| Carlo Alberto dalla Chiesa, nato a Saluzzo il 27 settembre 1920. Ritratto commemorativo generato con intelligenza artificiale, ispirato a una fotografia storica. |
Il 27 settembre 1920 nasceva a Saluzzo, in provincia di Cuneo, Carlo Alberto dalla Chiesa. A 106 anni dalla nascita, ricordarlo significa ripercorrere una vita che attraversa alcuni dei passaggi più difficili della storia italiana: la Resistenza, il contrasto alla criminalità mafiosa, gli anni del terrorismo e l’ultimo incarico come prefetto di Palermo. Per il Piemonte è una figura legata alle proprie radici; per l’intero Paese resta un riferimento quando si parla di responsabilità, servizio pubblico e difesa della legalità.
Pier Carlo Lava
Dalla Resistenza alla lotta contro il terrorismo
Entrato nell’Arma dei Carabinieri nel 1942, dalla Chiesa si trovò presto davanti alle scelte imposte dalla guerra e dall’occupazione nazista. Dopo aver rifiutato di partecipare ad azioni contro i partigiani, collaborò con la Resistenza nelle Marche. Nel dopoguerra il suo percorso lo portò in Sicilia: nel 1949, a Corleone, indagò sulla scomparsa del sindacalista Placido Rizzotto, ucciso l’anno precedente. Un’esperienza che lo mise a confronto con una violenza capace di colpire chi rivendicava diritti e contrastava il potere mafioso sul territorio.
Tra il 1966 e il 1973 comandò la Legione dei Carabinieri di Palermo, prima del trasferimento a Torino. Negli anni successivi assunse responsabilità centrali nel contrasto al terrorismo, fino all’incarico di coordinamento tra le forze di polizia del 1978. Il suo contributo alla difesa delle istituzioni democratiche si sviluppò dunque su fronti diversi, attraverso un’attività investigativa che richiedeva continuità, conoscenza delle organizzazioni criminali e capacità di coordinamento. Prima di diventare prefetto, ricoprì anche la carica di vicecomandante generale dell’Arma.
Palermo e l’attentato del 3 settembre 1982
Nel 1982 tornò a Palermo come prefetto, in una stagione segnata dalla violenza di Cosa nostra. L’assassinio di Pio La Torre, il 30 aprile, insieme a Rosario Di Salvo, precedette il suo arrivo nel capoluogo siciliano. Nei pochi mesi a disposizione, dalla Chiesa affiancò all’impegno investigativo l’attenzione alla presenza delle istituzioni e al coinvolgimento dell’opinione pubblica: combattere la mafia significava anche ricostruire fiducia, rendere riconoscibile lo Stato nella vita delle persone.
La sera del 3 settembre 1982, in via Isidoro Carini, la mafia uccise Carlo Alberto dalla Chiesa e sua moglie Emanuela Setti Carraro. Nell’attentato rimase gravemente ferito l’agente di scorta Domenico Russo, morto nei giorni successivi. Ricordare tutti e tre i nomi restituisce alla memoria la sua completezza: accanto alla figura pubblica del generale ci sono le vite spezzate di una donna e di un servitore dello Stato. A dalla Chiesa venne conferita la Medaglia d’oro al valor civile alla memoria.
Una memoria che chiede responsabilità
L’anniversario della nascita permette di guardare alla sua esistenza oltre l’immagine dell’ultimo attentato. C’è un percorso di scelte, incarichi e rischi affrontati che merita di essere conosciuto soprattutto dalle nuove generazioni. Il legame con Saluzzo e il Piemonte offre un punto di partenza concreto per raccontarlo: una storia nata in una città piemontese e diventata parte della memoria nazionale.
La sua vicenda invita anche a riflettere sul sostegno dovuto a chi combatte la criminalità. Il coraggio individuale ha bisogno di istituzioni capaci di accompagnarlo, di collaborazione e di una società che riconosca il valore dell’impegno quotidiano. Ricordare Carlo Alberto dalla Chiesa significa quindi interrogarsi su ciò che ciascuno può fare nel proprio ruolo: rispettare le regole, rifiutare i favoritismi, contrastare la sopraffazione e non considerare inevitabile l’illegalità. È in questi comportamenti che la memoria può diventare una responsabilità condivisa.
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GEO: Saluzzo, provincia di Cuneo, Piemonte; Palermo, Sicilia; Italia.
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Composizione orizzontale in bianco e nero dedicata alla memoria di Carlo Alberto dalla Chiesa. L’immagine è una rielaborazione con intelligenza artificiale e non costituisce una fotografia d’archivio.
Crediti: Immagine generata con intelligenza artificiale per Alessandria Post, su riferimento fotografico fornito dall’utente.
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