Pier Carlo Lava
Secondo le più recenti proiezioni di Infratest Dimap, l’AfD ha conquistato circa il 44,4% dei voti, più che raddoppiando il 20,8% ottenuto nel 2021. La CDU, che governava la Sassonia-Anhalt e cinque anni fa aveva raccolto il 37,1%, è precipitata al 18,2%, registrando il peggior risultato della propria storia nel Land. Seguono Die Linke con il 9,1%, i Verdi con l’8,7%, la SPD con l’8,5%, mentre il BSW è attestato intorno al 5% e la FDP, ferma al 2,3%, resta fuori dal Parlamento regionale. L’affluenza avrebbe raggiunto il 76,5%, contro il 60,3% del 2021: non si può quindi parlare di una vittoria favorita dall’astensionismo.
Una vittoria netta, ma il governo resta incerto
Il candidato dell’AfD Ulrich Siegmund, appena 35enne, ha parlato di un risultato storico e di una svolta politica. Anche la leader nazionale Alice Weidel ha rivendicato un chiaro mandato a governare. Tuttavia, secondo le proiezioni, l’AfD disporrebbe di circa 39 seggi, mentre ne servirebbero 42 per controllare da sola il Landtag. Quasi tutte le altre forze politiche hanno escluso un’alleanza con l’estrema destra e la CDU continua ufficialmente a difendere il cosiddetto “muro di protezione”, il cordone sanitario che impedisce accordi con l’AfD.
L’AfD potrebbe dunque vincere senza riuscire a governare. Ma anche in questo caso il risultato conserverebbe tutta la propria portata politica: nessun partito tedesco di estrema destra aveva raggiunto una percentuale simile in un’elezione regionale nel dopoguerra.
Non una semplice destra conservatrice
Definire l’AfD della Sassonia-Anhalt soltanto un partito conservatore o sovranista sarebbe inesatto. Il servizio di intelligence interno del Land ha classificato ufficialmente la sua organizzazione regionale come una formazione di comprovato orientamento estremista di destra.
Secondo l’Ufficio per la protezione della Costituzione, la propaganda del partito colpirebbe principi fondamentali dell’ordinamento democratico, a partire dalla dignità della persona e dall’uguaglianza dei cittadini, attraverso una concezione etnica della società e dichiarazioni razziste, islamofobe e antisemite pronunciate da suoi esponenti.
Il programma presentato da Siegmund prevede una radicale stretta sull’immigrazione, la creazione di una struttura incaricata di accelerare le espulsioni, classi separate per i figli dei rifugiati, limitazioni alla presenza pubblica dell’Islam, il divieto di esporre bandiere arcobaleno nelle scuole e un profondo ridimensionamento del servizio radiotelevisivo pubblico e dei finanziamenti destinati a organizzazioni culturali e progetti per la democrazia.
Non si tratta, quindi, soltanto di modificare le politiche economiche o migratorie. In discussione vi sono anche il modello di società, il pluralismo culturale, l’indipendenza dell’informazione e la tutela delle minoranze.
L’asse filorusso che preoccupa l’Europa
L’AfD sostiene da tempo una linea favorevole al riavvicinamento con Mosca, contraria alle sanzioni e fortemente critica nei confronti del sostegno europeo all’Ucraina. Il programma della Sassonia-Anhalt chiede inoltre di rimettere in discussione la protezione concessa ai profughi ucraini, sostenendo che potrebbero trovare rifugio nelle regioni occidentali del loro Paese.
Definire l’AfD semplicemente “pro Putin” può apparire una sintesi giornalistica, ma la sostanza politica è evidente: la formazione propone rapporti più stretti con la Russia e un progressivo allontanamento della Germania dalla linea seguita dall’Unione europea e dalla NATO.
Un governo regionale non potrebbe naturalmente modificare da solo la politica estera tedesca. I Länder, però, partecipano attraverso il Bundesrat alla formazione delle decisioni federali e possiedono competenze rilevanti in materia di istruzione, sicurezza interna, cultura e informazione. Una Sassonia-Anhalt guidata dall’AfD diventerebbe soprattutto il primo laboratorio nel quale trasformare le parole d’ordine dell’estrema destra in concrete decisioni di governo.
La sconfitta di Merz e dei partiti tradizionali
La vittoria dell’AfD è anche una durissima bocciatura per la CDU e per il governo federale di Friedrich Merz. L’economia tedesca fatica a ritrovare una crescita stabile, i costi dell’energia hanno colpito famiglie e industrie e una parte della popolazione delle regioni orientali continua a sentirsi penalizzata rispetto ai territori occidentali.
Immigrazione, scuola ed economia sono stati indicati dagli elettori tra i principali problemi del Land. A questi elementi si aggiungono la sfiducia nei confronti delle istituzioni e la sensazione, diffusa soprattutto nelle aree più fragili dell’Est, di essere state dimenticate dalla politica nazionale.
Comprendere queste ragioni non significa però giustificare ogni risposta proposta dall’AfD. Liquidare quasi la metà degli elettori come estremisti sarebbe miope e controproducente, ma sarebbe altrettanto pericoloso fingere che il programma scelto da quegli elettori sia una normale variante del conservatorismo europeo.
Perché è una brutta notizia per l’Europa
Il voto è pienamente democratico e deve essere rispettato. Ma non tutti i progetti premiati dalle urne rafforzano automaticamente la democrazia. La storia europea insegna che le istituzioni possono essere indebolite anche attraverso vittorie elettorali, soprattutto quando vengono messi in discussione pluralismo, diritti delle minoranze, indipendenza dell’informazione e limiti del potere politico.
La Sassonia-Anhalt conta poco più di due milioni di abitanti, ma la Germania rimane il Paese più popoloso e la maggiore economia dell’Unione europea. Se l’AfD riuscisse a trasformare questa vittoria regionale in una spinta nazionale verso le elezioni federali del 2029, cambierebbero gli equilibri non soltanto di Berlino, ma dell’intero continente.
È dunque una brutta notizia per l’Europa, non perché debba essere contestata la volontà degli elettori, ma perché una forza nazionalista, filorussa e ostile a molti principi dell’integrazione europea ha superato la soglia della protesta ed è arrivata alle porte del governo.
La risposta dei partiti democratici non potrà limitarsi agli appelli contro l’estrema destra. Serviranno crescita, lavoro, salari adeguati, servizi pubblici efficienti, una gestione credibile dell’immigrazione e la capacità di ricostruire la fiducia nelle istituzioni. Senza risposte concrete, il terremoto politico della Sassonia-Anhalt rischia di essere soltanto la prima scossa.
Magdeburgo, 6 settembre 2026
Le informazioni contenute nell’articolo sono state verificate attraverso il confronto tra fonti tedesche, italiane e internazionali, tra cui MDR, Infratest Dimap, Ufficio statistico della Sassonia-Anhalt, Verfassungsschutz, Reuters e Sky TG24. I dati riportati si riferiscono alle proiezioni disponibili durante lo scrutinio e potranno subire lievi variazioni con la pubblicazione dei risultati definitivi.
L’AfD trionfa nelle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt con oltre il 44% dei voti. Un risultato storico che colpisce il governo Merz e preoccupa l’Europa per le posizioni nazionaliste, anti-immigrazione e filorusse del partito.
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