Truffe telefoniche, anziani nel mirino: le cinque regole per riconoscere un raggiro

Un’anziana con smartphone è affiancata dalla figlia, che le indica un promemoria con la scritta “Verifica”.
Davanti a una telefonata sospetta, fermarsi e verificare con un familiare o attraverso i contatti ufficiali può evitare una truffa.

Le truffe al telefono non colpiscono soltanto gli anziani, ma l’età, la solitudine e la pressione psicologica possono rendere alcune persone più vulnerabili. Nei periodi estivi, quando famiglie e vicini possono essere lontani, la difesa più efficace resta una combinazione di prudenza, verifica e dialogo: mai decidere sotto pressione, mai comunicare codici e denaro a chi chiama.

Pier Carlo Lava

Il fenomeno delle frodi digitali e telefoniche è ampio e in continua evoluzione. I dati di Consumerismo No Profit indicano che, nel triennio 2022-2024, truffe online e frodi informatiche hanno sottratto complessivamente 559,4 milioni di euro; nel solo 2024 le vittime stimate sarebbero state 2,8 milioni. Questi numeri non descrivono esclusivamente le telefonate fraudolente, ma mostrano la portata di un ecosistema criminale che usa chiamate, SMS, email, siti falsi e social network.

A destare particolare preoccupazione è il dato relativo agli anziani. Il Rapporto Italia 2025 di Eurispes, su dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, segnala che le vittime di truffa con più di 65 anni sono salite da 37.108 nel 2023 a 42.890 nel 2024: un aumento del 15,58%. È un fenomeno che richiede attenzione, ma senza rappresentare gli anziani come persone inevitabilmente indifese: informazione e relazioni familiari possono fare una differenza decisiva.

La prima regola è non farsi trascinare in una conversazione non richiesta. La cosiddetta “truffa del sì” consiste nel tentativo di registrare una risposta affermativa e manipolarla come finta prova di consenso. Rispondere con un semplice “pronto” o “chi parla?” può essere una cautela ragionevole; soprattutto, non bisogna confermare dati personali, indirizzi, contratti o utenze a un interlocutore sconosciuto.

La seconda regola riguarda PIN, password, dati delle carte e codici OTP: non vanno mai comunicati per telefono. Banche, Poste e forze dell’ordine non chiedono di dettare codici dispositivi o di autorizzare bonifici per “mettere in sicurezza” un conto. La Polizia Postale segnala da tempo il rischio del vishing, cioè le telefonate nelle quali un falso operatore cerca di convincere la vittima a consegnare credenziali o a effettuare pagamenti. Polizia Postale

Terza regola: diffidare della fretta. “Suo figlio ha avuto un incidente”, “il conto verrà bloccato”, “serve un bonifico entro dieci minuti”: l’urgenza è una tecnica di manipolazione. In questi casi bisogna chiudere la chiamata, contattare direttamente il familiare o richiamare banca e forze dell’ordine tramite i recapiti ufficiali.

Quarta regola: non fidarsi ciecamente del numero visualizzato. Con lo spoofing il chiamante può far apparire sul display un numero credibile, persino quello di un ente noto. La verifica corretta consiste nel cercare autonomamente il recapito sul sito ufficiale o su un documento affidabile e digitare il numero a mano.

Quinta regola: non cliccare i link ricevuti via SMS o WhatsApp dopo una telefonata sospetta. Anche quando il messaggio sembra provenire da una banca, da Poste o da un corriere, è più sicuro aprire direttamente l’app ufficiale o digitare l’indirizzo del sito nel browser, senza usare collegamenti ricevuti.

In questo contesto Stantup Service propone Devia, un’app che, secondo quanto dichiarato dalla società, devia le chiamate da numeri sconosciuti a operatori umani incaricati di filtrare spam, call center e contatti sospetti. È uno strumento commerciale, non una protezione infallibile: può essere valutato da chi desidera un filtro aggiuntivo, ma non sostituisce le regole essenziali di prudenza né il confronto con familiari e persone di fiducia.

Se si sospetta di essere caduti in una truffa, occorre contattare subito la propria banca o Poste per bloccare operazioni e strumenti di pagamento, conservare chiamate, messaggi e screenshot, e rivolgersi alle forze dell’ordine. Per le emergenze il numero è il 112; per le segnalazioni relative a reati telematici è disponibile anche il portale della Polizia Postale. Segnala online

GEO: Alessandria, Piemonte, Italia.

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Fonti essenziali: Consumerismo No Profit; Eurispes – Rapporto Italia 2025; Polizia Postale.

Crediti: Immagine creata con IA – a solo scopo illustrativo.

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