Teatro Comunale, Priano: «La vera sfida sarà la governance»

Fabrizio Priano, consigliere comunale di Alessandria, richiama l’attenzione sulla futura governance del Teatro Comunale.

La nuova facciata del Teatro Comunale di Alessandria, finalmente liberata dalle impalcature, rappresenta un segnale visibile di rinascita dopo la lunga chiusura iniziata nel 2010. Ma, come sottolinea il consigliere comunale Fabrizio Priano, la riapertura materiale dell’edificio costituisce soltanto una parte della sfida: occorre stabilire fin da ora chi dovrà gestire il teatro, con quale modello organizzativo, quali risorse e quale progetto culturale.

Pier Carlo Lava

In un video realizzato davanti al Teatro Comunale, con la nuova facciata ormai visibile, Fabrizio Priano, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, è tornato su un tema destinato a diventare centrale nel dibattito politico e culturale cittadino: «Negli ultimi giorni si è tornati a parlare della riapertura del Teatro Comunale. Al di là dei tempi, che non credo siano molto brevi, quello su cui si dovrebbe discutere è la futura governance, perché è evidente che sarà fondamentale per il futuro di questa importante istituzione culturale».

La facciata contemporanea rivolta verso i Giardini Pubblici testimonia che il recupero della struttura sta procedendo. Il progetto di rifunzionalizzazione è partito con un primo lotto finanziato con circa 11 milioni di euro, al quale si sono aggiunti 1,8 milioni stanziati dal Comune e ulteriori interventi sostenuti attraverso contributi del GSE. Secondo le indicazioni fornite dal vicesindaco Giovanni Barosini, il foyer potrebbe diventare utilizzabile tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, mentre per la Sala Ferrero sarebbero necessari alcuni mesi in più. La piena riapertura del complesso, soprattutto della sala principale, resta invece legata agli ulteriori lotti, agli impianti, agli arredi e alla definizione del modello gestionale.

La precisazione è importante perché parlare genericamente di “riapertura del Teatro Comunale” rischia di mettere sullo stesso piano passaggi molto diversi. Una cosa è rendere accessibili il foyer e la Sala Ferrero, un’altra è riportare progressivamente alla piena attività l’intera struttura, chiusa nell’ottobre del 2010 dopo la dispersione di fibre di amianto e successivamente interessata da una complessa bonifica.

L’intervento di Priano non rappresenta, peraltro, una posizione improvvisata. Già nell’aprile scorso il consigliere aveva chiesto all’amministrazione comunale chiarimenti sui tempi di conclusione dei lavori del Teatro e degli altri nuovi spazi culturali, sollevando esplicitamente il problema della loro gestione. In quell’occasione aveva proposto di valutare la costituzione di una Fondazione culturale, alla quale affidare non soltanto il Teatro Comunale, ma anche gli altri contenitori cittadini, tra cui la Biblioteca Civica Francesca Calvo, Palazzo Cuttica e i nuovi spazi museali dell’ex complesso di San Francesco. L’obiettivo indicato era creare un unico soggetto capace di coordinare programmazione, risorse e competenze, evitando gestioni separate e frammentate.


Anche l’amministrazione comunale ha iniziato ad affrontare il tema. Nel giugno scorso, durante le giornate pubbliche di “Alessandria ritrova il suo teatro”, organizzate con l’Università del Piemonte Orientale, La Porta di Vetro, Costruire Insieme e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, il vicesindaco Barosini aveva illustrato lo stato dei lavori e le possibili modalità di gestione.

L’orientamento indicato dalla Giunta è quello di un partenariato pubblico-privato, con l’individuazione di un soggetto che sia contemporaneamente gestore e investitore, dotato di elevata professionalità nel settore culturale e teatrale. Barosini ha spiegato che una struttura di queste dimensioni difficilmente potrebbe essere sostenuta dal solo Comune, ma che neppure una gestione esclusivamente privata sarebbe adeguata alla funzione pubblica del teatro. Da qui l’ipotesi di un modello misto, con il coinvolgimento del Ministero della Cultura, della Regione Piemonte, di Piemonte dal Vivo e di eventuali investitori privati, mantenendo precise garanzie a tutela della comunità. Al momento, tuttavia, si tratta ancora di un orientamento politico e amministrativo, non di una governance già formalmente definita.

Va inoltre tenuta distinta da questo percorso la manifestazione d’interesse pubblicata dal Comune per la concessione del servizio bar-ristorante, l’ex Caffè Marini, con scadenza fissata al 15 settembre. Quella procedura riguarda infatti uno specifico spazio commerciale interno all’edificio e non equivale alla scelta del futuro gestore dell’intero Teatro Comunale.

La sollecitazione di Priano appare quindi fondata su una questione concreta. Una facciata restaurata, nuove sale e impianti moderni non bastano, da soli, a garantire il successo del Teatro. La governance dovrà definire il rapporto tra Comune e soggetti privati, la direzione artistica, l’autonomia gestionale, le risorse economiche, il ruolo delle compagnie locali, la collaborazione con l’Università e le fondazioni, la programmazione cinematografica e teatrale, l’utilizzo quotidiano degli spazi e la trasparenza delle decisioni.

Il confronto dovrebbe quindi cominciare prima della riapertura, non dopo. Alessandria ha atteso molti anni per riavere il suo Teatro Comunale e non può permettersi di recuperare un grande edificio senza predisporre contemporaneamente un progetto culturale ed economico credibile. La proposta di una Fondazione culturale unica avanzata da Priano e il partenariato pubblico-privato indicato dall’amministrazione rappresentano due ipotesi da approfondire pubblicamente. Non sono necessariamente incompatibili, ma richiedono regole, responsabilità e obiettivi definiti con chiarezza.

Il vero traguardo, dunque, non sarà soltanto il giorno in cui le porte del Teatro torneranno ad aprirsi. Sarà riuscire a costruire una gestione competente, sostenibile e capace di restituire al Comunale il ruolo di grande istituzione culturale di Alessandria e dell’intero territorio.

Alessandria, Piemonte, Italia – Il dibattito sulla riapertura del Teatro Comunale si concentra sulla futura governance, sulla sostenibilità economica e sul ruolo che la struttura dovrà assumere nel sistema culturale cittadino.

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