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Genova e il mondo della canzone d’autore piangono Aldo Ascolese, morto il 9 settembre 2026 all’età di 62 anni. Cantautore, chitarrista e appassionato interprete delle opere di Fabrizio De André, aveva costruito il proprio percorso lontano dalle scorciatoie, attraverso il lavoro, lo studio da autodidatta e un rapporto diretto con il pubblico. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo anche nell’Alessandrino, dove si era esibito numerose volte e aveva stretto legami artistici e personali.
Pier Carlo Lava
Nato a Genova il 17 marzo 1964, Ascolese proveniva da una famiglia numerosa e di condizioni economiche modeste. Aveva cominciato a lavorare a soli quattordici anni, ma la necessità di contribuire alle spese familiari non gli aveva impedito di coltivare la passione per la musica. Senza una formazione accademica, aveva imparato a suonare la chitarra soprattutto attraverso l’ascolto, la curiosità e una pratica quotidiana costruita con pazienza. Alla composizione affiancò progressivamente l’interpretazione, trovando nella propria voce calda e profonda uno strumento immediatamente riconoscibile.
Genova rimase sempre al centro della sua musica. Nei testi raccontava le atmosfere della città vecchia, le persone incontrate nei carruggi, le vite semplici e quelle poste ai margini. Il suo sguardo si soffermava sulle fragilità, sulle contraddizioni sociali e sui piccoli particolari della quotidianità, trasformandoli in storie capaci di mescolare malinconia, ironia e partecipazione. Nel suo repertorio il cantautorato incontrava anche suggestioni provenienti dal tango e dalla milonga, mentre la chitarra accompagnava le parole senza sovrastarle.
La parte più conosciuta del suo percorso artistico rimane legata alle canzoni di Fabrizio De André. Ascolese era considerato uno degli interpreti più apprezzati del repertorio di Faber, anche grazie a un timbro vocale che ne ricordava la profondità. Non cercava però di trasformare l’omaggio in una semplice imitazione: nei concerti conservava le proprie inflessioni, il proprio carattere e un modo personale di abitare le parole. Attraverso la sua voce tornavano sul palco marinai, esclusi, ribelli, prostitute, innamorati e tutti quei personaggi ai quali De André aveva restituito dignità poetica.
Da questa passione era nato “Da Faber al cielo”, lo spettacolo portato per anni nei teatri, nelle piazze e nei festival italiani. Il titolo raccontava già la natura del progetto: non una commemorazione distante, ma un viaggio dentro canzoni ancora vive, alternate a ricordi, spiegazioni e momenti di dialogo con il pubblico. Ad Ascolese bastavano spesso una chitarra, un microfono e la sua inseparabile bandana per creare un clima raccolto. Proprio la bandana gli aveva procurato il soprannome di “Pirata”, diventato con il tempo parte della sua identità pubblica.
Nel corso della carriera aveva avuto l’opportunità di condividere palchi e concerti, anche come artista di supporto, con alcuni dei protagonisti più importanti della canzone italiana: Fabrizio De André, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Pierangelo Bertoli e Roberto Vecchioni. Aveva inoltre incontrato musicisti di provenienza internazionale, tra i quali Ian Anderson dei Jethro Tull. Esperienze prestigiose che non modificarono il suo modo semplice e diretto di presentarsi al pubblico.
Nel 2023 il Comune di Genova gli aveva consegnato il Genovino d’Argento, riconoscendo il valore di un percorso artistico rimasto profondamente legato alla città e alla sua tradizione musicale. Il premio celebrava non soltanto l’interprete di De André, ma anche il cantautore capace di raccontare Genova con una propria sensibilità, affrontando temi sociali senza perdere delicatezza e umanità.
Il rapporto di Aldo Ascolese con la provincia di Alessandria era intenso e duraturo. Il pubblico del territorio aveva potuto ascoltarlo in diversi concerti, spesso insieme alla violinista Laura Merione e alla Beggar’s Farm, formazione fondata da Franco Taulino. Aveva inoltre partecipato alla prima edizione dell’“Isola in Collina”, la rassegna nata a Ricaldone nel ricordo di Luigi Tenco.
La sua ultima apparizione nell’Alessandrino risalirebbe all’8 agosto 2026 a Borgoratto, durante “La Grande Notte del Prog Italiano”, appuntamento organizzato dalla Pro loco a sostegno della Lilt di Alessandria. Le condizioni di salute non gli avevano permesso di cantare, ma Ascolese aveva voluto comunque salire sul palco per salutare il pubblico. Era atteso anche il 30 agosto in piazza Santa Maria di Castello, ad Alessandria, per un concerto organizzato da Anteas Trasporto Amico e Tuttomusica, al quale aveva dovuto rinunciare proprio per motivi di salute.
Negli ultimi mesi gli amici e il mondo artistico genovese gli erano rimasti accanto attraverso iniziative e serate solidali. Nei giorni precedenti alla morte, la famiglia aveva chiesto sui social di mandargli “luce per la sua guarigione”. La notizia della scomparsa ha generato numerosi messaggi di cordoglio da parte di musicisti, organizzatori e persone che negli anni avevano condiviso con lui concerti e amicizia.
Di Aldo Ascolese resteranno la voce profonda, la chitarra, la bandana e quella capacità di trasformare ogni concerto in un incontro tra persone. Resterà il musicista che cantava i carruggi senza trasformarli in una cartolina, che riportava sul palco le parole di De André rispettandone l’anima e che sapeva parlare degli ultimi senza retorica.
Il “Pirata” ha concluso il proprio viaggio terreno, ma le canzoni continueranno a percorrere Genova, le piazze nelle quali si è esibito e la memoria di chi lo ha ascoltato. Da Faber al cielo, oggi, c’è anche la voce di Aldo Ascolese.
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Località: Genova – Alessandria – Borgoratto Alessandrino – Ricaldone – Liguria – Piemonte – Italia.
Fonti consultate: notizie di stampa, comunicazioni degli organizzatori, testimonianze e materiali biografici disponibili pubblicamente.
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Crediti: Grafica Alessandria Post – Pier Carlo Lava.
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