Bort, il sorriso discreto che raccontò l’Italia: Alessandria celebra il suo genio

Ricostruzione artistica di una mostra dedicata a Bort, con tavolo da disegno, album aperto, pennini e vignette esposte alle pareti.
Un omaggio ideale a Mario Bortolato, in arte Bort., il vignettista che con i suoi disegni e le “Ultime parole famose” raccontò per decenni la società italiana.

Per decenni milioni di italiani hanno sorriso davanti ai suoi celebri “omini”, pubblicati sulle pagine della Settimana Enigmistica, senza conoscere il volto e spesso neppure il vero nome del loro autore. Mario Bortolato, in arte Bort., ha attraversato mezzo secolo di costume italiano con un tratto essenziale e un’ironia capace di cogliere debolezze, abitudini e contraddizioni della gente comune. Nel centenario della nascita, Alessandria restituisce finalmente visibilità a un artista che aveva scelto proprio questa città come casa e osservatorio privilegiato sulla società.

Pier Carlo Lava

La mostra “Il secolo di Bort.”, allestita nelle Sale d’Arte di via Machiavelli 13, ripercorre il lungo itinerario umano e professionale del vignettista attraverso più di cento disegni originali, filmati, documenti e materiali d’archivio raramente esposti al pubblico. Inaugurata il 3 settembre, l’esposizione rimarrà visitabile fino al 4 ottobre 2026 ed è organizzata da ASM Costruire Insieme.

A curare il progetto sono Cristoforo Moretti e i figli dell’artista, Paolo e Marina Bortolato, custodi di un patrimonio grafico che appartiene alla storia familiare ma anche alla memoria collettiva italiana. Una sala è dedicata specificamente al rapporto tra Bort. e Alessandria, città nella quale trascorse circa sessantacinque anni e dalla quale trasse personaggi, situazioni e piccoli particolari della vita quotidiana.

Mario Bortolato nacque il 2 agosto 1926 a Salzano, in provincia di Venezia. Durante l’infanzia e la giovinezza seguì i trasferimenti del padre, segretario comunale, vivendo in diverse località. Fu soprattutto a Voghera che cominciò a manifestarsi il suo talento per il disegno umoristico. Nel 1954 arrivò ad Alessandria, dove avrebbe trascorso la maggior parte della propria vita e dove morì il 19 gennaio 2019, all’età di 92 anni.

La notorietà arrivò rapidamente. Nel 1955 fu premiato al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera e, nello stesso periodo, alcune sue vignette vennero selezionate per un’importante rassegna di disegnatori presentata a New York. Negli anni successivi i suoi lavori apparvero su numerose riviste italiane, tra le quali Epoca, L’Europeo, Grazia e Famiglia Cristiana. Nei primi anni Sessanta entrò nell’agenzia milanese Disegnatori Riuniti, che contribuì a diffondere le sue tavole su pubblicazioni nazionali e internazionali.

La fama popolare di Bort. rimane però indissolubilmente legata alla Settimana Enigmistica e alla rubrica “Le ultime parole famose”, alla quale lavorò per circa mezzo secolo. Il meccanismo delle vignette era apparentemente semplice: un personaggio pronunciava una frase sicura e definitiva, mentre il disegno mostrava al lettore che la realtà stava per smentirlo in maniera clamorosa. Bastavano poche linee, una battuta e una situazione immediatamente riconoscibile per costruire un piccolo racconto comico.

I suoi personaggi non erano caricature di celebrità o protagonisti della politica, ma uomini e donne comuni: mariti, mogli, impiegati, automobilisti, sportivi, turisti, vicini di casa e persone alle prese con gli inconvenienti della quotidianità. Bort. osservava le loro certezze, le ingenuità, i difetti e le piccole vanità senza trasformare il sorriso in cattiveria. La sua satira era delicata, comprensibile a tutti e capace di raccontare un’intera epoca senza bisogno di lunghi testi.

Dietro l’artista conosciuto in tutta Italia viveva un uomo estremamente riservato. Bortolato conduceva ad Alessandria una vita normale, lavorando come dirigente pubblico e partecipando alla vita cittadina come marito, padre e amico. Non cercava la ribalta e non costruì attorno a sé il personaggio dell’artista famoso. Proprio questa discrezione contribuì al paradosso che accompagna ancora oggi la sua storia: le vignette erano riconoscibili da milioni di persone, mentre il loro autore rimaneva quasi invisibile.

Alessandria fu il suo grande laboratorio umano. Le strade, i bar, gli uffici, le famiglie e le consuetudini della città gli fornivano continuamente situazioni da osservare e trasformare in disegni. Nelle sue tavole entravano indirettamente anche luoghi riconoscibili, come il Moccagatta e gli scenari compresi tra il Tanaro e la Bormida. Partendo da una realtà locale, Bort. riusciva però a raccontare comportamenti nei quali poteva riconoscersi qualunque lettore italiano.

La mostra non propone soltanto un percorso nella carriera del vignettista, ma invita a riflettere sul potere della memoria. Per generazioni di lettori le sue tavole sono associate alle vacanze, ai pomeriggi trascorsi a risolvere cruciverba, alle riviste sfogliate in famiglia o nelle sale d’attesa. Rivedere oggi quei disegni significa ritrovare frammenti di vita personale, atmosfere e abitudini di un’Italia profondamente cambiata.

L’esposizione è accompagnata dal volume “La voce di Bort. – Biografia del più popolare vignettista del Novecento”, realizzato da Cristoforo Moretti con Paolo e Marina Bortolato e pubblicato da Edizioni Vallescrivia. Il libro approfondisce la figura dell’uomo nascosto dietro la firma, ricostruendone la carriera e il legame con la città adottiva.

“Il secolo di Bort.” prosegue il percorso di valorizzazione avviato con le precedenti esposizioni organizzate a Palazzo Cuttica nel 2019 e al Teatro delle Scienze nel 2023. A queste iniziative potrebbe aggiungersi un segno permanente nel paesaggio urbano: è stata infatti avanzata la proposta di collocare alcuni dei suoi caratteristici “omini” nell’area della rotonda tra corso IV Novembre e via XX Settembre.

L’installazione rappresenterebbe un riconoscimento duraturo a un artista che ha dato molto ad Alessandria senza mai cercare di porre se stesso al centro dell’attenzione. Trasformare i suoi personaggi in presenze urbane significherebbe ricordare ai residenti e ai visitatori che la città è stata non soltanto la casa di Bort., ma anche la silenziosa fonte d’ispirazione di migliaia di vignette entrate nella storia dell’umorismo italiano.

La mostra “Il secolo di Bort.” è visitabile alle Sale d’Arte di Alessandria, in via Machiavelli 13, fino al 4 ottobre 2026, dal giovedì alla domenica, dalle 15 alle 19. Il biglietto intero costa 6 euro, mentre quello ridotto è fissato a 3,50 euro.

Bort. è riuscito in qualcosa di raro: far ridere senza alzare la voce, raccontare i difetti umani senza disprezzarli e trasformare l’ordinaria vita di provincia in uno specchio dell’intero Paese. Oggi Alessandria rende visibile l’autore rimasto a lungo dietro i suoi disegni e riconosce in quei piccoli “omini” una parte importante della propria identità culturale.

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GEO: Alessandria – provincia di Alessandria – Piemonte – Italia.

Fonti: anteprima dell’edicola digitale de Il Piccolo; ASM Costruire Insieme; Visit Alessandria; AlessandriaNews; La Stampa; RadioGold; ANSA. Informazioni verificate attraverso il confronto tra fonti nazionali e locali.

Per altre notizie, eventi e approfondimenti visita Alessandria Post e ItalianNewsPost.com.

Descrizione: Immagine orizzontale ambientata in un’elegante sala espositiva. In primo piano compaiono un tavolo da disegno, un album aperto, pennelli, inchiostro e occhiali; alle pareti sono esposte vignette umoristiche originali e non riconducibili alle opere autentiche dell’artista.

Crediti: Immagine originale generata con intelligenza artificiale per Alessandria Post, con supervisione editoriale di Pier Carlo Lava.

Avvertenza: L’immagine è una ricostruzione illustrativa e non raffigura la reale mostra “Il secolo di Bort.” né riproduce vignette originali di Mario Bortolato.

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