| Eni introduce un tetto ai prezzi di benzina e gasolio, mentre IP annuncia un intervento analogo: possibili risparmi per famiglie e imprese. |
Da oggi, lunedì 28 settembre, entra in vigore il prezzo massimo stabilito da Eni per benzina e gasolio, mentre anche IP avvia progressivamente un intervento per calmierare i listini. Il provvedimento può garantire un risparmio immediato a famiglie e imprese, ma non ferma le proteste di agricoltori, tassisti e categorie produttive. Preoccupati anche i distributori indipendenti, che temono una concorrenza difficile da sostenere.
Pier Carlo Lava
Cosa cambia nelle stazioni Eni e IP
Eni ha fissato per la rete Enilive un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio. Il tetto viene applicato ai rifornimenti self-service e serviti, comprese le stazioni presenti lungo le autostrade. La durata iniziale è di trenta giorni, ma la società valuterà una possibile estensione fino alla fine del 2026 sulla base dell’andamento dei mercati e delle condizioni di approvvigionamento.
Non si tratta di un buono da richiedere o di uno sconto collegato a carte fedeltà e applicazioni: i prezzi esposti nelle stazioni Enilive non potranno superare le soglie comunicate. Se un impianto pratica già un prezzo inferiore, continuerà naturalmente ad applicare quello più conveniente.
Dopo Eni, anche Socar, gruppo energetico dell’Azerbaigian che controlla Italiana Petroli, ha annunciato l’introduzione progressiva di limiti ai prezzi della rete IP. In questo caso, però, non sono stati ancora indicati un unico tetto nazionale, la durata dell’iniziativa e l’elenco delle stazioni nelle quali la riduzione sarà immediatamente operativa. Socar ha spiegato che i valori saranno stabiliti tenendo conto delle diverse condizioni della rete e della necessità di garantire la sostenibilità degli operatori. È allo studio anche l’estensione del meccanismo alle stazioni con marchio Esso e agli altri distributori che si riforniscono da IP. Il Codacons ha accolto positivamente l’annuncio, chiedendo però all’azienda di specificare quanto diminuiranno effettivamente i listini.
Quanto si può risparmiare
Secondo i calcoli dell’Adusbef, effettuati confrontando il tetto Eni con i prezzi medi rilevati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, un rifornimento da 50 litri dovrebbe costare circa 9,35 euro in meno per il gasolio e 8,45 euro in meno per la benzina. La differenza corrisponde rispettivamente a 18,7 e 16,9 centesimi al litro. Il vantaggio potrà essere superiore nelle province in cui i prezzi medi di partenza sono più elevati, mentre sarà minore negli impianti che già applicavano listini vicini alle nuove soglie.
Il Centro Studi Unimpresa stima che una famiglia con due automobili possa risparmiare fino a 17,80 euro alla settimana, pari a circa 80 euro al mese. Per le piccole imprese che utilizzano furgoni e veicoli commerciali leggeri, il beneficio viene calcolato fra 12 e 37 euro settimanali per ciascun mezzo, al netto dell’IVA: da 50 fino a circa 160 euro al mese. Si tratta comunque di stime basate sui consumi e sui precedenti prezzi medi: il risparmio reale dipenderà dai chilometri percorsi, dai litri acquistati e dal prezzo praticato prima dell’introduzione del tetto.
Proteste e timori per i distributori indipendenti
Le associazioni dei consumatori e delle categorie economiche riconoscono l’utilità immediata dell’intervento, ma chiedono misure più incisive e strutturali. La riduzione dei listini non risolve infatti il problema delle accise, dei costi sostenuti da chi utilizza quotidianamente un veicolo per lavorare e dei canali di vendita all’ingrosso, dai quali acquistano anche numerose pompe bianche.
In Sicilia gli agricoltori tornano in strada con i trattori. Sono stati annunciati presidi sulla Palermo-Agrigento, al bivio di Bolognetta, lungo la Catania-Gela e davanti al mercato ortofrutticolo di Donnalucata. Il caro gasolio si aggiunge alle difficoltà già affrontate dalle aziende agricole per l’aumento dei costi di produzione e la crisi di diversi comparti.
Anche i tassisti chiedono un incontro urgente con il Governo. Unica Taxi Filt Cgil, Uiltrasporti, Federtaxi e ItTaxi ritengono che l’aumento dei carburanti abbia reso la situazione non più sostenibile e avvertono che, in assenza di risposte, potrebbe essere proclamato un fermo del servizio. Al momento si tratta di una minaccia di sciopero e non di un’astensione già formalmente programmata.
Nel settore della distribuzione c’è infine chi teme che l’iniziativa di Eni e IP possa danneggiare i marchi meno forti. Assopetroli-Assoenergia, che rappresenta circa 12 mila distributori indipendenti, pari alla metà delle stazioni di servizio italiane, sostiene che molti operatori non abbiano la possibilità economica di praticare gli stessi prezzi delle grandi compagnie integrate.
Il segretario generale Sebastiano Gallitelli ha riconosciuto il vantaggio per i consumatori, osservando però che per gli indipendenti «quelle condizioni non sono praticabili». L’associazione ha quindi convocato una riunione d’emergenza del proprio Comitato di presidenza per valutare le conseguenze del price cap sulla concorrenza e sulla tenuta della filiera.
Il tetto ai prezzi offre dunque un sollievo concreto, ma temporaneo. La questione centrale resta quella di costruire una politica capace di proteggere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese, senza scaricare i costi sui lavoratori della strada o sugli operatori più piccoli.
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Dal 28 settembre Eni applica un tetto ai prezzi di benzina e gasolio; anche IP aderisce, mentre crescono proteste e timori dei distributori indipendenti.
Credito: Immagine creata con intelligenza artificiale per Alessandria Post.
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