WhatsApp, nuova ondata di attacchi “zero-click”: l’allerta della Polizia Postale

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La Polizia Postale spiega come riconoscere i rischi degli attacchi “zero-click” su WhatsApp e quali misure adottare per proteggere il proprio account.

Un account WhatsApp può essere compromesso senza che la vittima apra un collegamento, scarichi volontariamente un allegato o compia altre operazioni. È il pericolo degli attacchi informatici definiti “zero-click”, segnalati dalla Polizia di Stato e riguardanti, in particolare, dispositivi Apple con versioni non aggiornate di iOS e WhatsApp. Una volta conquistato l’account, i criminali possono contattare familiari e amici della vittima, fingere un’emergenza e chiedere trasferimenti urgenti di denaro.

Pier Carlo Lava

Il comunicato integrale della Questura di Alessandria

“WhatsApp, nuova ondata di attacchi ‘zero-click’. I consigli della Polizia di Stato”

È stata recentemente segnalata una nuova ondata di compromissioni di account WhatsApp, caratterizzate da modalità riconducibili ad attacchi cosiddetti “zero-click”.

Le vulnerabilità individuate riguardano versioni non aggiornate di iOS e di WhatsApp sui dispositivi Apple e, in alcuni casi, possono essere sfruttate senza che l’utente debba compiere alcuna azione. Una volta ottenuto l’accesso all’account, i criminali possono inviare messaggi fingendosi una persona conosciuta, come un familiare o un amico, e chiedere denaro simulando di trovarsi in una situazione di emergenza.

La Polizia di Stato consiglia di seguire semplici accorgimenti per ridurre i rischi di compromissione dei propri dispositivi digitali:

  • non effettuare pagamenti prima di aver verificato l’identità di chi formula la richiesta, contattando direttamente la persona attraverso un altro numero o dispositivo oppure, quando possibile, di persona;
  • mantenere sempre aggiornati sia il sistema operativo del dispositivo sia l’applicazione WhatsApp;
  • controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati” di WhatsApp, attraverso la quale è possibile verificare le sessioni associate al proprio account e disconnettere immediatamente eventuali dispositivi non riconosciuti;
  • attivare la verifica in due passaggi, limitare il download automatico di contenuti e allegati, nonché proteggere il dispositivo mediante codice, Touch ID o Face ID.

Se l’account WhatsApp risulta compromesso è importante avvisare tempestivamente i propri contatti, invitandoli a non rispondere a eventuali richieste di denaro, avviando la procedura di recupero dell’account.

Apple ha provveduto a risolvere tali compromissioni con specifici aggiornamenti di sicurezza e raccomanda, pertanto, di mantenere protetti dispositivi e applicazioni mediante l’installazione delle versioni più recenti, nonché di utilizzare l’autenticazione a due fattori per il proprio Apple Account.

In caso di dubbi o segnalazioni è possibile rivolgersi alla Polizia Postale tramite il sito del Commissariato di Pubblica Sicurezza online.

L’allerta della Polizia di Stato trova riscontro anche nelle verifiche pubblicate da INCIBE-CERT, che ha riferito di alcuni casi individuati in Italia su iPhone con iOS 16. Gli episodi sarebbero riconducibili a una possibile combinazione tra una vulnerabilità di Apple e una di WhatsApp, indicate rispettivamente come CVE-2025-43300 e CVE-2025-55177. Entrambe sono state corrette attraverso aggiornamenti di sicurezza.

È importante distinguere le due fasi della truffa. La compromissione dell’account può avvenire senza alcuna azione della vittima, ma il successivo tentativo di sottrarre denaro si basa sull’ingegneria sociale: il criminale sfrutta la fiducia dei contatti, la fretta e la paura provocate da una falsa emergenza.

Di fronte a qualsiasi richiesta insolita di denaro, anche se proveniente dall’account di una persona conosciuta, bisogna quindi fermarsi, non pagare e verificare attraverso un altro canale. Una telefonata al numero abituale o un contatto diretto possono impedire che la violazione informatica si trasformi in una perdita economica.


GEO: Alessandria, provincia di Alessandria, Piemonte, Italia.

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