli albini nascosti nelle fognature delle grandi città e gli inquietanti “conigli zombie”. Storie apparentemente incredibili che, tuttavia, vengono spesso raccontate come fatti realmente accaduti a un amico, a un parente o a una persona conosciuta indirettamente.

Le leggende metropolitane sono infatti narrazioni presentate come autentiche, o almeno possibili, che si diffondono attraverso il passaparola e vengono continuamente adattate ai luoghi, alle paure e alle trasformazioni tecnologiche di ogni epoca.

Il volume, pubblicato dal CICAP, analizza alcuni casi emblematici, ne documenta le diverse versioni, ne rintraccia le radici nel folklore tradizionale e ricostruisce il modo in cui queste storie cambiano nel corso del tempo.

Non si tratta soltanto di raccogliere racconti curiosi. Dietro ogni leggenda possono nascondersi ansie collettive, conflitti sociali, paure legate alla modernità, tensioni morali e diffidenze verso la scienza o le istituzioni.

Dal passaparola ai social network

Un tempo le leggende metropolitane circolavano soprattutto nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei bar o durante le conversazioni familiari. Successivamente hanno trovato spazio nelle lettere a catena, nei giornali e nelle trasmissioni televisive.

Con l’arrivo di internet, delle chat e dei social network, la loro velocità di diffusione è aumentata enormemente. Una narrazione accompagnata da una fotografia fuori contesto, da un video manipolato o dalla frase “lo ha raccontato una persona affidabile” può raggiungere migliaia di utenti in poche ore.

Le forme cambiano, ma il meccanismo resta spesso identico: la storia appare abbastanza plausibile da essere creduta e sufficientemente sorprendente da essere condivisa.

Proprio questa capacità di adattamento permette alle leggende metropolitane di sopravvivere per decenni. Alcune scompaiono temporaneamente per poi riemergere in una nuova città, con protagonisti differenti e particolari aggiornati alla realtà contemporanea.

Uno strumento contro la disinformazione

In un’epoca segnata dalla disinformazione e dalle fake news, comprendere come nasce e si diffonde una leggenda metropolitana rappresenta un importante esercizio di consapevolezza.

Le leggende non coincidono necessariamente con le notizie false costruite deliberatamente per ottenere un vantaggio politico, economico o propagandistico. Tuttavia, entrambi i fenomeni possono sfruttare gli stessi meccanismi psicologici: paura, sorpresa, conferma dei pregiudizi e bisogno di trovare spiegazioni semplici per avvenimenti complessi.

Conoscere la struttura di queste narrazioni aiuta quindi a porsi alcune domande essenziali: qual è la fonte originaria? Esistono documenti verificabili? La storia viene riferita sempre attraverso persone non identificabili? Le immagini appartengono davvero all’episodio descritto?

L’incontro alla Gambarina offrirà al pubblico l’opportunità di sviluppare uno sguardo più critico, senza rinunciare al fascino narrativo e culturale di storie che fanno ormai parte dell’immaginario collettivo.

Paolo Toselli, una vita dedicata ai fenomeni di frontiera

Paolo Toselli si occupa da decenni di argomenti considerati di “frontiera”. Le sue ricerche spaziano dalle presunte manifestazioni UFO e dal loro rapporto con la cultura popolare fino alle voci, alle credenze e alle narrazioni che costituiscono il folklore della società contemporanea.

Nel 1990 ha fondato il CeRaVoLC, Centro per la Raccolta delle Voci e delle Leggende Contemporanee, che conserva un archivio documentale unico nel suo genere.

Nel corso della sua attività ha collaborato con numerose testate giornalistiche e con programmi televisivi e radiofonici. È autore di diversi libri, tra i quali “La famosa invasione delle vipere volanti”, pubblicato nel 1994 e riproposto nel 2018, “Storie di ordinaria falsità” del 2004 e “Complottismi” del 2021.

La sua ricerca unisce documentazione, curiosità e analisi critica, mostrando come anche le storie più assurde possano rivelare qualcosa di autentico sulle paure e sui desideri della società che le produce.

Un appuntamento tra cultura, folklore e pensiero critico

La presentazione di “Coccodrilli albini e conigli zombie” si inserisce pienamente nella vocazione del Museo Etnografico “C’era una volta”, luogo dedicato alla conservazione della memoria e all’osservazione delle trasformazioni culturali.

Le leggende metropolitane possono essere considerate una forma di folklore contemporaneo: non appartengono a un passato definitivamente concluso, ma continuano a nascere, circolare e modificarsi davanti ai nostri occhi.

L’incontro offrirà quindi una doppia opportunità: scoprire l’origine di alcune storie sorprendenti e imparare a riconoscere i meccanismi attraverso i quali una voce non verificata può trasformarsi in una presunta verità.

L’appuntamento è per sabato 12 settembre, alle ore 17.30, al Museo Etnografico “C’era una volta” di Piazza della Gambarina 1 ad Alessandria. L’ingresso è libero.

Informazioni:
E-mail: museo gambarina6@gmail.com
Telefono: 0131 40030
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Alessandria, Piemonte, Italia

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Crediti immagine: Locandina ufficiale diffusa dal Museo Etnografico “C’era una volta” e dagli organizzatori dell’incontro.

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