Addio a Emma Bonino, una vita spesa per i diritti e la libertà

Ritratto commemorativo realistico di Emma Bonino, storica leader radicale, già ministra degli Esteri e commissaria europea.
Emma Bonino, protagonista per oltre mezzo secolo della politica italiana ed europea e delle battaglie per i diritti civili.

Emma Bonino è morta a Roma venerdì 11 settembre 2026, all’età di 78 anni. Storica esponente radicale, già ministra degli Esteri, commissaria europea, parlamentare e fondatrice di +Europa, ha attraversato oltre mezzo secolo di storia politica italiana mantenendo al centro del proprio impegno i diritti civili, la libertà individuale, la giustizia internazionale e l’integrazione europea.

Pier Carlo Lava

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino era stata ricoverata il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma in seguito a un peggioramento della funzionalità respiratoria. Dopo alcuni giorni trascorsi in terapia intensiva, era stata trasferita in una struttura privata. Le sue condizioni erano rimaste delicate fino alla notizia della morte, annunciata da +Europa con poche parole cariche di commozione: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai».

Dalla provincia di Cuneo alla politica nazionale

Dopo la laurea in Lingue e letteratura moderna all’Università Bocconi di Milano, conseguita nel 1972, Bonino si avvicinò al Partito Radicale di Marco Pannella, diventando una delle protagoniste delle grandi battaglie civili degli anni Settanta.

Il suo nome è legato soprattutto alla campagna per la legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza. In un’Italia nella quale l’aborto era ancora clandestino e penalmente perseguibile, partecipò alle iniziative del Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto e arrivò ad autodenunciarsi per procurato aborto. Una forma di disobbedienza civile che contribuì a portare alla luce un fenomeno fino ad allora nascosto e a spingere il Paese verso l’approvazione della legge 194 del 1978.

Nel 1976, a soli 28 anni, venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati. Da quel momento la sua attività si sarebbe sviluppata quasi senza interruzioni tra il Parlamento italiano, quello europeo e le istituzioni internazionali.

Le battaglie oltre i confini italiani

Emma Bonino non limitò mai il proprio impegno alla politica nazionale. Si occupò della fame nel mondo, della lotta contro la pena di morte, delle condizioni delle carceri, dei diritti delle donne afghane, del contrasto alle mutilazioni genitali femminili e della tutela delle minoranze.

Fu tra le promotrici delle campagne per la nascita della Corte penale internazionale e per l’istituzione dei tribunali chiamati a giudicare i crimini commessi nell’ex Jugoslavia e in Ruanda. Partecipò inoltre alla fondazione di organizzazioni come Nessuno tocchi Caino e Non c’è pace senza giustizia.

Tra il 1994 e il 1999 ricoprì l’incarico di commissaria europea, occupandosi di pesca, tutela dei consumatori, sicurezza alimentare e aiuti umanitari. In questa veste visitò personalmente diverse aree di crisi, portando nelle istituzioni europee un modo diretto e spesso anticonvenzionale di intendere la politica.

Fu poi ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel secondo governo Prodi e, dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, ministra degli Affari esteri nel governo guidato da Enrico Letta. Ricoprì anche la carica di vicepresidente del Senato.

Il sogno degli Stati Uniti d’Europa

Negli ultimi anni una delle sue principali preoccupazioni era diventata il futuro dell’Unione europea. Bonino sosteneva la necessità di superare l’Europa dei soli governi nazionali per costruire una vera unione politica, capace di intervenire con una voce comune nelle grandi crisi internazionali.

Da questa visione nacque anche l’esperienza di +Europa, movimento dichiaratamente liberale, radicale ed europeista. Un progetto che non sempre raccolse ampi consensi elettorali, ma che mantenne vivo il dibattito sulla necessità di una maggiore integrazione continentale.

Emma Bonino è stata una figura capace di dividere e suscitare discussioni profonde. Le sue posizioni sull’aborto, sull’eutanasia, sull’immigrazione, sulla giustizia, sulle droghe e sui diritti individuali furono frequentemente contestate. Ma anche molti avversari le hanno riconosciuto una qualità sempre più rara nella politica contemporanea: la coerenza nel difendere le proprie idee, anche quando risultavano impopolari.

Il cordoglio delle istituzioni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato come Emma Bonino abbia lasciato un segno nella vita della Repubblica attraverso un impegno tenace e coerente. Il capo dello Stato ha sottolineato il valore delle sue campagne contro la fame, la pena di morte e in favore della Corte penale internazionale, definendole motivo di orgoglio per il Paese.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pur ricordando la distanza tra le rispettive storie politiche, ne ha riconosciuto il ruolo significativo nella vita pubblica italiana. Il cordoglio è arrivato da esponenti di tutte le forze politiche, a conferma di una considerazione personale e istituzionale che andava oltre le appartenenze.

L’ultimo saluto

La camera ardente sarà allestita nella Protomoteca del Campidoglio, a Roma, domenica 13 settembre dalle 12 alle 19 e lunedì 14 settembre dalle 10 alle 19. Le esequie di Stato, in forma laica, con commemorazione ufficiale, sono previste martedì 15 settembre alle 12.30 nello stesso luogo.

Con Emma Bonino scompare una protagonista indiscussa della storia repubblicana: una donna piemontese diventata una personalità internazionale, determinata a trasformare le proprie convinzioni in battaglie pubbliche. Si poteva essere d’accordo o meno con le sue idee, ma difficilmente si potevano ignorare la sua tenacia, il suo coraggio e la sua instancabile difesa della libertà.

La sua eredità rimarrà nelle riforme alle quali contribuì, nelle campagne internazionali che promosse e, soprattutto, nell’idea che i diritti acquisiti non siano mai definitivi, ma debbano essere difesi e rinnovati da ogni generazione.

GEO: Roma – Bra (Cuneo) – Piemonte – Italia – Europa

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Crediti immagine: Immagine originale generata con intelligenza artificiale da OpenAI per Alessandria Post.

Nota trasparenza: Ritratto realistico realizzato con IA a scopo editoriale e commemorativo; non si tratta di una fotografia d’archivio.

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