Carcere Don Soria, AVS denuncia criticità sanitarie e strutturali

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Le consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Alice Ravinale e Giulia Marro, dopo un nuovo sopralluogo nella Casa circondariale “Cantiello e Gaeta”, conosciuta come carcere Don Soria di Alessandria, denunciano una situazione che definiscono allarmante. Le principali criticità riguarderebbero le condizioni della struttura, la carenza di personale sanitario, l’assistenza alle persone con dipendenze e problemi psichiatrici e la difficoltà di garantire adeguate attività trattamentali.

Pier Carlo Lava

La visita è stata effettuata a circa sette mesi dal precedente sopralluogo delle due esponenti regionali. Secondo quanto riferito da Ravinale e Marro, nell’istituto sarebbero presenti 255 detenuti e le condizioni dell’edificio continuerebbero a mostrare importanti problemi strutturali. Questo numero proviene dal resoconto delle consigliere e non è accompagnato, nelle notizie pubblicate, da un confronto aggiornato con la capienza regolamentare effettivamente disponibile.

Una parte rilevante della denuncia riguarda l’assistenza sanitaria. Le consigliere sostengono che la presenza degli operatori del SerD, il Servizio per le dipendenze, sia insufficiente rispetto al numero delle persone detenute con problemi legati all’uso di sostanze. Segnalano inoltre difficoltà nella presa in carico dei pazienti con disturbi psichiatrici, nonostante la presenza di uno specialista.

Ravinale e Marro riferiscono anche che circa il 95% dei detenuti farebbe uso di psicofarmaci. Si tratta di un dato molto forte, che deve essere presentato correttamente: è una percentuale comunicata dalle consigliere dopo il sopralluogo e, allo stato delle informazioni pubbliche disponibili, non risulta accompagnata da una relazione sanitaria ufficiale resa pubblica. Inoltre, l’assunzione di uno psicofarmaco prescritto non equivale automaticamente a una condizione di dipendenza. Il dato solleva comunque interrogativi sulla diffusione del disagio psichico e sulla disponibilità di personale in grado di assicurare controlli, diagnosi e terapie appropriate.

Su questi aspetti le due consigliere hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione in Consiglio regionale, con l’obiettivo di ottenere informazioni precise sulla presenza del personale del SerD, sull’assistenza psichiatrica e sulle modalità di prescrizione e monitoraggio delle terapie farmacologiche.

Secondo AVS, le condizioni del Don Soria renderebbero difficile anche l’organizzazione delle attività formative, lavorative e di reinserimento sociale. Ravinale e Marro hanno richiamato, come termine di confronto, i progetti che venivano svolti nella Casa di reclusione di San Michele, prima dell’avvio del percorso destinato alla trasformazione di quest’ultimo istituto in carcere di massima sicurezza.

Le consigliere hanno inoltre raccontato di aver incontrato numerosi giovani adulti, molti dei quali stranieri, alle prese con lunghe attese burocratiche e difficoltà nell’accesso ai percorsi necessari per preparare il ritorno nella società. Anche questa parte del resoconto appartiene alle valutazioni formulate dalla delegazione politica durante la visita e richiede risposte puntuali da parte delle amministrazioni competenti.

Il tema non riguarda soltanto le condizioni interne dell’istituto, ma anche il significato della pena. Un carcere incapace di curare, formare e preparare il reinserimento rischia di non ridurre la recidiva, con conseguenze che interessano direttamente la sicurezza della collettività. La tutela della dignità dei detenuti e la sicurezza dei cittadini non sono quindi obiettivi contrapposti: un percorso trattamentale efficace rappresenta una delle condizioni necessarie per impedire che, una volta terminata la pena, le persone tornino a commettere reati.

AVS è tornata a chiedere la convocazione di un Consiglio regionale aperto sulla situazione delle carceri piemontesi, iniziativa sollecitata già da febbraio. Ravinale e Marro hanno rivolto critiche alla Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano e al presidente della Regione Alberto Cirio, ai quali contestano una risposta non adeguata rispetto alla gravità delle criticità segnalate. Si tratta, in questo caso, di una precisa valutazione politica alla quale dovrà eventualmente seguire la replica degli interessati.

Le due esponenti hanno collegato la situazione alessandrina al quadro più ampio delle carceri piemontesi, ricordando i recenti suicidi avvenuti negli istituti di Verbania e Biella. Hanno inoltre richiamato il caso di Antonio Raddi, il giovane morto nel 2019 durante la detenzione a Torino. Nel luglio 2026 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia, riconoscendo la violazione del diritto alla vita e del divieto di trattamenti inumani e degradanti.

La denuncia di Alleanza Verdi Sinistra contiene dunque affermazioni che richiedono chiarimenti documentati, soprattutto sul numero dei detenuti, sulla presenza del personale sanitario e sull’impiego degli psicofarmaci. Proprio per la delicatezza della materia, sarà importante che Regione Piemonte, amministrazione penitenziaria e autorità sanitarie forniscano dati aggiornati e verificabili, indicando anche gli eventuali interventi programmati.

Il sopralluogo non può restare soltanto l’occasione per una nuova contrapposizione politica. Le condizioni del Don Soria riguardano i detenuti e le loro famiglie, ma anche gli agenti della Polizia penitenziaria, il personale sanitario, gli educatori e tutti gli operatori chiamati ogni giorno a lavorare all’interno di una struttura complessa. Verificare le criticità e affrontarle concretamente significa tutelare insieme legalità, dignità umana e sicurezza pubblica.

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📍 Alessandria, Piemonte, Italia

Dopo un nuovo sopralluogo nel carcere Don Soria di Alessandria, le consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra Alice Ravinale e Giulia Marro denunciano criticità strutturali, sanitarie e trattamentali, chiedendo risposte alla Regione Piemonte e un confronto pubblico sulla situazione delle carceri.

Alessandria Post:

ItalianNewsPost.com:

Articolo elaborato attraverso il confronto tra fonti giornalistiche locali, dichiarazioni politiche e informazioni pubblicamente disponibili. Le percentuali e le condizioni denunciate sono attribuite alle consigliere regionali che hanno effettuato il sopralluogo. Testo redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal curatore.

Crediti immagine: Immagine generata con l’intelligenza artificiale per Alessandria Post.



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