Teleriscaldamento ad Alessandria, 15.000 metri quadrati di nuovo asfalto: ora serve verificare la qualità dei ripristini
| Immagine rappresentativa dei lavori per il teleriscaldamento e dei successivi ripristini della pavimentazione stradale ad Alessandria. |
Sono terminati i ripristini definitivi in numerose strade di Alessandria interessate lo scorso anno dagli scavi per il teleriscaldamento. Telenergia riferisce di avere riqualificato circa 15.000 metri quadrati di pavimentazione e rifatto la segnaletica orizzontale. È un risultato concreto, ma il dato quantitativo non basta per stabilire se le nuove asfaltature siano state realizzate bene e siano destinate a durare: per rispondere occorrono controlli tecnici, verifiche sul posto e, possibilmente, documenti pubblici sugli esiti dei collaudi.
Pier Carlo Lava
I nuovi manti stradali hanno interessato corso Lamarmora, piazza Valfrè, via Marsala fino a via Montello, via Cordara, via Oberdan, corso Borsalino, via Savona, via Castellani, corso Crimea, corso Cento Cannoni e via Lanza, oltre ad alcuni brevi tratti di via Aspromonte e via Ghilini. Secondo quanto comunicato, insieme all’asfalto è stata rifatta anche la segnaletica orizzontale.
Si tratta delle strade scavate nel corso dell’anno precedente per la posa delle tubazioni. Dopo una prima sistemazione provvisoria, si è atteso il periodo ritenuto necessario per l’assestamento del terreno e si è quindi proceduto con il ripristino definitivo. È una distinzione importante, perché permette di comprendere per quale ragione una strada possa rimanere per diversi mesi con una pavimentazione temporanea.
Il ripristino provvisorio deve comunque essere sicuro
L’assestamento del terreno dopo uno scavo profondo costituisce una motivazione tecnicamente comprensibile. Stendere immediatamente il manto definitivo potrebbe esporre la carreggiata a successivi cedimenti, avvallamenti o fessurazioni. Attendere, quindi, non significa necessariamente che i lavori siano stati dimenticati o lasciati incompiuti.
Questo principio, però, non può diventare una giustificazione generale per mantenere per mesi pavimentazioni sconnesse o pericolose. Anche il ripristino provvisorio deve assicurare condizioni accettabili di sicurezza per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Eventuali dislivelli, cedimenti, buche o tombini non allineati devono essere controllati e corretti durante tutto il periodo di assestamento.
Lo stesso assessore comunale Michelangelo Serra ha riconosciuto pubblicamente che i cantieri del teleriscaldamento stanno sottoponendo le strade cittadine a una pressione considerevole e che il malcontento di chi percorre quotidianamente quelle zone è comprensibile. Una posizione significativa, perché dimostra che i disagi non sono soltanto una percezione isolata di alcuni residenti.
Quindicimila metri quadrati sono un dato, non un certificato di qualità
Il completamento di circa 15.000 metri quadrati di asfaltatura rappresenta indubbiamente una notizia positiva. È però necessario distinguere fra la quantità di superficie ricoperta e la qualità effettiva dell’intervento.
Per giudicare correttamente un’asfaltatura bisogna osservare la regolarità del piano stradale, il raccordo con la pavimentazione esistente, la sistemazione dei bordi, l’altezza di tombini e caditoie, il deflusso dell’acqua piovana, la compattezza del materiale e l’eventuale comparsa di crepe, avvallamenti o cedimenti nel corso dei mesi successivi.
La vera prova, pertanto, non si esaurisce il giorno in cui il cantiere viene rimosso. Arriva con la pioggia, con il traffico pesante, con il caldo estivo e con i cicli di gelo e disgelo. Una strada può apparire regolare appena asfaltata e mostrare successivamente difetti che al momento della consegna non erano ancora visibili.
Nelle informazioni pubblicamente disponibili viene comunicata la conclusione dei lavori, ma non risultano allegati verbali di collaudo, prove sui materiali, misurazioni dello spessore o altri elementi tecnici attraverso i quali un cittadino possa valutare autonomamente la conformità dell’opera. Questo non dimostra che i ripristini siano stati eseguiti male. Significa semplicemente che, sulla base delle sole comunicazioni disponibili, la qualità non può ancora essere certificata dall’esterno.
Il controllo spetta anche al Comune
Quando il progetto del teleriscaldamento venne presentato nel 2018, tra gli impegni annunciati figuravano il controllo comunale sui ripristini stradali e il rifacimento completo della pavimentazione nelle strade con carreggiata inferiore a sei metri. Era stata inoltre indicata una programmazione condivisa con il Gruppo Amag per coordinare gli interventi sui sottoservizi e limitare la necessità di aprire più volte le stesse strade.
Nella medesima presentazione veniva indicato un canone annuale di 220.000 euro a favore del Comune. È opportuno precisare che si tratta del canone previsto dalla concessione e non di una somma che possa essere automaticamente identificata come finanziamento destinato alle asfaltature. Confondere questi due aspetti porterebbe a conclusioni non dimostrate.
Resta invece pienamente attuale il tema del controllo pubblico. Il Comune dovrebbe rendere conoscibili, in una forma comprensibile anche ai non addetti ai lavori, le strade sottoposte a verifica, gli eventuali difetti riscontrati, le correzioni richieste all’impresa e i tempi entro i quali saranno effettuate.
Pubblicare un semplice prospetto con via interessata, data dello scavo, ripristino provvisorio, asfaltatura definitiva e risultato della verifica tecnica permetterebbe di ridurre le polemiche e di distinguere le segnalazioni fondate dalle contestazioni generiche.
I cantieri continuano e il problema si ripresenterà
Mentre una parte delle strade è arrivata al ripristino definitivo, gli scavi proseguono in altre zone, tra cui via Marengo, via don Luigi Orione, Spalto Borgoglio, via Pistoia e l’area di piazza Carducci. In questi tratti, una volta posate le tubazioni, sarà realizzata inizialmente una pavimentazione provvisoria. Il manto definitivo è previsto dopo il periodo di assestamento.
Questo significa che Alessandria dovrà convivere ancora con cantieri, modifiche alla circolazione e ripristini temporanei. Proprio per questo è necessario un metodo di controllo trasparente e costante, non soltanto comunicazioni diffuse al momento dell’apertura o della chiusura dei lavori.
Il teleriscaldamento costituisce un’infrastruttura importante e può produrre benefici energetici e ambientali. Tali benefici, però, non cancellano il diritto dei cittadini ad avere strade sicure e ripristinate correttamente. Le due esigenze non sono in contraddizione: una rete moderna deve essere accompagnata da lavori stradali eseguiti con la stessa attenzione.
A mio parere, oggi non sarebbe corretto affermare senza prove che tutte le nuove asfaltature siano di cattiva qualità, così come non sarebbe corretto considerarle automaticamente perfette sulla base dei metri quadrati dichiarati. La posizione più seria consiste nel prendere atto dei lavori conclusi e chiedere che la loro qualità venga verificata, documentata e controllata nel tempo.
Gli alessandrini hanno sopportato cantieri, deviazioni, polvere, rumore e pavimentazioni provvisorie. Ora hanno diritto non soltanto a vedere l’asfalto nuovo, ma anche a sapere se è stato realizzato secondo le condizioni previste e chi interverrà qualora emergano cedimenti o difetti.
GEO: Alessandria, Piemonte, Italia
Siti: Alessandria Post – Italian News Post
Nota sull’intelligenza artificiale: L’intelligenza artificiale è stata utilizzata come supporto alla ricerca e all’organizzazione delle informazioni. Contenuti, revisione del testo e impostazione editoriale sono stati definiti e verificati dall’autore.
Crediti immagine: Immagine originale generata con intelligenza artificiale. Non raffigura uno specifico cantiere reale.
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